Wilhelm Reich (1897 – 1957) medico e psichiatra austriaco.

Allievo di Sigmund Freud e noto per la sua controversa teoria sulla “energia orgonica“. Nell’ultima parte della sua vita alcune ricerche da lui compiute lo portarono ad affermare di avere scoperto una presunta nuova forma di energia, il cosiddetto “orgone”. Queste teorie furono fortemente osteggiate dalla comunità scientifica, in quanto mancanti di prove sperimentali e di un apparato teorico a sostegno. Subì una condanna a due anni di reclusione; durante il processo a suo carico, avviato a seguito delle indagini della FDA statunitense sulla validità della sua presunta “terapia orgonica”, Reich sostenne che la Corte americana non era qualificata per giudicare le sue teorie e morì in carcere nel 1957 per un infarto.
La stima di Freud per Reich aumentò incondizionatamente fino al 1927, anno della sua iscrizione al Partito Comunista e della pubblicazione del libro “La funzione dell’orgasmo” che poneva Reich in contrapposizione con i colleghi, tutti appartenenti alla borghesia come la propria famiglia di origine. In questo periodo maturò in Reich la convinzione che vi sia un nesso tra repressione sociale e repressione della sessualità (Cfr. Marcuse), differenziandosi in questo da Freud, che non si interessava all’aspetto sociale delle nevrosi, limitando il campo di terapia all’individuo affetto dalla patologia specifica. Quando una sua opera pubblicata nel 1933, Psicologia di massa del fascismo, fu messa al bando dai nazisti, Reich decise di fuggire dall’Austria e si trasferì nel 1939 negli Stati Uniti d’America, dove continuò le sue ricerche sperando di trovare una cura per malattie incurabili come il cancro.
Reich, come Freud, era un convinto assertore della sessualità come elemento centrale della psicanalisi; della libido o pulsione come “energia”, ovvero come “forza motrice della psiche”, questa non si libererebbe attraverso il mero atto sessuale, privo cioè di amore (profonda compartecipazione psichica durante l’atto fisico). La maggiore energia si libera invece nei soggetti che riescono a “liberarsi” e ad “abbandonarsi”, riuscendo ad integrare il corpo e la mente e favorendo conseguentemente lo scioglimento dei blocchi psichici fonte delle nevrosi quotidiane e ritenne di aver evidenziato un principio funzionale di base, secondo il quale la naturale carica energetica a cui ogni organismo vivente sarebbe sottoposto, presto o tardi deve essere scaricata. Reich attribuiva le nevrosi e tutte le conseguenze fisiche ed energetiche delle stesse all’insoddisfazione orgastica dovuta al fatto che l’energia in eccesso non fosse scaricata completamente. I traumi psicologici affliggerebbero sia il corpo fisico, sia le funzioni orgastiche e le considerava piuttosto il risultato di traumi vissuti dall’individuo in tutti quei casi in cui le imposizioni culturali ed educative fossero volte a reprimere la necessità di una scarica totale dell’energia in eccesso attraverso l’orgasmo.
Con il termine di “corazza”, si indica l’ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale, lo scudo sia fisico che mentale dietro il quale la personalità (da “persona”, maschera) si nasconde per proteggere l’individuo. La corazza ha la tendenza a “fossilizzarsi” e a non evolversi seguendo lo sviluppo dell’individuo durante il corso della propria vita. È in questa fase che la corazza cessa progressivamente di svolgere il suo ruolo primario di difesa e si trasforma sempre più in una mera “zavorra” che limita la capacità di libertà e di felicità dell’individuo. L’equilibrio psichico garantito dalla corazza ha quindi un prezzo; in cambio ci protegge da quei traumi che non siamo riusciti a rimuovere e riduce l’ansia e la paura apparente. In verità una corazza molto sviluppata nasconde una profonda insicurezza interiore ed una forte sfiducia nell’ambiente esterno, percepito come ostile e pericoloso. la corazza inizia a formarsi già nella prima infanzia, come risposta del bambino ai limiti che gli vengono posti. Possiamo considerarlo come un meccanismo di adattamento all’ambiente.
È proprio per le sue teorie sulla sessualità ed i suoi appelli pubblici per la liberazione dei costumi che Reich è passato alla storia, considerato unanimemente il “profeta” della “rivoluzione sessuale” che scosse l’Europa tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Reich tende a “identificare” la salute psichica con la liberazione della sessualità; passando sul piano “politico”, questa teoria da psicologica diventa sociologica e condanna la società dell’epoca, vista come borghese e oscurantista. Reich riesce così a coniugare Marx e Freud, accusando la classe dominante di mantenere l’ordine sociale (e con esso la propria supremazia) reprimendo il libero manifestarsi dell’energia sessuale. Reich ha in questo profondamente influenzato studiosi come Fromm e Marcuse, anch’essi accusati di simpatizzare per il comunismo, sebbene nel caso di Fromm si trattasse solo di una forte critica alla società consumistica e vuota statunitense, cui corrispondeva un altrettanto forte critica dei regimi comunisti. Su questi argomenti scrive in quegli anni diversi testi tra cui: La funzione dell’orgasmo (1927) e Materialismo dialettico e psicoanalisi (1929). Quando nel 1930 si trasferisce a Berlino, milita attivamente nel Partito Comunista Tedesco. Pubblica le opere più importanti negli anni trenta: L’irruzione della morale sessuale coercitiva (1932), La lotta sessuale dei giovani (1932), Analisi del carattere (1933) e La rivoluzione sessuale (1936).
Nel 1942 ipotizzò che le malattie psichiche avessero un’eziologia “energetica” e che a questa energia (l’orgone) fossero collegati la sessualità e l’orgasmo. Reich ipotizzò inoltre che esistesse un dualismo tra materia ed energia e concepì l’orgone come un’energia basilare che avrebbe permeato l’universo: di conseguenza ritenne la sua teoria funzionalmente applicabili anche ad altri ambiti oltre che a quello psicologico, quali ad esempio la meteorologia e l’astronomia. Avrebbe realizzato degli “accumulatori di orgone (detti “ORAC”, acronimo per “orgone accumulators”) e un altro dispositivo, che chiamò cloud buster (letteralmente “acchiappanuvole). Questo si sarebbe basato sul principio secondo cui piccoli potenziali di orgone verrebbero attratti verso grandi potenziali. Il dispositivo sarebbe stato “alimentato” tramite un flusso di acqua corrente quale un torrente, che possederebbe un grande potenziale di orgone: tramite esso Reich riteneva fosse possibile creare un flusso di orgone direzionato che, incrociato con quello naturale atmosferico, avrebbe potuto produrre o dissolvere le nuvole. Nei suoi ultimi anni Reich ha narrato in diverse circostanze di quelle che riteneva le sue esperienze con gli alieni. Reich rifiuta la teoria della pulsione di morte: mentre Freud, nel secondo periodo revisionista, ritiene che questa pulsione sia radicata nell’uomo, per Reich si tratta di una pulsione secondaria rispetto all’unico istinto primario che per lui è e rimane quello “vitale”. In questo ambito si deduce che l’autodistruzione è un’opzione secondaria derivante dalla distorsione e corruzione delle “funzioni naturali” connaturate all’individuo. Durante il periodo che trascorse a Oslo condusse diversi esperimenti per sbloccare le tensioni muscolari psicosomatiche, ritenendo che una terapia della mente non potesse prescindere da una cura del corpo: questa teoria sarà successivamente sviluppata e portata alla maturità dal suo discepolo Alexander Lowen.