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Sharitaly: siamo pronti a condividere?
Il Time la definì come una delle dieci idee che avrebbero cambiato il mondo e in Italia, anche se con un po’ di ritardo, sta rivoluzionando l’educazione, le abitudini dei consumatori e anche di molte imprese.

THE TRACEY FRAGMENTS

The official and FINAL trailer for a new independent feature film – THE TRACEY FRAGMENTS – starring Ellen Page and directed by Bruce McDonald. Coming to theatres in Canada in OCTOBER 2007

La rivoluzione open source

Open source in informatica, indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono e favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti.
Il fenomeno ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.

Revolution OS è un documentario statunitense del 2001, diretto da J.T.S. Moore. Nel film si ripercorrono venti anni di storia di GNU, Linux, del software libero e dell’open source.

Il film narra la storia del sistema operativo GNU/Linux, dalle sue origini al 2000, ponendo inoltre l’accento sulla differenza tra software libero e software open source e analizzando alcuni casi di programmi rilasciati sotto licenza libera (ad esempio Apache). Nel documentario non mancano le accuse contro la Microsoft e rivelazioni di protagonisti famosi.

Nel corso del documentario vengono intervistati noti hacker ed imprenditori, tra cui Richard Stallman, Linus Torvalds, Eric Raymond, Bruce Perens, Michael Tiemann, Larry Augustin, Frank Hecker e Brian Behlendorf.

Copyleft – Short Film

L’espressione inglese copyleft (permesso d’autore) è un gioco di parole sul termine copyright nel quale la parola “right“, che significa “diritto” (in senso legale), viene invertita con “left“, che vuol dire “ceduto”; giocando sul secondo significato delle parole, si può notare come “right” (ovvero “destra”) viene scambiata con “left” (“sinistra”).

Copyright vs Copyleft

In particolare Copyleft individua un modello di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione pura e originaria del copyleft (cioè quella riferita all’ambito informatico) la condizione principale obbliga i fruitori dell’opera, nel caso vogliano distribuire l’opera modificata, a farlo sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto l’insieme di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti.

Open Education

Alla filosofia del movimento open source si ispira il movimento open content (contenuti aperti): in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Wikipedia è un chiaro esempio dei frutti di questo movimento. Attualmente l’open source tende ad assumere rilievo filosofico, consistendo di una nuova concezione della vita, aperta e refrattaria ad ogni oscurantismo, che l’open source si propone di superare mediante la condivisione della conoscenza.

Why Open Education Matters

  • Le imprese, mediante meccanismi di cooperazione e competizione interna ed esterna, si evolvono in ambiente complesso ricercando la crescita, la flessibilità, l’innovazione e le economie di scala (efficenza dinamica).
  • Il primo principio è quello dell’auto-organizzazione. Le organizzazioni si auto-organizzano sostenendo la nascita di reti interne ed esterne, allo scopo di favorire l’emergenza dell’intelligenza distribuita. Il cambiamento non è da poco: si tratta di passare dalla tradizionale logica top-down ad una logica anche bottom-up. Auto-organizzazione significa una rete interna all’organizzazione, dove i nodi sono costituiti dall’intelligenza delle singole persone, e le connessioni sono rappresentate dalle interazioni anche informali tra le stesse. Significa anche una rete esterna all’organizzazione, che coinvolga tutti gli attori potenzialmente rilevanti.
  • La disorganizzazione creativa consente alle imprese d raggiungere l’orlo del caos, unico luogo che garantisce loro la possibilità di successo attraverso l’innovazione. È una zona di ordine e disordine, contnuità e discontinuità. Le organizzazioni devono effettuare una vera e propria disorganizzazione creativa tendente alla compresenza di miglioramento continuo e innovazione radicale.
  • La disorganizzazione creativa è raggiunta mediante il circolo della creazione, ovvero un circolo virtuoso orientato alla discontinuità, o per meglio dire a una discontinuità percorribile, sostenibile. La creazione richiede il contemporaneo utilizzo di pensiero divergente (verso la discontinuità) e convergente (verso la sostenibilità).
  • Il terzo principio è la condivisione. Se il secondo principio – la disorganizzazione creativa – rappresenta la fondamentale tendenza alla discontinuità, il terzo principio – la condivisione – rappresenta l’altrettanto fondamentale tendenza alla continuità per il miglioramento continuo verso l’eccellenza operativa. Condividere valori e obiettivi è presupposto necessario per procedere in tale percorso con l’obiettivo dell’efficienza, della routine, del fare sempre le stesse cose sempre meglio.
  • Il quarto principio è la flessibilità strategica. I sistemi complessi sono in continuo mutamento per adattarsi all’ambiente esterno e talvolta per crearlo. In natura vi è davvero poco spazio per ciò che è rigido ed immutabile. Le organizzazioni dovrebbero pertanto ricercare la flessibilità recependo i segnali deboli provenienti dal mercato, dai fornitori e da tutte le fonti potenziali e adottando strategie aperte al loro stesso cambiamento. Flessibilità strategica significa accettare che la direzione verso cui andare si definisce solo nel momento in cui se ne presentano le condizioni. Il cammino si fa andando, come sostiene il poeta Machado. Non si può predefinire dove si vuole arrivare, e dopo si realizzare il piano definito. Ci si deve invece mettere nelle condizioni di cogliere l’attimo creativo. (Prede o ragni)

Hacker

In questo senso, l’attenzione si sposta sulla diffusione dell’etica hacker, intesa con Manuel Castells e Pekka Himanen (2002, p. 114), come cultura della condivisione, della partecipazione, sullo scambio e sulla costruzione attiva dei saperi.

“dato il loro approccio ‘appassionato’ all’apprendimento, gli hacker informatici pongono domande e problemi (…) costruendo e sperimentando (…), utilizzando e valutando criticamente diverse fonti di informazioni (…), condividono il loro processo di apprendimento (…)”.

Principi che la diffusione dei nuovi mezzi di rete, dei social network e degli strumenti di condivisione online, rendono centrali non solo tra gli hacker ma, sempre di più, nelle comunità online frequentate da giovani e giovanissimi.

Versione-testuale_Repository di Buffardi_

Un repository (in italiano deposito o ripostiglio) è un ambiente di un sistema informativo (ad es. di tipo ERP), in cui vengono gestiti i metadati, attraverso tabelle relazionali; l’insieme di tabelle, regole e motori di calcolo tramite cui si gestiscono i metadati prende il nome di metabase. In questa programmazione il docente si sofferma sulla funzione di conservazione e condivisione dei documenti di studio; nel caso dei modelli collaborativi, sulla possibilità di utilizzare forum online per confrontarsi sui percorsi di studio. Per ciascun format, il docente individua gli elementi caratterizzanti e le modalità di implementazione nella pratica scolastica.

La sfida per la moderna istituzione scolastica è quella di cogliere tali principi, indirizzarli entro una pratica pedagogicamente appropriata, valorizzando le abilità cognitive connesse all’uso dei nuovi mezzi. La difficoltà principale è rappresentata dalla necessità di integrare il ruolo del docente e il valore del percorso scolastico formalizzato entro il prevalente approccio informale di accesso ai saperi che gli studenti gestiscono in autonomia con apparente soddisfazione.

Anonymous – We Are Legion

Ora, ovviamente, tutti possono essere come me
Però fortunatamente non molti possono essere come te

Bè, i sei cavalli bianchi che avevi promesso
Alla fine li hanno spediti al penitenziario
Ma per vivere al di fuori della legge devi essere onesto
so che sei sempre stata d’accordo su questo
Ma dove sei finita stanotte, dolce Marie? Bob Dylan