Tag: test dell’albero

bruno munari, il sogno della creazione

Posted on Settembre 28, 2013 in @rte

munaric

« C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. »

BRUNO MUNARI Fantasia = Scienza esatta

« Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. »
(Bruno Munari, Verbale scritto, 1992)

Bruno Munari ha utilizzato l’arte come primaria forma espressiva. Prima della grafica, del design, della pedagogia, dell’editoria l’arte guidava il genio creatore di questo autore.

Le macchine inutili

Bruno Munari (1907 – 1998) è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia attraverso il gioco.


Bruno Munari, Venezia 1992, Fantasia

Munari è in realtà uno dei primi artisti novecenteschi ad esplorare la potenzialità dell’incontro tra estetica e comunicazione di massa.

 
I colori della luce
Nel 1953 (circa) facevo delle ricerche sulla luce polarizzata per estrarre i colori puri dalla luce stessa e fare delle composizioni a colori mutevoli. Qualche hanno dopo, con alcuni amici di Monte Olimpino, facemmo un film a 16 mm a colori della durata di circa 10 minuti (film che fu poi presentato al festival del cinema di animazione a Knokke, in Belgio, nel 1964, unico film italiano accettato da una giuria internazionale). Il sonoro di questo film fu fatto da Luciano Berio, che avevo conosciuto alla RAI assieme a Maderna, in quel tempo conobbi anche Cage.
Avevamo fatto sonorizzare da Berio questo film a luce polarizzata perché i colori della luce sono senza “timbro” come i suoni generati elettronicamente. Purezza assoluta dei colori assieme alla purezza dei suoni elettronici.
[Bruno Munari, 1987]

Lezioni di design – Tra arte e design, il caso Munari

Giovanni Anceschi | Bruno Munari, il gioco.

Nello studio di Munari

Mu come Mu-nari

bruno-munari-p-fossati-1971

 

il test dell’albero

Posted on Ottobre 26, 2012 in IL LABORATORIO DIDATTICO

scan_pic0003

L’esplosione lentissima di un seme…

Il Test dell’Albero è da sempre considerato un valido aiuto per comprendere gli aspetti più autentici, ma nascosti, della personalità. In termini psicanalitici l’albero è il simbolo del sé, cioè di quell’energia che investe l’intera persona e ne rivela la vera essenza.

L’autore del disegno può essere un bambino piccolo, una ragazza o un ragazzino: l’albero li rappresenta tutti, ognuno con il proprio carattere, le proprie emozioni e la propria specifica, irripetibile personalità. Ogni dettaglio di questa prova grafica ha un significato preciso che si trasforma in un linguaggio chiaro.

ESECUZIONE DEL TEST 

Vanno messi a disposizione per il disegno:

  • una matita
  • una gomma
  • un temperamatite
  • sette colori (blu, verde, rosso, giallo, viola, marrone e nero)
  • alcuni fogli di carta non rigati

Non sono ammessi:

  • strumenti quali la squadra, il righello, il compasso
  • interventi che possono influenzare l’autore del disegno
  • immagini da copiare
 Disegna un albero qualunque, come ti viene in mente. Se vuoi, lo puoi colorare. Puoi disegnare nel modo che desideri poi, quando ritieni di averlo veramente finito lo consegni.

Interpretazione: Questo è un albero molto particolare! La sua caratteristica principale è data dall’uso delle linee orizzontali, verticali, che si incrociano, si incastrano…con la cornice che chiude la chioma in questo modo così singolare. Sembra una cremagliera, un ingranaggio meccanico interposto tra la spinta interna che danno i raggi per uscire fuori e cercare il contatto con il mondo esterno e l’ambiente circostante, vuoto. E’ tutto racchiuso nell’albero: l’energia delle linee scendenti, l’edificazione quasi del pensiero, l’incontro dei concetti e delle idee, Tutto si blocca nell’urto contro questa catena fitta e chiusa. A parte i colori e la terra non c’è niente di naturale in questo disegno. E’ tutto energia e tensione. Non c’è contatto con l’esterno. La chioma è chiusa. La base è appoggiata sull’unico tratto debole del disegno. La terra rappresenta la figura materna, il contatto con la natura, i ricordi, l’infanzia, l’emotività, l’affetto familiare. Anche la scelta dell’inclinazione orizzontale del foglio parla di un rapporto significativo con figura materna. Nelle linee verticali c’è la spinta a realizzarti come persona. Nelle linee orizzontali ci sono le aspirazioni relazionali. Le righe dritte e tese sono tratti di una forte capacità decisionale. Le linee che vanno in più direzioni sono espressione di impulsività. Vi è una avanzata capacità di organizzazione mentale, di incastri elaborati. Emerge la necessità di ampi spazi per muoversi. Tutto questo è concentrato, irrigidito, costretto, elaborato, pensato, incastrato, nello spazio-limite della tua persona. Uno spazio auto-sufficiente dove tutto sommato tutto funziona. O no?

Per avere l’interpretazione del Test Proiettivo dell’Albero manda via e-mail una piccola presentazione del soggetto e il suo disegno.
E-mail: [email protected]

Audiobook: Il Barone Rampante – Italo Calvino