nietzsche e il caos

               … bisogna avere un caos dentro di sé per partorire
                      una stella danzante …
La danza orgiastica di H.Matisse (1869-1954). Danza scomposta delle menadi che nell’antica Grecia caratterizzava i riti dionisiaci.

INTRO

Nietzsche vive nel XIX sec. e muore nel 1900, dopo un decennio in cui la pazzia gli impedisce qualsiasi produzione filosofica. Eppure egli stesso si definisce un figlio prematuro del secolo imminente e il suo pensiero è considerato dagli storiografi anticipatore e rappresentativo delle dinamiche e dei problemi che caratterizzano la filosofia del xx secolo. In effetti la sua opera è l'espressione filosoficamente più rilevante della complessa crisi che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento rimette in discussione le certezze e i valori dominanti sino a quel momento. Alla fine del XIX secolo in Europa si diffonde la «seconda rivoluzione industriale», caratterizzata da un duplice processo: da un lato un poderoso sviluppo tecnologico, dall'altro lato la prima grande crisi di sovrapproduzione del capitalismo ottocentesco (la «Lunga depressione del 1875 che segna la fine del liberismo basato sulla libera concorrenza e sul ruolo marginale dello Stato). Si tratta di un'epoca di sviluppo socioeconomico e di crisi culturale, in cui vengono ridefiniti valori, ideologie e modi di pensare.

BAGAGLIO

* Movimento Dada
* Positivismo
* Richard Wagner

STRUMENTI

* Mappe di sintesi

CONTESTO STORICO

Eventi rilevanti:
1871 - Unificazione della Germania
1873-1893 Depressione economica
1888 - Conferenza di Berlino per la spartizione dell'Africa in imperi coloniali   
     europei
1894 - Scoppia l'Affaire Dreyfus in Francia
1896 - Strauss compone il poema sinfonico Così parlò Zarathustra 
1900 - Freud pubblica L'interpretazione dei sogni
... non posso ascoltare troppo Wagner, 
sento già l'impulso ad occupare la Polonia ... 
Woody Allen

WALKMAN

Nietzsche, durante il periodo di amicizia con il compositore Richard Wagner, considerò la musica delle sue opere fino alla tetralogia L'anello del Nibelungo come la rinascita dell'arte tragica in Europa, rappresentando il massimo esempio dello spirito dionisiaco nella storia della musica stessa, ossia il suo aspetto istintuale. In seguito, dopo una rottura umana e intellettuale che proseguirà anche dopo la morte di Wagner, lo stesso Nietzsche ritrattò le proprie idee definendo, al contrario, l'opera wagneriana come espressione di una civiltà decadente.
Intorno alla metà del 1800 Richard Wagner scrive il suo secondo dramma, suddiviso in tre atti ed intitolato La Valchiria. All’inizio del terzo atto entrano in scena nove valchirie, esseri femminili sovrannaturali che nella mitologia nordica decidono la sorte dei combattenti caduti in battaglia. Nella tradizione, la figura della valchiria appare a dorso di un cavallo alato, volando sui campi di battaglia e scegliendo chi, tra i morti, merita il Valhalla, luogo in cui dimorerà chi è deceduto gloriosamente. Wagner descrive le valchirie con una musica dall’incedere eroico, a tratti furioso.
Wagner non sarebbe certo rimasto indifferente nell’assistere alla scena di Apocalypse Now, pellicola del 1979 diretta da Francis Ford Coppola che racconta la Guerra del Vietnam attraverso una libera interpretazione del racconto Cuore di Tenebra, scritto da Joseph Conrad al volgere del diciannovesimo secolo. 
I destrieri alati divengono elicotteri stipati di soldati che decretano il destino degli abitanti di un tranquillo ed ignaro villaggio. La figura del cavallo viene ridotta a stilizzazione sull’insegna della Prima Divisione di Cavalleria, apposta sulle lamiere opache degli aeromobili militari.
La sequenza più rappresentativa del film descrive l’avanzare di uno stormo di elicotteri da guerra che si stagliano nel placido cielo del mattino. Sotto il comando dell’eccentrico tenente colonnello Bill Kilgore la squadriglia bombarda un villaggio vietcong sulla costa dopo l'ordine di trasmettere le musiche di Wagner ad alto volume per intimidire gli abitanti. La Cavalcata delle Valchirie scandisce così una delle scene più spettacolari e famose nella storia del cinema.

