Tag: fabrizio de andrè

le città narranti (p.3)

Posted on Ottobre 27, 2012 in scienze, scienze [email protected]

Sire, io vengo dall’altro paese. Nelle città ci annoiamo, non c’è più un tempio del Sole. I diversi quartieri di questa città potrebbero corrispondere all’intera gamma di umori che ognuno di noi incontra per caso nella vita di ogni giorno.
(Ivan Chtcheglov)

Edoardo Bennato – Ma che bella città (Special RaiTv 1975)


Manhattan di Woody Allen

Branduardi / Battiato – Il Sultano Di Babilonia E La Prostituta

Babilonia – Passaggio a NordOvest

La Città di Babylonia

Ulisse – Città scomparse

History Channel – Atlantide

La mia città- Edoardo Bennato

E gli dei tirarono a sorte.
Si divisero il mondo:
Zeus la Terra,
Ade gli Inferi,
Poseidon il continente sommerso.
Apparve Atlantide.
Immenso, isole e montagne,
canali simili ad orbite celesti.

Il suo re Atlante
conosceva la dottrina della sfera
gli astri la geometria,
la cabala e l’alchimia.

In alto il tempio.
Sei cavalli alati,
le statue d’oro, d’avorio e oricalco.
Per generazioni la legge dimorò
nei principi divini,
i re mai ebbri delle immense ricchezze
e il carattere umano s’insinuò
e non sopportarono la felicità,
neppure le felicità,
neppure la felicità.

In un giorno e una notte
la distruzione avvenne.
Tornò nell’acqua.
Sparì Atlantide.

The Panopticon World We Live In

Città Stato – Atlantide – Sparta contro Atene

La Deportazione Del Ghetto Di Roma

Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che sapete, ma in base a ciò che vedete intorno. Dovete essere straniati e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l’alto, in modo da portare al centro del campo visivo l’architettura e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari.

Guy Debord – Critica della separazione

La Città Proibita, film di Zhang Yimou con con Chow Yun-Fat, Gong Li, Jay Chou, Liu Ye

La Città Incantata, regia HAYAO MIYAZAKI

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l’esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l’ombra di un sorriso tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire “micio bello e bamboccione”.

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
La Città Vecchia – Fabrizio De Andrè

Mina – Citta’ vuota


http://www.poke-ville.com/book.html

la seconda guerra mondiale

Posted on Luglio 21, 2012 in [email protected]


La guerra di Piero – Fabrizio De Andrè

Composto in Cina nel IV secolo avanti Cristo, l'”Arte della Guerra” di Sun Tzu è uno dei più antichi trattati di tecnica militare e, al tempo stesso, il più prestigioso e influente testo di strategia del mondo.
Guerrieri, capi militari e uomini politici l’hanno apprezzato nel corso dei secoli; importanti scuole di management l’adottano in tutto il mondo, manager dell’industria e della finanza continuano a leggerlo, traendone un’inesauribile fonte d’ispirazione e meditazione.
Ma da dove deriva la forza, l’attualità, l’immortale fascino di quest’opera misteriosa?

La storia siamo noi

L’ Operazione Barbarossa è stata la denominazione in codice tedesca per l’invasione dell’Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale; tale nome fu ispirato dalle gesta dell’imperatore Federico Barbarossa.

Prese avvio il 22 giugno 1941 e fu la più vasta operazione militare terrestre di tutti i tempi; il fronte orientale, aperto con l’inizio dall’operazione, fu il più grande e importante teatro bellico dell’intera seconda guerra mondiale e vi si svolsero alcune tra le più grandi e sanguinose battaglie della storia. Nei quattro anni che seguirono l’apertura delle ostilità tra Germania ed Unione Sovietica, decine di milioni di militari e civili persero la vita o patirono enormi sofferenze, sia a causa degli aspri ed incessanti scontri che delle condizioni di vita miserevoli in cui vennero a trovarsi.

L’operazione, iniziata meno di due mesi dopo la sconfitta nella battaglia d’Inghilterra, avrebbe dovuto costituire un punto di svolta decisivo per assicurare la vittoria totale del Terzo Reich ed il suo predominio sul blocco continentale eurasiatico, ma il suo fallimento, assorbendo buona parte delle risorse umane, economiche e militari della Germania, provocò la sua completa disfatta.

L’Italia in guerra

Figli del sol Levante

Il radar e la Battaglia di Inghilterra

Lo Squadrone nero

Le Missioni Suicide Della Luftwaffe

Una città in rovina è il simbolo della sconfitta finale del Terzo Reich e della follia di Hitler. Questa è Berlino nell’aprile del 1945 all’arrivo delle truppe dell’Armata Rossa. Dietro le macerie e la rovina portata dai bombardamenti Alleati, è difficile riconoscere quella che è stata una delle più grandi capitali europea e uno dei centri più fertili della cultura europea. Una città di artisti, filosofi, poeti, musicisti e scrittori.
Ma anche una città di imperatori e di generali.

E’ questa la città che Hilter ha scelto come cuore del suo Terzo Reich. Che ieri ha vissuto con lui l’utopia di un impero millenario e oggi è protagonista dell’ultimo atto della tragedia. E’ questa la storia di Berlino a cavallo tra il 1936 (Olimpiadi di Berlino) e il 1945.