Tag: libertà

hobbes

Posted on Marzo 10, 2020 in filosofia

Il Leviatano di Hobbes è un essere artificiale formato dalla somma 
di tutti gli individui che compongono la società.
Daniel J. Jones (Adam Driver), membro del Senato degli USA, è incaricato di indagare sui metodi di prigionia e sugli interrogatori operati della CIA nel periodo che segue gli attentati dell’11 Settembre 2001. Dopo molti anni, l’uomo scopre l’esistenza di pratiche di tortura immorali e crudeli che la CIA ha cercato a lungo di nascondere, ma sarà molto dura riportarli a galla.
Proponete una vostra personale definizione di libertà, 
che vi serva come base per discutere quella di Hobbes.

libertà, eguaglianza, lavoro

Posted on Febbraio 26, 2020 in filosofia

 PER LA PROVA ARGOMENTATIVA:

 Sviluppa l'argomento proposto in forma di saggio breve, 
utilizzando in tutto o in parte i documenti che seguono.  
Poni attenzione ad argomentare le tesi che presenti,  
avvalendoti sia dei documenti proposti,  
sia delle tue conoscenze ed esperienze di studio. 
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, 
suddividilo in paragrafi.

 Punti da sviluppare: 
1) TITOLO 
2) CONTESTO 
3) FONTI 
4) ARGOMENTAZIONE 
5) PERSONALIZZAZIONE 
       LAVORO E LIBERTA'
        Ti senti libero?
        Certo, perché?
        Libero di fare cosa?
        Tutto quello che mi pare!
        Per esempio?
        Per esempio andare dove mi pare!
        Quando?
        Quando non lavoro
        Quand’è che non lavori?
        Be’, un paio di giorni ogni settimana, 
inoltre tre o quattro settimane all’anno
        E tutto il resto del tempo?
        Be’, il resto del tempo lavoro
        Quindi per 255 giorni su 365 non sei libero di 
andare dove ti pare, giusto?
        Giusto
        E aspetti con ansia i giorni liberi?
        Certo, non vedo l’ora che arrivino
       Perché?
        Come perché? Perché così sono libero di 
andare dove voglio e vedere i miei cari
        Non ti piace dove stai?
        Certo che no, che domande!
        Perché non ti piace?
      Perché c’è troppo traffico, troppo inquinamento, 
troppa frenesia, troppo grigiume, non c’è natura
        E non ami queste cose?
       No! Chi potrebbe amarle?
        Gli altri che ci vivono secondo te non le amano?
        Impossibile! Come potrebbero?
        Dunque perché esistono, se tutti quelli che 
le provocano le detestano?
       Be’ il traffico c’è perché tutti andiamo al lavoro, 
così anche l’inquinamento e il resto: ci vogliono fabbriche, 
trasporti e infrastrutture per far marciare l’economia
        Ma se detesti queste cose perché resti lì?
        Come perché? Per lavorare
        Perché lavori?
        Per guadagnare i soldi che servono per vivere
        Per vivere o per vivere bene?
        Entrambe le cose
        Cosa occorre per vivere?
        Che domande! Il cibo, prima di tutto
        Non puoi procurarti il cibo senza soldi?
        No!
        Perché?
        Perché non so andare a caccia, per esempio
        E se ti dicessi che puoi vivere di frutta?
        Fa lo stesso, tanto non possiedo alcun terreno
        Perché no?
        Non lo so, comunque vivo in una città: 
nessuno ne possiede
        Perché?
       Perché non c’è terreno, ma palazzi, strade, industrie
        E se non ci fossero?
        Beh, in quel caso suppongo che sarebbe più facile, 
ma dove abito io fa troppo freddo: non credo che si potrebbe
coltivare molta frutta
        Perché vivi in quel posto se il clima è così freddo?
        Non lo so: è semplicemente il posto in cui sono nato
        Quindi non hai scelto?
        No
        Ti piace vivere in quel clima?
        No
        Però ci rimani
        Il lavoro!
        Già, il lavoro
        Quello che ti permette di mangiare e di viaggiare, giusto?
        Giusto
        Viaggiare o scappare?
        Scappare da cosa?
     Dal lavoro, dall’inquinamento, dalla frenesia, 
dal traffico e dal grigio provocati dal lavoro, per esempio
        Vero, ma mi permette anche di comprare cose 
che mi servono