DESCRIZIONE

             … dove voi vedete cose ideali, io vedo cose umane,   
                     ahi, troppo umane! … 

ITINERARIO DELLA DECADENZA

          … Gli cadranno intorno i doni di tutti quegli spiriti 
       liberi che abitano sul monte, nel bosco e nella solitudine 
          e che, simili a lui, sono viandanti e filosofi, essi  
                   cercano la filosofia del mattino … 
... L'uomo è una corda, annodata tra l'animale e il Superuomo. Una corda tesa sopra l'abisso ... Nietzsche, Così parlò Zarathustra

IL FILM

2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick. L’astronauta Bowman,
uomo-arco come una corda che si tende verso l’infinito,
alza un braccio verso il monolite. Kubrick crea una simbiosi figurativa,
dove il feto che attraversa il monolite diventa il fanciullo “Delle Tre Metamorfosi” .
Si compie la profezia del superuomo, colui che racchiude in sé la rinascita
con la citazione musicale diretta del pezzo Così parlò Zarathustra di Strauss.
2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick.
L’esplosione della musica e del dionisiaco all’origine dell’umanità.
 NIETZSCHE E IL CINEMA:
  Il superuomo
* Nodo alla gola (1948) Nel 1948 Alfred Hitchcock portava sullo schermo una storia originale, provocatoria, impregnata di una filosofia che, tre anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, faceva tremare l’America. Le teorie di Nietzsche erano  ancora oggetto di nazificazione e di manipolazione per giustificare crimini orrendi. 
* Matrix (1999) Neo è l’eletto, vale a dire l’oltreuomo che, al pari di Zarathustra, 
ha il compito di guidare gli uomini nella guerra contro le macchine. Difatti egli non solo è conscio dell’ipocrisia e della doppiezza della realtà che lo circonda, 
ma accetta con amor fati questa condizione e, piuttosto che rispondere negativamente 
e continuare a vivere nell’oblio (pillola rossa o pillola blu), decide di affermare la sua volontà di potenza, risolvendo il conflitto platonico tra realtà e finzione. 
* 2001: Odissea nello spazio (1968) 
  L’eterno ritorno
Arrival (2016) 
Memento (2000) 
Ricomincio da capo (1993)  Il protagonista si evolve personalmente, distruggendo da un lato il suo ego e ricostituendo il suo essere individuo in un “noi” collettivo nell'eterno ritorno dell'uguale. 
  La morte di Dio
* Il Petroliere (2007) I due personaggi riescono a sottolineare il tema della morte di Dio,  rappresentata dal contrasto tra nichilista e visione cristiano-platonica tipico della dialettica nietzschana. 
* Nostalghia (1983) 
* Eyes Wide shut (1999) 
  Apollineo e dionisiaco 
Arancia meccanica (1971) 
Nymphomaniac vol.1 (2013) 
Melancholia (2011) 
  Il nichilismo
Deserto rosso (1964) 
Blow Up (1967) 
The Addiction- Vampiri a New York (1995) 

ATTIVITA’

Nello spirito delle tendenze irrazionalistiche 
del Novecento, trasformatevi in un poeta dadaista:
Prendete un giornale.
Prendete un paio di forbici.
Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
Ritagliate l’articolo.
Tagliate ancora con cura ogni parola che forma tale articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto.
Agitate dolcemente.
Tirate fuori le parole una dopo l’altra, disponendole nell’ordine con cui le estrarrete.
Copiatele coscienziosamente.
La poesia vi rassomiglierà.
Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, s’intende, incompresa dalla gente volgare.
… Dada non significa nulla. E’ solo un suono prodotto della bocca … 
      (Manifesto Dada del 1918, di Tristan Tzara)

DEVIAZIONI

I MAESTRI DEL SOSPETTO  
La definizione di Filosofia del sospetto si deve al filosofo francese Paul Ricoeur (1913-2005) in riferimento a un passo di Nietzsche: I miei scritti sono stati chiamati una scuola di sospetto e ancor più di disprezzo (Umano, troppo umano). 
Nel saggio Dell’interpretazione. Saggio su Freud (1965) Ricoeur è diventato famoso per aver qualificato con l’espressione “maestri del sospetto” Marx, Nietzsche e Freud, in quanto hanno appunto “sospettato” che, dietro ai fenomeni culturali e alle norme e idee morali, si nascondessero meccanismi di altra natura, motivi diversi da quelli dichiarati, cioè interessi economici, desideri o pulsioni istintive.
Questi autori, afferma Ricoeur, hanno compromesso la fiducia nella coscienza che, da Cartesio in poi, era considerata il fondamento sicuro su cui costruire l’edificio del sapere, altrimenti in balia del dubbio. I maestri della scuola del sospetto hanno prospettato la possibilità che quanto appare chiaro ed evidente sia, invece, una “falsa coscienza”, coscienza che non è un assoluto. Essi invitano ad andare oltre ciò che appare, le convenzioni e il "pensiero dominante" dell'epoca, a
"sospettare" che ciò che occorre trovare vada scandagliato in profondità e non sia dato "immediatamente", a mettere in dubbio e a problematizzare ciò che è noto, non assumendolo come dato in sé, trasformandolo in qualcosa che non è familiare, Unheimlich.
Essi hanno quindi in comune l’attitudine a ricercare l’autentico significato in una struttura profonda, nascosta alla coscienza del soggetto, e a smascherare pertanto come falsa scienza quella di origine cartesiana, proprio quella che avrebbe dovuto invece fugare ogni dubbio. Se la filosofia cartesiana ammetteva che, di fronte al dubbio sulla realtà, ci fosse comunque la certezza del pensiero umano (cogito ergo sum), i tre filosofi portano invece il dubbio all’interno di questa stessa certezza, di fatto annullandola. Comune a questi tre pensatori è infatti l’idea che la coscienza che l’uomo ha di se stesso non è in grado di cogliere la verità, che non vi è coincidenza immediata tra apparenza e struttura profonda della realtà, e che dunque occorra una «decifrazione» di tale coscienza. Essi criticano l’idea di un
soggetto assoluto, razionalmente orientato, e di una coscienza razionale trasparente a se stessa, propri della tradizione cartesiana.
Naturalmente, afferma Ricoeur, «questi tre maestri del sospetto non sono altrettanti maestri di scetticismo»: ognuno, a modo suo, punta a una liberazione-estensione della coscienza. E a questo punto i tre pensatori, come vedremo, divergono nell’individuazione sia della struttura profonda della realtà che degli strumenti per accedervi.  
  1. Karl Marx
Marx ha messo in discussione la fiducia nel progresso e nel capitalismo, dimostrando quanto l’esplicarsi dell’attività umana sia in realtà animata esclusivamente dalle sue necessità materiali ed economiche.
 2. Friedrich Nietzsche
Nietzsche ha messo in discussione la metafisica e tutte le filosofie che presentavano il cosmo come ordinato e frutto della bontà divina, evidenziando, con il suo nichilismo, la fallacità delle convinzioni umane e la loro subordinazione alla volontà di potenza. 
 3. Sigmund Freud
Freud ha messo in discussione l'idea dell'individuo come essere sempre cosciente perché ha "scoperto" l'inconscio e le pulsioni, mettendo a nudo la natura fragile e combattuta della coscienza umana.
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