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Posted on Novembre 27, 2019 in filosofia

… io so di non sapere … 
Durante il banchetto in onore di Agatone, 
dagli illustri ospiti viene affrontato l’argomento dell’amore. 
Alla fine interviene Socrate, 
che paragona l’amore alla filosofia. 
A questo punto entra nella sala del banchetto Alcibiade, 
già mezzo ubriaco e, avendo visto Socrate, ne tesse l’elogio. 
Ne esce un ritratto del filosofo particolarmente significativo.
  
 Platone, Simposio, 215a-222b.
  
 1             Questo elogio di Socrate, o amici, 
mi proverò a farlo cosí, per immagini. 
Lui crederà che lo faccia per dire cose piú ridicole, 
ma l’imagine sarà per cogliere il vero, non per far ridere. 
Io dico cioè che costui è somigliantissimo a quei sileni 
esposti nelle botteghe degli scultori, 
che gli artisti figurano con zampogne e flauti, 
i quali, se li apri in due, mostrano dentro simulacri degli dèi. 
E dico ancora che lui assopmiglia al satiro Marsia; e che 
almeno nell’aspetto tu sia uguale a costoro, o Socrate, 
nemmeno tu potresti negarlo; 
e come somigli loro in tutto il resto, ascolta. 
Sei insolente, no? Se non consenti produrrò dei testimoni. 
E non flautista? Sí, e molto piú meraviglioso di Marsia. 
Costui almeno incantava gli uomini per mezzo dei suoi strumenti, 
con la potenza che gli usciva di bocca, 
e ancora fa cosí chi esegue le sue melodie 
– giacché quelle che suonava Olimpo le dico di Marsia 
che gliele ha insegnate. 
Dunque le sue melodie, sia che le esegua un flautista valente, 
sia una suonatrice da nulla, esse da sole, 
per la loro potenza divina, 
trasportando le anime in deliri e discoprono quali d’esse 
hanno bisogno degli dèi e d’essere iniziate. 
Ma tu sei diverso da lui solo in questo, 
che ottieni lo stesso effetto senza strumenti 
e con le nude parole. 
Noi, certo, quando ascoltiamo qualcun altro parlare, 
anche un bravo oratore, su altri argomenti, 
non ce ne importa nulla, per dirlo chiaro, di nessuno;
ma quando si ascolta te o qualcun altro riporti, 
anche se è uno sciocco qualunque, 
i tuoi discorsi e li ascolti una donna, o un uomo, 
o un ragazzo, ne rimaniamo sbigottiti ed invasati. 
Io, sinceramente, o amici, 
se non fosse che potreste credermi ubriaco del tutto, 
vi direi giurando quali profonde emozioni ho provato 
ai discorsi di quest’uomo e provo tutt’ora. 
Perché quando lo ascolto, molto di piú che ai coribanti 
il cuore mi salta dentro e mi prendono le lacrime 
per effetto delle sue parole e vedo che anche 
moltissimi altri provano la stessa emozione. 
Ascoltando Pericle e altri bravi oratori, 
sentivo che parlavano bene, ma non soffrivo niente di simile, 
né l’anima mi tumultuava, né m’irritavo al pensiero 
di soggiacere come uno schiavo. 
Ma per questo Marsia qui spesso, sí, 
mi son trovato in tale stato da pensare di non poter 
piú vivere nelle condizioni in cui sono. 
E questo, o Socrate, non dirai che non è vero. 
Ancor oggi debbo riconoscere a me stesso che 
se soltanto fossi disposto a prestargli orecchio, 
non resisterei e proverei gli stessi effetti. 
Perché lui mi piega a confessare che, 
mentre difetto di mille cose, di me stesso non mi curo, 
ma m’occupo degli affari d’Atene. 
Facendomi violenza, distraggo le mie orecchie da lui, 
come dalle Sirene, e mi allontano fuggendo, 
perché non avvenga ch’io invecchi accoccolato vicino a lui. 
E solo di fronte a quest’uomo io ho provato, 
cosa che nessuno sospetterebbe in me, 
la vergogna di fronte a qualcuno. 
Ma io di lui solo provo vergogna perché 
riconosco in me stesso che non sono capace di controbattere 
che ciò che lui pretende non si debba fare; 
ma, appena mi allontano da lui, 
sono vinto dall’ambizione di onori pubblici. 
Lo tradisco come schiavo fuggitivo e lo abbandono, 
e quando lo vedo, mi assale vergogna 
per le cose che mi ha fatto riconoscere. 
E spesso sarei felice se non fosse piú tra i vivi! 
Ma so bene che se ciò avvenisse, ne sarei piú angosciato, 
cosí che non so proprio cosa farne di quest’uomo.

buon compleanno, cage.

Posted on Settembre 5, 2012 in @rte, [email protected]

http://www.amaci.org/eventi-musei/dal-segno-al-suono-dal-suono-al-segno-speciale-john-cage-nel-centenario-della-nascita

Cerco di pensare a tutta la mia musica posteriore 4’33 come a qualcosa che fondamentalmente non interrompa quel pezzo.

Dreams that Money can Buy: a film by Hans Richter with many artists. This is a Duchamp’s fragment with music by John Cage.

