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Posted on Aprile 29, 2014 in [email protected]@

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Per consultare l’opera completa contatta l’autore Marco Tabbita

#Donnaè – Cosa Napoli pensa della Donna

il curriculum come narrazione 2.0 (p.3)

Posted on Gennaio 1, 2014 in IL LABORATORIO DIDATTICO

curriculum come narrazione 2.0

E’ un dato di fatto che un buon CV ed una bella let­tera di pre­sen­ta­zione non sono più suffi­cienti per emer­gere nel mare magnum della rete.
Il web è pieno di pro­fes­sio­ni­sti pre­pa­rati alla ricerca di lavoro. Il per­so­nal bran­ding è una delle parole chiave per pre­sen­tarsi ai poten­ziali datori di lavoro in modo più crea­tivo ed accat­ti­vante, in grado di bucare il moni­tor e di far capire al sele­zio­na­tore che abbiamo quel qual­cosa in più che ci rende real­mente la per­sona di cui sono alla ricerca.

curr1

La prima domanda da porsi è: a cosa deve servire il curriculum che sto scrivendo?

Un curriculum vitae indirizzato ad un’azienda in risposta ad un annuncio di selezione di personale, ad esempio, sarà ben diverso da uno inviato a supporto della partecipazione ad un concorso pubblico. Con il primo il nostro scopo sarà suscitare interesse nel selezionatore intercettando alcune delle caratteristiche potenziali del lavoratore che la ditta sta cercando; il secondo invece dovrà essenzialmente evidenziare le informazioni che possono attribuire punteggio in base ad una griglia di valutazione predeterminata, senza preoccuparsi troppo dell’aspetto e dello stile.

Se avete un po’ di dime­sti­chezza con i pro­grammi di gra­fica baste­ranno gusto e fan­ta­sia per per­met­tervi di creare un cv ori­gi­nale e pro­fes­sio­nale allo stesso tempo, ma se non avete cono­scenze di que­sto tipo non dispe­rate, la rete vi viene incontro!

Cattura

Vizualize.me, per­mette a chiun­que di rea­liz­zare in pochis­simi passi un CV in for­mato info­gra­fica imme­diato e di sicuro effetto. Basterà acce­dere con il pro­prio account linke­din e sce­gliere il tem­plate che più si avvi­cina alle vostre esi­genze per otte­nere l’infografica del vostro cv, da poter con­di­vi­dere sui social net­work o da poter alle­gare come link a qual­siasi email di presentazione.

Cattura vizi

Ancora più com­pleto, poi, è Vizify, che si distin­gue nella miriade di ser­vizi dispo­ni­bili on line per la pos­si­bi­lità di col­le­gare in pochi click tutti gli account social, inte­grando le espe­rienze pro­fes­sio­nali pre­senti sul pro­filo lin­ke­din con i tweet e con gli sta­tus pub­bli­cati su face­book, piut­to­sto che ai check in su Four­square o alle imma­gini di insta­gram. Qual­che altro passag­gio, poi, per­mette di per­so­na­liz­zare il pro­filo otte­nuto tra­mite le con­nes­sioni con i social e ren­derlo meno “stan­dar­diz­zato”. Il risul­tato è un cv alter­na­tivo che coniuga un aspetto gra­fico accat­ti­vante alla chia­rezza delle con­nes­sioni mul­ti­ca­nale. In pochi click il sele­zio­na­tore potrà vedere tutti i dati prin­ci­pali rela­tivi alla vostra pre­senza on line.

behance thomas

http://www.behance.net/thomasiuliano

Se non avete cono­scenze gra­fi­che ma nean­che vi con­vin­cono que­sti stru­menti on line basta aguz­zare l’ingegno. Basta creare un hash­tag, ad esem­pio, e twit­tare i dati prin­ci­pali del vostro cv per poi rac­co­glierli in uno Sto­rify o tra­mite Momentz per otte­nere un cv creativo che uni­sce all’originalità la dimo­stra­zione delle vostre capa­cità di sin­te­tiz­zare e di uti­liz­zare age­vol­mente un canale social.

storify

Come utilizzare i Social Media (facebook, Linkedin, Google+ …) per avere un curriculum sempre aggiornato: avere un’accurata pianificazione della propria presenza in rete permette di trasmettere quello che vogliamo (personal Brand).

Ecco come creare il curriculum sui Social Network

HEADLINE

Crea un riassunto breve della tua vita. Non è facile per nulla, ma riuscire a catturare l’attenzione su internet è  difficile. Se create un bel headline professionale che funziona sul web, state sicuri che farà un ottimo impatto dal vivo. L’headline non è la ripetizione dell’attuale posizione di lavoro… e più l’espressione di quello che sai fare, con un pizzico di personalità.

AGGIORNA LE INFORMAZIONI VITALI CON FREQUENZA

Una volta ogni mese va bene, oppure ogni volta che succede qualcosa di importante a te, alla tua azienda o al tuo settore. Esempi di frasi “wooow, che faticata è stato questo progetto: ma raccoglierne i frutti mi ripaga di tutto!” – “Link : analisi interessante sullo sviluppo del settore manufatturiero” –

Se si è alla ricerca di un lavoro, allora potete postare un po di più ma senza esagerare (massimo 4 volte al mese).

FOTO & CONTENUTI

Se digitando il tuo nome appaiono post strani il consiglio è:

  1. se possibile rimuoverli /Modificarli
  2. Creare dei contenuti con il proprio nome e “sperare” che google li metta più in alto
  3. Essere più partecipe nei posti che contano
  4. farsi un bel blog

Il curriculum vitae digitale su:

  • Facebook


Branchout: It’s Not What You Know, It’s Who You Know

come nel caso del bolognese Claudio Nader o della giornalista canadese Sabrina Saccoccio

  • YouTube

Può apportare al self brand una maggiore visibilità e immediatezza, avendo l’opportunità di utilizzare contenuti audio-video per far da cornice alla propria presentazione. Ecco un esempio: http://www.youtube.com/user/GraemeAnthonyCVIV/videos

  • Pinterest

E’ molto utilizzato da chi si occupa di grafica e dai creativi e garantisce l’utilizzo ottimale di presentazioni grafiche originali e simpatiche.

  • Twitter

E’ il modo più veloce per colpire qualcuno che non è disposto ad “ascoltarci” per più di 140 caratteri.

Cos’è il social curriculum? È la raccolta più o meno organica di informazioni integrate in un profilo personale online, come Facebook, Google+, destinato a favorire eventuali assunzioni.

  1. Lo scorso anno il 93% delle aziende e degli head hunter ha fatto ricorso a Linkedin per reclutare dirigenti ed impiegati.
  2. Il 66% dei “recruiter” ha ravanato su Facebook per lo stesso scopo, il 54% su Twitter.
  3. Sempre nel 2012, più di quattro persone su dieci hanno cercato impiego tramite i social media.
  1. In che modo il social curriculum può favorire le candidature per specifici settori lavorativi?
    1. Offre una chiara ed efficace esposizione di competenze ed esperienze.
    2. Favorisce l’accesso a reti professionali.
    3. Permette la pubblicazione di elenchi facilmente ed immediatamente aggiornabili.
    4. Consente di riscontrare la visibilità dei dati attraverso le statistiche sui lead (numero di visite, origini del contatto, etc.).
  2. Quali social media utilizzare?
    1. Linkedin è nato per i professionisti, quindi meglio si presta a trovare lavoro. Tanto più che agevola le aziende nella ricerca di candidati per keyword, settori industriali, gruppi e network.
    2. Tumblr, WordPress ed altri siti come Blogger, consentono la pubblicazione di blog a costo zero dove promuovere il proprio curriculum (social, appunto).
    3. Twitter e Facebook permettono di evidenziare le competenze, di stringere contatti diretti con le imprese, e di attingere immediatamente alle eventuali offerte di lavoro (sempre più spesso pubblicate attraverso i social media).
  3. Qual è il social curriculum preferito dai cacciatori di teste?
      1. Secondo chi ne sa di più, il social curriculum ideale dovrebbe indicare – fra l’elenco di qualifiche e idoneità – anche l’appartenenza ad un’associazione professionale. Nel caso risulti impossibile, pare sia comunque molto ben vista l’esplicita partecipazione ad attività di volontariato (motivo di merito in ogni caso).
      2. È davvero ovvio ciò che invece non deve apparire per nessuna ragione al mondo sui profili di Facebook, Twitter & Co. Ribadirlo, però, male non farà: è d’obbligo tenere lontani errori grammaticali, espressioni volgari, simpatie per droghe ed alcolici, e finanche post di carattere religioso (a meno di volere un posto come guardia svizzera o custode di moschea).

Se si ritiene di possedere buone doti di authority ed influencing sui social media è assolutamente necessario farne menzione nel curriculum. Come? Ad esempio dichiarando il proprio Klout Score, strumento di valutazione degli account Twitter tanto odiato quanto diffusamente affermato. Se proprio non dovesse piacervi è sempre possibile usare in alternativa Twitalyzer, ma non ci si illuda che goda della stessa considerazione.

klout

Ovviamente essere autori di un blog molto frequentato, e costantemente citato su Pinterest, Digg, Google+ ed altre community online, significa disporre di un biglietto da visita davvero prezioso. I meno fortunati, i cui post vengano puntualmente snobbati dai social media, è bene che almeno si diano da fare su Linkedin, dove un cospicuo numero di “collegamenti”, raccomandazioni ed eventuali endorsement pare valga più di un master alla Harvard University.


Parole chiave

Se con il CV cartaceo possiamo solo sperare che il nostro resti in cima alla pila dei documenti su una scrivania, nel mondo digitale possiamo far emergere il nostro CV inserendovi le giuste parole chiave nel sommario. Queste parole chiave sono rappresentate dalle nostre competenze, ma non scriviamole direttamente tutte, procediamo con metodo:

  • facciamo una lista delle posizioni ricoperte
  • aggiungiamo le mansioni effettive
  • aggiungiamo le competenze documentabili e non (purché reali)
  • facciamo una lista delle parole ricorrenti usate negli annunci per descrivere le posizioni lavorative che ci interessano
  • incrociamo tutti i dati e scegliamo le parole più ricorrenti e nel contempo più rappresentative delle nostre reali capacità

Ad esempio se negli annunci di lavoro la posizione per la quale ci candidiamo è abitualmente definita “addetto social media”,  è molto probabile che le aziende usino questa frase come chiave per le loro ricerche di personale, quindi noi dovremmo inserirla nel nostro CV,  magari scrivendo proprio nella prima frase del riepilogo “cerco lavoro come addetto social media” per aumentare le probabilità di salire nei risultati di ricerca.

Una volta scelte le parole chiave, scriviamo il riepilogo ricordandoci che il web è “visual” e bisogna saper dire molto con poco. Quindi cerchiamo di dire tutto ciò che vogliamo far sapere in non più di 1000 caratteri.

Quando abbiamo terminato proseguiamo con la compilazione del CV, ricordandoci che le parole chiave scelte per il sommario dovranno essere presenti anche nella descrizione delle singole posizioni ricoperte. Non preoccupiamoci della ridondanza, lo scopo è far salire il nostro CV in cima alla pila.

Links

Il CV Linkedin è ricco di links e file multimediali.  Inseriamo i links ad articoli, pubblicazioni, premi, interviste, e a tutto ciò che ci riguarda professionalmente. Allo stesso modo inseriamo la documentazione “visiva” di ciò che sappiamo fare: presentazioni, audio, video che illustrano le mansioni svolte per ogni posizione lavorativa precedente.

Se abbiamo partecipato a progetti con altre persone, aggiungiamoli. Devono essere progetti reali di collaborazione, e interamente documentabili. Non aggiungiamo al progetto professionisti che conosciamo solo per dar credito al nostro lavoro, e soprattutto non aggiungiamo nessuno senza aver chiesto il suo consenso (ricordiamoci che chi viene aggiunto riceve una notifica, meglio avvisarlo prima).

Infine inseriamo i dati di contatto: email, skype, twitter handle, e blog o sito web

Reputazione

La prima regole è non mentire, se nella vita reale le bugie hanno le gambe corte, nel web le hanno cortissime, basta una googlata per individuare anche la più piccola incongruenza. Quello che inseriamo nel CV dev’essere dimostrabile, se ci viene attaccata l’etichetta di “fuffologi”, sarà difficilissimo riacquistare la credibilità.

Non descriviamoci con parole come “creativo, innovativo, motivato, responsabile” sono le più abusate su Linkedin, tanto da non essere più credibili. Anziché definirci creativi, dimostriamo di esserlo inserendo i links ai nostri book o ai nostri progetti veramente unici e diversi da tutti gli altri.

Le nostre competenze possono anche essere confermate da altri, meglio se attraverso le segnalazioni che con la conferma delle competenze. Meglio ancora se non vi è reciprocità nella segnalazione, ovvero se  non abbiamo contraccambiato, altrimenti potrebbe apparire un semplice scambio di favori, che è ciò che succede abitualmente con la conferma di competenze.  Preferiamo quindi poche righe scritte da qualcuno che ci mette la faccia perché è stato soddisfatto del nostro lavoro, a una serie di conferme di competenze (che spesso non sappiamo nemmeno di avere) da persone che non abbiamo mai incontrato.

Se cerchiamo lavoro vale la pena di optare per il profilo pubblico. Difficilmente ci verrà chiesto il contatto solo per poter accedere al nostro profilo, quindi se questo non è interamente visibile, non ci servirà a trovare lavoro.

Per un buon twesume:

  • Inserite solo info di base
  • Linkate il vostro cv completo e il vostro profilo linkedin
  • Condividetelo con aziende e recruiter

Curriculum creativo

curricolo_enigmistico

Il Video curriculum di 6 secondi realizzato dalla giornalista Dawn Siff è il primo al mondo realizzato tramite Vine. Per questo può essere battezzato come primo “Vine-Resume”.

L’applicazione, realizzata da una startup e poi acquisita da Twitter, consente di girare micro-video di 6 secondi da rilanciare sul popolare social network.