        Per esempio?
        La casa, innanzi tutto
        Intendi la casa che qualcun altro ha costruito?
        Ovviamente sì
        Costruita sul terreno?
        E dove altrimenti?
        Ma il terreno non appartiene a tutti?
        Ovviamente no!
        E a chi appartiene?
        A chi se l’è conquistato, oppure lo ha comperato
        E chi lo dice?
        Che domande! Lo dice la legge
        Chi fa le leggi?
        Siamo in una democrazia, quindi la società fa le leggi, 
e le fa rispettare
    E la legge consente che un individuo utilizzi 
in modo esclusivo una terra, a suo piacimento
        Certamente
        Deduco quindi che anche l’aria sia una proprietà privata
        No, non lo è
        Come no? Eppure tu hai detto che le terre sono private
        Sì
        E che i proprietari possono disporne a piacimento
       Esatto
     Ma l’aria è prodotta dalle piante, 
piante che si trovano su terreni, 
che i proprietari possono quindi abbattere, 
così sottraendo anche l’aria a tutti gli altri, 
poiché l’aria non ha confini. Forse che ne ha?
        No è chiaro che non ne abbia
      Quindi lo Stato permette che singoli dispongano 
della terra e dell’aria che in origine erano comuni, 
per arricchirsene
        Immagino di sì
      E tu lavori per comprare una casa su un terreno 
che in origine avresti potuto usare senza chiedere 
il permesso a nessuno
        Ma questo sarebbe impossibile!
        Perché?
       Perché ognuno avrebbe voluto di più, 
tutto per sé e sé solo, e avrebbe finito per avere 
di più il più forte
        In effetti è quello che si verifica
       Sbagli, forse intendevi dire ciò che 
si è verificato in passato, prima dell’avvento delle leggi
        No, intendevo dire esattamente ciò 
che si è verificato prima e che si verifica oggi: 
non sei d’accordo?
        No, oggi le leggi impediscono che accada
        E come lo impediscono?
        Sanciscono cosa appartiene a chi
        E su quali basi lo fanno? Cioè, come hanno 
stabilito le prime leggi cosa appartenesse a chi?
        In base a chi lo possedeva a quel tempo, immagino
        Quindi in base a chi se l’era accaparrato 
in assenza di leggi
        Ovvio
        Quindi attraverso la forza
        Immagino di sì
        Quindi le leggi hanno sancito una vessazione
        Forse, ma se anche fosse io non potrei farci niente
        Ne sei sicuro?
        Certo, sarei uno contro tutti
        Tutti chi?
        Come chi? La società!
        Ma la società è fatta di individui
        Certo, è evidente
        Tu non sei forse un individuo?
        Naturalmente
        Quindi tu sei una parte della società
        Una parte piccolissima, però!
        Piccolissima ma uguale a tutte le altre
        Vero
        Dunque come promuovi il cambiamento?
        Non ho tempo di promuovere nulla
        Perché?
        Come perché? Perché lavoro tutto il giorno 
e quando non lavoro non vedo l’ora di fare le cose 
che mi piacciono e rilassarmi e riprendermi
        Riprenderti da cosa?
        Dal lavoro
        Già, il lavoro. Mi dicevi che non serve soltanto 
per sopravvivere, ma anche per vivere bene. 
Cosa intendi con “vivere bene”?
        Avere delle comodità
        Per esempio?
        L’automobile innanzi tutto
        Cosa rende comodo l’automobile?
        Spostarsi
        Per andare dove?
        Per andare al lavoro, ovviamente. Ma non solo, 
anche in vacanza
        D’accordo, quindi lavori per comprare l’auto 
per andare al lavoro e per scappare da esso. 
Nessun’altra comodità?
        Tantissime!
        Fammi qualche esempio
        La televisione, il telefonino, le scarpe, i vestiti
        Cioè oggetti per trascorrere il tempo libero, 
comunicare con gli altri e da indossare
        Esatto
        Come queste cose migliorano la qualità della tua vita?
        Mi permettono di trascorrere il tempo libero 
con spensieratezza, di sentire le persone care, di piacermi
        Il tempo libero. Credevo ti lamentassi 
di averne troppo poco
        Infatti è così
