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una lumaca di nome sisifo

Posted on Settembre 22, 2019 in club del libro

di Flavia Bassi
Dopo il primo incontro del Club, 
da buona “lumaca” ho cercato il momento perfetto 
per scrivere delle mie impressioni; eppure, 
ogni qualvolta mi sono seduta per cominciare, 
le parole mi sfuggivano come l’ aria tra le dita. 
Con una certa ostinazione ho rimasticato 
quelle inframmezzate dalle sensazioni 
familiari e ancora poco chiare, 
finché - verosimilmente - quel momento è giunto… 
Proprio quando ho smesso di cercarlo. 
Il nome del Club della bava di Sisifo, 
in un connubio di proposte audaci, 
ha trovato la sua identità quasi naturalmente: 
come se Sisifo avesse sempre avuto 
- piuttosto che un masso - 
una chiocciola da trasportare 
e una traccia di bava irripetibile da lasciare 
in mezzo alla storia umana, 
dove vince chi sa muoversi più lentamente. 
In un avvicendarsi di sguardi sconosciuti, 
eppure complici, tutto è parso chiaro: 
nomen omen. 
- Eccoci! Con la nostra responsabilità, 
questa fatica umana, nella lenta corsa 
verso il futuro o nel mistero della memoria; 
noi che siamo l’unico segreto di ogni nostra traccia. 
Ma perché un nome non è solo un nome? 
Perché ci sta tanto a cuore questa identità? 
Una risposta io credo di intravederla nelle scie 
che scegliamo di seguire e quelle in cui proviamo 
a rivederci, come nella prima sbavatura umoristica 
di David Foster Wallace, accolta come lettura del mese: 
“Una cosa divertente che non farò mai più”.
E infatti, pensando alle sbavature dei grandi nomi 
(passati o contemporanei), l’altro pensiero 
che mi è sovvenuto è stato quello di immaginarci 
come una costellazione. 
Quando guardiamo in alto, le stelle ci sembrano 
posizionate tutte sullo stesso piano, 
su un' unica tavola piatta e scura. 
Insomma, come nei giochi della settimana enigmistica! 
Ma quei puntini luminosi, invero, 
sono così tanto distanti tra loro nello spazio 
e nel tempo che alcuni di essi sono addirittura fantasmi. 
Mi dico, allora: forse è questo che dobbiamo fare; 
riconoscerci in questo progetto. 
Siamo persone distanti nello spazio e nel tempo, 
con una diversa storia alle spalle, 
un’unicità segnata nel tempo… 
E ci affidiamo, una volta al mese, 
alle stelle e ai fantasmi di cui ancora abbiamo traccia, 
di cui leggiamo l’eredità.