ockham, il dottor invincibile

... noi siamo come nani sulle spalle dei giganti: vediamo più lontano di loro anche se non siamo affatto più grandi ... 
           Bernardo di Chartres
Masato Tanaka, La meravigliosa vita dei filosofi

INTRO

All'inizio del Medioevo, la filosofia di Aristotele non viene studiata in Europa, mentre è oggetto di approfondite riflessioni nel mondo islamico. Tuttavia, verso la metà di questo periodo, ritorna nuovamente in Europa grazie alle Crociate. La riscoperta della filosofia aristotelica con il suo approccio naturalistico alla conoscenza pone il problema delle contraddizioni tra fede e ragione. Dopo Tommaso d'Aquino una serie di formidabili pensatori, fra i quali Guglielmo di Ockham, si incarica di ripensare il rapporto fede/ragione sulla base del criterio della reciproca indipendenza e distinzione, concludendo che ben poco di ciò che deve essere creduto per fede può anche essere provato dalla ragione. L'elaborazione di un nuovo criterio di verità, l'esperienza concreta, segna la fine della speculazione scolastica e l'inizio di quella che in seguito diventerà la mentalità scientifica. 

BAGAGLIO

* Platone
* Filosofia medievale
* Eloisa e Abelardo 

STRUMENTI

Gaia. Nuove idee sull'ecologia di James Lovelock 
Carmina Burana di Carl Orff
Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche
Thomas Nagel, articolo Cosa si prova ad essere un pipistrello?

DESCRIZIONE

IL FILM

Il linguaggio è una delle caratteristiche più definisce ciò che siamo. Soprattutto sembra che il linguaggio esprima qualcosa di fondamentale a proposito della nostra natura e che dipenda dal modo soggettivo in cui i nostri sistemi cognitivi ci fanno vedere il mondo. Arrival esplora la questione del rapporto tra biologia e linguaggio, e se imparare una lingua aliena potrebbe alterare la nostra percezione del mondo. Il film poggia su un’analisi del linguaggio e su cosa servirebbe per iniziare una comunicazione con esseri completamente diversi da noi.
Noi esseri umani siamo un misto di cultura e biologia e il nostro linguaggio probabilmente esprime entrambe questi aspetti. Una cosa che sia la filosofia del linguaggio che Arrival ci insegnano è che il linguaggio è sempre relativo a qualcosa. Se imparassimo il linguaggio di una specie con una biologia diversa dalla nostra, potremmo capire il modo in cui loro vedono il mondo, o, come sostiene Nagel, la nostra biologia è un limite, che ci impedirebbe di esprimere a chi non ha i nostri sensi come noi percepiamo le cose?
Un esempio dell'applicazione del rasoio in campo metafisico è proposto dal film Contact, in cui la scoperta di forme di vita aliene diventa occasione per indagare il rapporto fra scienza e fede. Appellandosi al principio del rasoio, la protagonista domanda quale fra le due proposizioni sia più accettabile dal punto di vista scientifico: 
1) un Dio potente e misterioso che ha creato l'universo e ha deciso di non dare alcuna prova della sua esistenza?
2) Dio non esiste. Lo abbiamo creato noi per non sentirci piccoli e soli?

IL TESTO

ATTIVITA’

Quante volte di fronte a un problema ti scervelli per cercare la soluzione, oppure costruisci mille castelli di ipotesi per spiegare come mai è successa una cosa? Il pensiero di Ockham potrebbe esserti d'aiuto: per lui non dobbiamo complicare le cose, perché spesso la soluzione è quella più facile. Ad esempio se abbiamo indizi ragionevoli che bastano a spiegare un fatto, perché cercarne un altro? 
Pensa a un problema che hai e, con il rasoio di Ockham, taglia gli elementi inutili che complicano la faccenda. La soluzione ora è più vicina? 

DEVIAZIONI

Alla grande figura di Guglielmo di Ockham si è dichiaratamente ispirato Umberto Eco per creare il protagonista del suo romanzo Il nome della rosa, ovvero Guglielmo da Baskerville, interpretato da Sean Connery nell’omonimo film uscito nel 1986 per la regia di Jean-Jacques Annaud. Per alcune caratteristiche, quali l’aspetto fisico, il metodo investigativo, le doti inferenziali e la ricerca della verità, Guglielmo da Baskerville rievoca molto più il celebre Sherlock Holmes, il protagonista dei gialli di sir Arthur Conan Doyle. Tale nesso è reso ancor più evidente dallo stesso Umberto Eco, che ammicca a Il mastino di Baskerville, uno dei romanzi più noti di Conan Doyle.
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