dal profondo dell’anima: carl gustav jung

« Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente…Prima o poi, i morti diventeranno un tutt’uno con noi; ma , nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d’essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell’eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo » (C.G.Jung)

La profonda saggezza e la grande umanità di Carl Gustav Jung emergono in modo eloquente da questa famosa intervista concessa nel 1959 all’inglese John Freeman.

Sappiate signori miei che la vita è breve e che non c’è altro modo di vivere se non quello di calpestare le teste dei Re (W. Shakespeare)

This film is one of a three-part series of films produced by PBS, on the life and works of the great thinker and psychiatrist Carl Gustav Jung. Born on July 26, 1875, in Switzerland, Jung became interested in psychiatry during his medical studies. He saw that the minds of mentally deranged persons had similar contents, much of which he recognized from his own interior life, described in his autobiography Memories, Dreams, Reflections. His lifelong quest to understand the workings of the psyche led him to develop the analytical method of psychiatry. He proceeded by looking at the role in his patients’ lives of what he termed the personal and collective unconscious, as expressed through dreams, myths, and outer events.

Prendimi l’anima – (2002), di Roberto Faenza, interpretato da Iain Glen.

A Dangerous Method (2011), di David Cronenberg, interpretato da Michael Fassbender.

“Cattiva” di Carlo Lizzani.

C.G.Jung: contro l’omologazione collettiva