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personalismo e umanesimo integrale: jacques maritain

Posted on Settembre 13, 2012 in scienze [email protected], [email protected]

“L’educazione al bivio” è un classico della pedagogia, ma è, anche, una miniera di possibili riflessioni, in questo momento così travagliato. Jacques Maritain parla nel testo di errori pedagogici e ne elenca sette considerati fondamentali.
Il primo errore è da considerarsi, per l’autore, il misconoscimento dei fini. In questo errore ci si imbatte spesso, non solo quando si esaltano tecniche e metodi, ma anche allorché l’ansia del fare non permetta di operare in modo mirato, con la chiarezza necessaria sugli scopi da perseguire.
Il secondo errore individuato da Maritain deriva da “false idee riguardo al fine”, causate da erronee concezioni dell’uomo, mentre il terzo sottolinea come il pragmatismo potrebbe, puntando più sul soggetto che sull’oggetto, sfociare “in una specie di adorazione psicologica del soggetto”.
Il quarto errore è individuato da Maritain nel sociologismo che riduce l’educazione a formazione del cittadino facendo dell’uomo “un animale per l’utilità dello Stato” Senza un’idea chiara ed esplicita di uomo si rischia di non intendersi anche sul senso della “convivenza democratica”.
Il quinto e sesto errore sono l’intellettualismo e il volontarismo: l’uno sopravvaluta l’intelligenza a danno della volontà e ritiene che tutta l’educazione possa ridursi ad abilità dialettica o ad una informazione tecnica che potrebbe formare il perfetto specialista qualificato; l’altro, invece, dimentica l’intelligenza e fa appello essenzialmente alla volontà, ma anche all’emotivo e all’irrazionale per creare l’uomo attivo.
Appare subito evidente come l’educazione debba sviluppare tutte le capacità umane, senza far prevalere questa su quella, ed in particolare debba formare, contemporaneamente, l’intelletto e la volontà.

MetaDidattica.com – Il primo giorno di scuola che vorrei

Una delle conseguenze dell’intellettualismo classico è la convinzione che tutto possa essere insegnato, che Maritain considera al settimo posto della graduatoria degli errori. Si tratta dell’errore commesso dai sofisti greci, dagli illuministi e dagli herbartiani che risolvevano l’educazione in istruzione e pretendevano di insegnare anche la saggezza. Il dibattito su educazione-istruzione-formazione si può riproporre anche oggi per attivare una ennesima ma non inutile riflessione. Per quanto riguarda il Nostro, egli conclude la sua analisi con la proposta di una pedagogia nuova, che sappia ispirarsi ad un nuovo umanesimo, capace di rinnovare completamente l’umanità.

Regia: Zhang Yimou. Non uno di meno (Yi ge dou bu neng shao) è un film del 1999 diretto da Zhang Yimou. Il film ha ottenuto il Leone d’oro alla 56ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

La civiltà contemporanea è un vestito usato, che non sopporta più delle pezze; c’è bisogno di una riforma totale, di un rovesciamento dei principi: si tratta di ottenere il primato della qualità, del lavoro sul denaro, dell’umano sulla tecnica, della saggezza sulla scienza, del servizio sociale della persona umana sulla bramosia di possesso e di potenza individuale e statale.

The Rights of Man and Natural Law: Jacques Maritain
Jacques Maritain Parigi18 novembre 1882 – Tolosa28 aprile 1973. Autore di più di 60 opere, è generalmente considerato come uno dei massimi esponenti del neotomismo nei primi decenni del XX secolo e uno tra i più grandi pensatori cattolici del secolo.

E questo è ciò che gli uomini chiamano Dio. San Tommaso d’Aquino

Tommaso d’Aquino raccontato da Roberta De Monticelli

Vita di San Tommaso d’Aquino

La aventura del pensamiento, de Fernando Savater, dedicado al escritor y filósofo francés Henri Bergson (1859 – 1941).

DISCORSO ALL’UMANITA’ – “Il grande dittatore”

This is an excerpt from the Eye of Vichy, A movie from Claude Chabrol, which offers us a detailed view of Vichy regime propaganda. Mickey & Friends Bombing France.