        E non riesci a occuparlo, per esempio 
vedendo le persone care?
        Ma no, per quello c’è il telefonino e anche Internet
        Capisco. Comunque anche vestire bene 
ti fa sentire bene, immagino
        Hai ragione; infatti è proprio così
        Cosa intendi con “vestire bene”?
        Sicuramente vestire alla moda, distinguermi
        Non mi è chiaro: vestirti alla moda o distinguerti?
        Entrambe le cose
        Come è possibile conciliarle?
        Non capisco
        Chi detta la moda? Tu?
        Certo che no. Gli stilisti, i produttori di abbigliamento
        Quindi seguire la moda significa seguire 
chi produce abbigliamento
        Semplificando, sì
        Come fai a distinguerti seguendo quello 
che altri hanno stabilito?
        Scelgo a modo mio
        Cioè fuori dalla moda?
        No, all’interno della moda ma con i miei gusti
        Quindi tu esprimi dei gusti tuoi nel vestire?
        Certo che lo faccio!
        Indosseresti un cappello a cilindro?
        Giammai!
        Perché?
        Perché è antico
        Cioè superato?
        Sì, è superato
        Superato dalla moda?
        Sì
        Quindi tu ritieni – nonostante tutto – 
di essere libero nello scegliere come vestire?
        Sì, comunque esercito delle scelte, dei gusti miei
        Sicuro che siano tuoi?
        Ne sono sicuro: di chi altrimenti?
        Reputi giusto che una donna si copra il volto?
        No, mi sembra vessatorio
        Secondo te perché lo fa?
        Perché viene da una cultura arretrata
        E tu, tu ti copriresti il volto?
        No, non lo farei mai!
        Tu non consideri arretrata la cultura della 
società in cui vivi?
        No, non lo è. Comunque io vesto in base ai miei gusti
        Potresti andare in giro nudo?
        No, questo no!
        Perché?
        È vietato, andrebbe contro la legge e la morale
        La morale di chi?
        Della società in cui vivo
        Una società che condanna il fatto che le donne 
si coprano il volto
        In parte, sì
        E del restante 95% cosa dice?
        95% di cosa?
        Del fatto che le persone coprano il 95% almeno del corpo, 
tranne la faccia, cosa dice la società?
        Nulla, è perfettamente normale
        Quindi, se ho ben compreso, la società in cui vivi 
condanna chi scopre tutto il corpo, e chi lo copre tutto, 
mentre non ha problemi con chi lo scopre… diciamo, 
dal 20% al 95%
        Grosso modo sì
        E tu come ti senti al riguardo?
        È normale, quindi mi va bene così
        È normale nella tua società, intendi dire
        Sì
        Quindi anche la donna che copre il volto fa 
qualcosa di normale
        Sì, ma poiché è influenzata da una cultura arretrata
        Tu ti sentiresti a tuo agio nudo?
        No, ovviamente no!
        Perché no?
        Perché sarei fuori luogo
        Rispetto agli altri
        E per lo stesso motivo non indosseresti un cilindro, 
giusto?
        Penso di sì
     Bene, ti ringrazio per avermi risposto: 
mi sembra di aver capito che tu lavori 
per guadagnare soldi che usi per scappare dal lavoro, 
stare con persone con le quali 
non puoi stare quotidianamente per via del lavoro, 
acquistare oggetti utili per il lavoro 
o per attenuarne il peso e gli effetti, 
oppure cose che originariamente sarebbero spettate a tutti 
ma che le leggi attribuiscono a pochi soltanto, 
obbligando tutti gli altri a lavorare per ottenerle, 
oppure ancora per acquistare vestiti che altri hanno deciso si debbano indossare e come debbano essere fatti, 
lasciando a te l’illusione di esercitare 
una scelta che ti distingua. Tu chiami tutto questo libertà, 
ma la descrizione è quella di una schiavitù, 
e di una dipendenza costante da un sistema 
che non hai scelto ma che contribuisci a perpetuare, 
senza sviluppare senso critico. 
Vorrei farti ancora qualche domanda, se me lo permetti.
        Mi dispiace, ma adesso si è proprio fatto tardi: 
devo andare a lavorare.    
                          LAVORO E LIBERTA'
Agorà, Edizioni Scolastiche Mondadori