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il principe di niccolò machiavelli

Posted on Luglio 19, 2012 in [email protected]@, [email protected]

I Borgia di Milo Manara e Alejandro Jodorowsky

Il principe o De Principatibus:
Emblematico è il modo di trattare argomenti delicati, quali le mosse necessarie al Principe per organizzare uno stato ed ottenerne uno stabile e duraturo consenso. Per esempio vi troviamo indicazioni programmatiche, quali l’utilità nello “spegnere” gli stati abituati a vivere liberi di modo da averli sotto il proprio diretto controllo (metodo preferito al creare un’amministrazione locale “filo-principesca” o al recarvisi e stabilirvisi personalmente, metodo però sempre tenuto da conto in modo da avere un occhio sempre presente sulle proprie terre, e stabilire una figura rispettata e conosciuta in loco).

Altro elemento caratteristico del trattato sta nella scelta dell’atteggiamento da tenere nei confronti dei sudditi, culminante nell’annosa questione del “s’elli è meglio essere amato che temuto o e converso” . La risposta corretta si concretizzerebbe in un ipotetico principe amato e temuto, ma essendo difficile o quasi impossibile per una persona umana l’essere ambedue le cose, si conclude decretando che la posizione più utile viene ad essere quella del Principe temuto (pur ricordando che mai e poi mai il Principe dovrà rendersi odioso nei confronti del popolo, fatto che porrebbe i prodromi della propria caduta). Qua appare indubbiamente la concezione realistica e la concretezza del Machiavelli, il quale non viene a proporre un ipotetico Principe perfetto, ma irrealizzabile nel concreto, bensì una figura effettivamente possibile e soprattutto “umana”.

Ulteriore atteggiamento principesco dovrà l’essere metaforicamente sia “volpe” che “leone”, in modo da potersi difendere dalle avversità sia tramite l’astuzia (volpe) che tramite la violenza (leone). Mantenendo un solo atteggiamento dei due non ci si potrà difendere da una minaccia violenta o di astuzia.

Spesso alla figura evocata dal Principe di Machiavelli viene associata la figura di un uomo privo di scrupoli, di un cinismo estremo, nemico della libertà. Spesso gli viene anche associata la frase “il fine giustifica i mezzi”, che – invece – mai enunciò. Questo perché la parola “giustifica” evoca sempre un criterio morale, mentre Machiavelli non vuole “giustificare” nulla, vuole solo valutare, in base ad un altro metro di misura, se i mezzi utilizzati sono adatti a conseguire il fine politico, l’unico fine da perseguire è il mantenimento dello Stato. Machiavelli nella stesura del Principe si rifà alla reale situazione che gli si presentava attorno, una situazione che necessitava essere risolta con un atto deciso, forte, violento. Machiavelli non vuole proporre dei mezzi giustificati da un fine, egli pone un programma politico che qualunque Principe voglia portare alla liberazione dell’Italia, da troppo tempo schiava, dovrà seguire. Fuori dai suoi intenti una giustificazione morale dei punti suggeriti: egli stende un vademecum necessariamente utile a quel Principe che finalmente vorrà impugnare le armi. Alle accuse di sola illiberalità od autoritarismo, si può dare una risposta leggendo il capitolo IX, “De Principatu Civili”, ritratto di un principe nascente dal e col consenso del popolo, figura ben più solida del Principe nato dal consesso dei “grandi”, cioè dei grandi proprietari feudali. Non esiste un unico tipo di principato, ma per ognuno troviamo un’ampia trattazione di pregi e dei difetti.

Este video es parte del capítulo 1×06, en el César Borgia(François Arnaud) está perdidamente enamorado.

The Borgias is a British television drama serial produced by the BBC in 1981.

This movie is a part of TV program broadcast on April 18, 2007. The manga “CESARE – Il Creatore che ha distrutto” (チェーザレ 破壊の創造者), introduced in this movie, represents the life of Cesare Borgia (Duke of Valentinois) and the era he lived in with detailed historical authenticity. Now this manga is published in Italy too.

Quando il duca di Milano viene brutalmente ucciso, Giovanni Auditore, un Assassino, viene incaricato di investigare sul delitto. La sua missione è di identificare il colpevole e conoscere le ragioni del suo gesto. Le risposte che troverà sveleranno il coinvolgimento di alcune delle più importanti famiglie italiane e persino del Vaticano. Avvicinandosi alla verità, lo stesso Giovanni finirà col diventare una preda. Dovrà inchiodare i cospiratori prima di diventarne lennesima vittima.

La leggenda la vuole bellissima, perfida, cinica e assassina. La Storia ne conserva invece un ricordo decisamente migliore: Lucrezia Borgia non fu certo un angelo ma fu una donna costretta dagli uomini della sua famiglia a subire scelte anche dolorose. Ma gran parte delle vicende terribili che le sono state attribuite o che in realtà la videro coinvolta si verificarono nel giro di pochi anni, nel pieno del pontificato di suo padre, Papa Alessandro VI, e del massimo potere di suo fratello Cesare, il famigerato Duca Valentino. Una volta lasciata, per sempre Roma, le cose cambiarono. E se, soprattutto in Spagna, è in atto una parziale riabilitazione storiografica dell’intera famiglia, a cominciare dal discusso Alessandro VI, forse per Lucrezia non c’è bisogni di fare grandi esercizi di revisionismo. Infatti, a partire dal suo terzo matrimonio, quello col Duca di Ferrara Alfonso I d’Este, nel 1501, Lucrezia, a soli 21 anni, iniziò una nuova vita, quella definitiva. Una vita tranquilla, di corte, dove come altre grandi dame dell’epoca venne celebrata dai poeti (come Bembo e Ariosto), fu amata dal marito e diede al mondo ben sei figli. L’ultimo parto le fu fatale, a soli 39 anni. Una fine straordinariamente normale.

LUCREZIA BORGIA: DONNA PERVERSA O ANGELO VITTIMA DEL SANTO PAPÀ?

Lucrezia Borgia di Victor Hugo – 1968 – con Francesca Benedetti,Cosimo Cinieri,Giampiero Fortebraccio,Luca Negroni,Roberto Pacini,Sandro Palmieri.

Lucrezia Borgia – Gaetano Donizetti – 2002

The Borgias (“I Know What Boys Like” by the Waitresses)