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varietà dell’italiano

Posted on ottobre 23, 2016 in [email protected]@

italiano
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ESERCIZI:

a)Perché l’italiano va annoverato tra le grandi lingue di cultura?
Perché l’italiano è stato espressione di una civiltà prestigiosa tra il Medioevo e l’età moderna

b) Come si possono definire i dialetti italiani?
Sistemi linguistici derivati dal latino, come l’italiano e le altre lingue romanze

c) Che cosa si intende per «diglossia»?
La scelta, tra due codici, dell’uno o dell’altro a seconda della situazione comunicativa

d) I dialetti gallo-italici appartengono
Ai dialetti settentrionali

e) Quale, tra le seguenti, è una peculiarità dei dialetti toscani?
La gorgia

/) Quale caratteristica, tra le seguenti, è tipica dell’italiano e lo distingue da altre lingue?
La libertà di posizione dell’accento tonico

g) Quali, tra le affermazioni seguenti, sono vere e quali sono false?
V. L’italiano deriva fondamentalmente dal dialetto fiorentino del Trecento, nella elaborazione letteraria di Dante, Petrarca e Boccaccio
V. Fino all’unificazione nazionale l’italiano era usato soprattutto nello scritto
F. L’italiano della tradizione scritta ha solo pochi fenomeni di polimorfia
F. L’italiano è una lingua che si è molto trasformata nel corso dei secoli D D

h) Individua, in ogni coppia, la parola dotta:
mese D mensile
D floreale fiore
famiglia D familiare
vizio D vezzoso
flebile D fievole

i) Collega con una freccia ogni termine indicante una delle dimensioni di variazione della lingua (colonna di sinistra) con la sua definizione appropriata, tra quelle proposte nella colonna di destra:
l. diafasia — variazione legata al contesto comunicativo
2. diatopia — variazione legata allo spazio
3. diastratia — variazione legata alla posizione sociale del parlante
4. diamesia — variazione legata al mezzo comunicativo
5. diacronia — variazione legata al tempo

/) Che cosa si intende per italiano substandard?
La varietà di italiano che presenta fenomeni molto diffusi, ma non considerati corretti

LA MORFOLOGIA
a)Quale tra le seguenti definizioni vi sembra corretta?
L’unità minima della lingua dotata di significato

b) Che cosa marca la flessione nel nome in italiano?
Il genere e il numero

c) In relazione alla terminazione singolare/plurale, quante classi di nomi possono essere individuate in italiano?
Sei
d) Cosa si intende per mozione?
Il mutamento di genere grammaticale in rapporto al sesso
e) Negli aggettivi italiani
La comparazione è analitica e il superlativo si realizza in vari modi

f) Che cosa si intende per lingua PRO-drop?
Una lingua che, come l’italiano e il latino, consente l’omissione del pronome soggetto

g) Quando è possibile distinguere il si impersonale dal si passivante?
Solo quando il verbo è al singolare e il sostantivo a cui questo è riferito è al plurale

h) Nel sistema dei pronomi personali dell’italiano contemporaneo:
Lui e lei tendono a sostituire egli, ella soggetto; gli si usa anche per le e loro

I)Quali delle tre coniugazioni verbali italiane sono produttive?
La prima soprattutto, in parte la terza

l) Individuare le affermazioni corrette (V) e quelle non corrette (F), riguardo alle linee di tendenza del sistema verbale italiano
V. Il presente indicativo tende a comparire in luogo del futuro
V. L’imperfetto, talvolta, sostituisce il congiuntivo e/o il condizionale
F. Si è verificata la «morte» del congiuntivo
F.L’imperativo tende ad essere sostituito dal congiuntivo
V.Si diffonde l’uso di alcune perifrasi verbali
F.Il futuro anteriore è sostituito dal passato remotoscan_pic0001

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i livelli di competenza nella L2

Posted on ottobre 11, 2016 in [email protected]@

Il contributo del Quadro comune europeo di riferimento delle lingue :
apprendimento insegnamento valutazione
del 2001
Obiettivi del QCER:
– Fornire base comune a livello europeo per la definizione di programmi, curricoli, esami, manuali.

– Favorire la trasparenza di corsi, certificati, esami.