Il Santo Graal dei documenti audiovisivi è senz’altro il video della partecipazione di John Cage a Lascia o Raddoppia, che nemmeno YouTube è in grado di mostrare. Nei forum su Internet, disperati intenditori lo inseguono da anni. E da qualche parte spunta il sospetto che si tratti di una leggenda metropolitana, come d’altronde tante ne sono fiorite attorno alla figura di Mike Bongiorno. La storia è questa. Nel 1958 John Cage si trovava in Europa per tenere un corso di musica sperimentale a Darmstadt, in Germania, per poi giungere a Milano dove rimase quattro mesi, ad incidere un pezzo intitolato Fontana Mix presso lo studio di fonologia della RAI. Lo stesso anno, partecipò al quiz Lascia o Raddoppia in qualità di esperto di funghi, e alla fine di sei vittoriose serate, se ne tornò a casa con un bottino di cinque milioni di lire. Nel corso di questa partecipazione, Cage ebbe anche l’occasione di eseguire svariate sue composizioni, di fronte ad un accondiscendente Mike. (Immaginate quindi la scena, immaginatevi un eccentrico compositore sprofondato nell’irreale geografia di un studio televisivo, immaginatevi Mike Bongiorno e John Cage che parlano di funghi tra vallette, luci al neon, e scroscianti fiumi di denaro distribuiti a piene mani dall’everyman della cultura pop italiana) Il momento del commiato è leggendario:

M.B.: “Bravissimo, bravo bravo bravo bravo. Bravo bravissimo, bravo Cage. Beh, il signor Cage ci ha dimostrato indubbiamente che se ne intendeva di funghi… quindi non è stato solo un personaggio che è venuto su questo palcoscenico per fare delle esibizioni strambe di musica strambissima, quindi è veramente un personaggio preparato. Lo sapevo perché mi ricordo che ci aveva detto che abitava nei boschetti nelle vicinanze di New York e che tutti i giorni andava a fare passeggiate e raccogliere funghi”.

J.C.: “Un ringraziamento a… funghi, e alla Rai e a tutti genti d’Italia”.

M.B.: “A tutta la gente d’Italia. Bravo signor Cage arrivederci e buon viaggio, torna in America o resta qui?”.

J.C.: “Mia musica resta”.

M.B.: “Ah, lei va via e la sua musica resta qui, ma era meglio il contrario: che la sua musica andasse via e lei restasse qui”.

This documentary focuses on Schönberg’s childhood and youth in Vienna’s Leopoldstadt district, his school years and early friendships with other artists, and his stylistic development up to his breakthrough into other artistic spheres, highlighting in particular his earliest musical autographs, personal memorabilia and richly anecdotal stories from contemporaries about the man who would later become a conservative revolutionary.

“Opus 20 Modern Masterworks: John Cage”
documentary film (Uplink Factory, Japan, 2006)
music by John Cage, Ingo Metzmarcher, Hermann Ktetzschmar, David Tudor, Ensemble modern
film by Klaus Lindemann
presented by the Alte oper Frankfurt

Giancarlo Simonacci – Tecnica e Poetica del Pianoforte Preparato di John Cage.

John Cage & Merce Cunningham – Variations V

ERIK SATIE
SOCRATE III:Phaedo
ARRANGE POUR 2 PIANOS PAR. JOHN CAGE)

Joshu chiese al maestro Nansen: “Qual’è la vera Via?”. Nansen rispose: “La Via di ogni giorno è la vera Via”. Joshu chiese: “Posso studiarla?”. Nansen rispose: “Più studi e più ti allontani dalla Via”. Joshu allora chiese ancora: “Ma se non devo studiarla, come posso conoscerla?”. Nansen rispose: “La vera Via non appartiene alle cose che si vedono né alle cose che non si vedono, non appartiene alle cose che si conoscono né alle cose sconosciute. Non cercarla, non studiarla, non nominarla, per trovarti su di essa, apriti, immenso come il cielo.

This is Book I of John Cage’s MUSIC OF CHANGES for piano, recorded live at a Collide-O-Scope Music Concert (April 2010) – Augustus Arnone, piano. The video is assembled using iconography and text from the I Ching, as well as utilizing a series of paintings by Michelle Chen.

BIANCO – Omaggio a John Cage e Robert Rauschenberg

John Cage about silence

Mesostico per Demetrio Stratos è un testo postumo di John Cage scritto per la piu grande figura del panorama vocale dei nostri tempi.

Music by V. Corvino – Video by Fabio M. Iaquone – with Selene Khoo & Luca Attili (from the theatre show “Matematico e Impertinente” with P.G. Odifreddi)

Video omaggio al gruppo Fluxus, nato con George Maciunas nel 1961. Sviluppato in Germania e Usa. I fluxus tentavano con gli happening di mettere in discussione un fare artistico confinato nei musei, gallerie d’arte e teatri. Si voleva coinvolgere direttamente lo spettatore, valicare il confine tra arte e vita rivendicando l’intrinseca artisticità dei gesti più comuni ed elementari e promuovere lo sconfinamento dell’atto creativo nel flusso della vita quotidiana, in nome di un’arte totale che predilige come ambiti elettivi d’espressione soprattutto la musica, la danza, la poesia, il teatro e la performance. Tra gli artisti più famosi: George Brecht, Nam June Paik, Yoko Ono, John Cage, Giuseppe Chiari, George Maciunas, Barry McCallion, Wolf Vostell e tanti altri.