Il 19 agosto 1945 il presidente provvisorio della Francia, il generale Charles De Gaulle commuta in prigione a vita la condanna a morte emessa contro il maresciallo di Francia Henry Petain ; per collaborazionismo con il nazismo nel cosiddetto governo di Vichy , seguito alla sconfitta contro i tedeschi e alla pugnalata alla schiena italiana del giugno 1940. Una pagina nera della storia della Francia : le epurazioni ; numerose e con migliaia di condanne a morte ma anche indiscriminate e , in alcuni casi , per lo meno frettolose. Dalle epurazioni si salva Francois Mitterand che è stato funzionario a Vichy . Petain non ne è che un simbolo. Muore in prigione a 94 anni nel 1951 . Come in tutti i paesi occupati dai tedeschi, il governo fantoccio di Vichy ha collaborato attivamente alla deportazione degli ebrei francesi verso i campi della morte in Polonia . In ottobre si apre il processo contro il maggior responsabile, il ministro degli interni Pierre Laval , socialista massimalista passato su posizioni nazionaliste e filo-naziste . Laval viene condannato a morte e trascinato incosciente di fronte al plotone di esecuzione dopo aver tentato di suicidarsi con cianuro .

“Umanesimo integrale” (per realizzare un umanesimo integrale ci vuole un’educazione integrale) e “L’uomo e lo stato” (per attuare la democrazia ci vuole anche l’insegnamento del valore della democrazia).

Maritain, senza misconoscere il contributo delle scienze dell’educazione e delle tecnologie nell’insegnamento, richiama con decisione la connotazione filosofica della pedagogia, e insieme il suo stretto nesso con la politica, nel senso che c’è tra educazione e democrazia un circolo virtuoso, per cui una implica l’altra vicendevolmente essendo entrambe finalizzate a rendere possibile all’uomo la conquista della libertà. Negli anni ’40, la democrazia viene vista come l’alternativa politica al totalitarismo ideologico, cioè al nazifascismo, alla cui cultura della morte viene contrapposta la cultura della vita così come al primato dello stato e della razza viene contro il primato della persona e dei valori: su tutto ciò deve insistere l’educazione. Negli anni ’50 l’ accento viene posto sul pluralismo come condizione per valorizzare concretamente la persona e permettere il perseguimento del bene comune, e ancora una volta l’educazione si fa carico di tali istanze. Infine, negli anni ’60 il valore della democrazia viene affermato in contrapposizione al nuovo totalitarismo, quello tecnologico, che tende per un verso all’individualismo e per altro verso alla massificazione. Le ragioni della democrazia contro lo statalismo, il prassismo e la tecnocrazia sono le ragioni stesse dell’educazione, che può aiutare a tenere vive le motivazioni etiche, ossia umanistiche, della democrazia, richiamando la necessità che la politica sia incentrata sulla persona umana e finalizzata al bene comune nel rispetto del pluralismo. Ad una tale impostazione, l’educazione deve aspirare secondo la sua specificità, per cui muove dall’antropologia e, attraverso la metodologia, mira alla teleologia. Questo, tradotto maritainianamente, significa muovere dall’educando concepito come persona in crescita (ma persona a pieno titolo), di cui l’educazione costituisce il ” risveglio umano “.  Maritain ha dedicato all’arte molteplici scritti: quello estetico è, infatti, uno dei problemi su cui il filosofo si è più arrovellato, e anche in questo caso il suo itinerario mostra una sostanziale continuità e, insieme, una non minore esigenza di specificazione. Così, costante è l’esigenza – espressa fin dalla prima opera, “Arte e scolastica” – di evitare l’intellettualismo e l’irrazionalismo estetici: l’arte si distingue per un duplice carattere: è intellettuale (è virtù dell’intelletto pratico) e autonoma (nel suo dominio è sovrana).  In tal modo, sulla concezione tomistica dell’arte come recta ratio factibilium s’innesta una moderna concezione (espressa in opere come “Frontiere della poesia” e “L’intuizione creatrice nell’arte e nella poesia”) della poesia come creatività, che ” nasce nell’anima alle misteriose fonti dell’essere “, per cui la poesia risponde all’esigenza di creare e manifestare in bellezza.

Emmanuel Mounier: Manifiesto personalista