Caratteristiche fondamentali del QCER:

– Esaustivo
– Trasparente
– Coerente
rispetto a:
– Obiettivi
– Metodi

– Risultati

Concetti chiave del QCER:

–  Il plurilinguismo;
diversamente dal multilinguismo (semplice coesistenza di lingue in una società), il plurilinguismo comporta integrazione. Plurilinguismo da considerarsi a sua volta nel contesto del pluriculturalismo. La competenza comunicativa è unica e plurilingue: è composta da tutte le conoscenze ed esperienze linguistiche apprese in qualsiasi contesto e nell’arco della vita, che interagiscono tra di loro.
–  Modifica nelle finalità dell’educazione linguistica;
non la padronanza di X lingue prese ciascuna isolatamente e avendo come modello finale per ognuna il parlante nativo ideale, bensì sviluppare un repertorio linguistico in cui tutte le capacità trovino posto.
– Apprendimento linguistico che si sviluppa durante tutto l’arco di vita.
–  Dare nella scuola motivazione, capacità e sicurezza per affrontare future esperienze linguistiche al di fuori di essa.
– Incoraggiare come punto di partenza l’analisi dei bisogni, delle motivazioni, delle caratteristiche e delle risorse degli apprendenti.
– ABILITA’, non strutture.

L’orientamento del QCER è diretto all’azione.

Chi apprende e usa una lingua è attore sociale, ovvero membro di società, e ha dei compiti da portare a termine, in determinate circostanze, ambiente e campo d’azione. L’attore sociale realizza atti linguistici all’interno di attività linguistiche, che si contestualizzano in domini: pubblico, personale, educativo, professionale.

La competenza linguistico-comunicativa nelle abilità;

comprende la componente linguistica, sociolinguistica, pragmatica: non solo la correttezza, ma anche l’efficacia e l’adeguatezza. La competenza linguistico comunicativa viene utilizzata nella attività linguistiche: ricezione, produzione, interazione e mediazione, che si realizzano tramite testi orali e/o scritti.

Le scale di valutazione delle competenze nel QCER;

il QCER ha sistematizzato esperienze pregresse ad ampio raggio per elaborare una sequenza graduata di livelli comuni di riferimento per descrivere la competenza dell’apprendente.  Il QCER non dà solo scale di valutazione di competenze, ma un’analisi dell’uso della lingua e delle competenze linguistiche, scomponendole. Lo schema a sei livelli si basa sulla pratica corrente in molti organismi pubblici di certificazione.
I Livelli di competenza secondo il QCER :
• A1 Livello di contatto (Breakthrough/Le Niveau introductif ou découverte) o Formulaic Proficiency di Wilkis 1978.
• A2 Livello di sopravvivenza (Waystage/Le Niveau intermédiaire ou de survie)
• B1 Livello Soglia (Threshold Level/Le Niveau seuil)
• B2 Livello Progresso (Vantage/Le Niveau avancé ou utilisateur indé pendant)
• C1 Livello dell’efficacia (Effective Operational Proficiency /Le Niveau autonome ou de compétence opérationelle effective
• C2  Livello di padronanza (Mastery/ La Maîtrise)

Livelli

  • A1 – Livello base

Comprende e usa espressioni di uso quotidiano e frasi basilari tese a soddisfare bisogni di tipo concreto. Sa presentare se stesso/a e gli altri ed è in grado di fare domande e rispondere su particolari personali come: dove abita, le persone che conosce e le cose che possiede. Interagisce in modo semplice, purché l’altra persona parli lentamente e chiaramente e sia disposta a collaborare.

 

  • A2 – Livello elementare

Comprende frasi ed espressioni usate frequentemente relative ad ambiti di immediata rilevanza (es. informazioni personali e familiari di base, fare la spesa, la geografia locale, l’occupazione). Comunica in attività semplici e di abitudine che richiedono un semplice scambio di informazioni su argomenti familiari e comuni. Sa descrivere in termini semplici aspetti della sua vita, dell’ambiente circostante; sa esprimere bisogni immediati.

 

  • B1 – Livello pre-intermedio o “di soglia”

Comprende i punti chiave di argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo libero ecc. Sa muoversi con disinvoltura in situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel paese di cui parla la lingua. È in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che siano familiari o di interesse personale. È in grado di esprimere esperienze ed avvenimenti, sogni, speranze e ambizioni e di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.

 

  • B2 – Livello intermedio

Comprende le idee principali di testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comprese le discussioni tecniche sul suo campo di specializzazione. È in grado di interagire con una certa scioltezza e spontaneità che rendono possibile una interazione naturale con i parlanti nativi senza sforzo per l’interlocutore. Sa produrre un testo chiaro e dettagliato su un’ampia gamma di argomenti e spiegare un punto di vista su un argomento fornendo i pro e i contro delle varie opzioni.

 

  • C1 – Livello post-intermedio o “di efficienza autonoma”

Comprende un’ampia gamma di testi complessi e lunghi e ne sa riconoscere il significato implicito. Si esprime con scioltezza e naturalezza. Usa la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi sociali, professionali ed accademici. Riesce a produrre testi chiari, ben costruiti, dettagliati su argomenti complessi, mostrando un sicuro controllo della struttura testuale, dei connettori e degli elementi di coesione.

 

  • C2 – Livello avanzato o di padronanza della lingua in situazioni complesse

Comprende con facilità praticamente tutto ciò che sente e legge. