Tag: Zygmunt Bauman

zygmunt bauman, la modernità liquida

Posted on Ottobre 6, 2012 in [email protected], scienze [email protected]


Vite di scarto

Zygmunt Bauman – Una Libertà Consumata – Sos cultura powered by Sud Evolution Community

Lingua, immigrazione, integrazione – Intervista a Bauman

Vida de consumo

L’esclusione sociale elaborata da Bauman non si basa più sull’estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l’essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità. Secondo Bauman il povero, nella vita liquida, cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cioè non sentirsi accettato nel ruolo di consumatore. La critica alla mercificazione delle esistenze e all’omologazione planetaria si fa spietata soprattutto in Vite di scartoDentro la globalizzazione e Homo consumens.

Amore Liquido di Marco Luca Cattaneo

Surplus: Terrorized Into Being Consumers è un documentario svedese pubblicato nel 2003 da Erik Gandini e Johan Söderberg.

L’origine della morale è sempre un atto individuale, implica necessariamente un io (è la mia decisione), mai un noi (non è un atto collettivo, né l’esito di un accordo, perché è sempre la scelta del singolo di atteggiarsi in un certo modo nei confronti dell’altro). Se non c’è l’io l’atto morale non c’è. La morale quindi è un atto del tutto individuale, ma crea la società. La società nasce da una scelta etica individuale, l’atto etico individuale va fatto da me e non da altri, e però crea un vincolo: viviamo in società, siamo in società, solo in virtù del nostro essere morali.

festival della mente

Posted on Agosto 31, 2012 in scienze

Parlare di creatività e processi creativi in un anno così difficile, da tutti i punti di vista, è per noi che organizziamo il Festival della Mente da nove anni, un’occasione ancora più importante e impegnativa, attraverso la quale tenere attivo un presidio di confronto e condivisione. Che cosa più della cultura, della creatività, dell’impegno intellettuale può aiutarci a decodificare quanto sta succedendo, a cambiare – anche di poco – una realtà in cui non ci si riconosce più, a darci una nuova tensione positiva? Ecco dunque che, arrivato alla nona edizione, il Festival della Mente, il primo festival di approfondimento culturale europeo dedicato ai processi creativi, che ha visto circa 500 eventi realizzati nelle precedenti edizioni, rinnova il suo impegno con un programma che qui è presentato. La direttrice Giulia Cogoli ha lavorato con alcuni dei più significativi pensatori e intellettuali italiani e stranieri per realizzare incontri, lezioni, spettacoli, concerti, workshop rivolti a un pubblico desideroso di approfondire, come le oltre quarantamila presenze che ogni anno animano la tre giorni sarzanese. Sarà un festival per tutti, per i bambini e i ragazzi innanzi tutto – con quasi 50 eventi appositamente realizzati per loro – e per gli adulti di tutte le età che ogni edizione arrivano da tutta Italia. Si parlerà di scrittura, musica, scienze, storia, linguistica, psicoanalisi, filosofia, neuroscienze, arte, paesaggio, società, teatro, cibo, botanica e molto altro. Siamo curiosi e sempre a caccia di storie, esperienze, ricerche ed eccellenze, quelle rappresentate dai nostri relatori, che si offrono a presentare e raccontare il loro lavoro e il loro approccio e metodo creativo, sempre con un linguaggio accessibile a tutti. Sfogliando il programma troverete un filo conduttore, che si può riassumere nella conoscenza come valore assoluto e imprescindibile. Non c’è futuro, non c’è democrazia, non c’è possibilità di miglioramento senza la garanzia dell’accesso alla cultura e la diffusione della conoscenza. Questo è il senso del Festival della Mente e questo troverà chi verrà a condividere tre giorni davvero speciali, realizzati grazie alla fiducia e al supporto della Fondazione Carispe e del Comune di Sarzana.

Zygmunt Bauman

Sul concetto di comunità e rete, sui social network e facebook

Il termine “network” sta rapidamente rimpiazzando “società” sia nel discorso delle scienze sociali, sia nella lingua parlata, ma qual è la differenza fra una comunità e una rete? Fare parte di una comunità è una condizione più sicura e affidabile, anche se più limitante rispetto ad avere una rete di contatti. La comunità lascia poco spazio di azione, al contrario della rete, ma nei momenti di necessità sulla comunità si può contare. La scelta dunque è fra sicurezza e libertà: l’una non si può avere senza sacrificare l’altra. Sulla sicurezza la comunità batte la rete, sulla libertà è vero il contrario. Oggi però non siamo preoccupati dalla violazione della nostra privacy, ma dal suo opposto. Alla base del social networking vi è uno scambio di informazioni personali, è un errore credere che il bisogno di ostentazione del “sé interiore” sia manifestazione di un’urgenza/dipendenza puramente generazionale e legata all’età.

Programma  31/08 – 02/09/2012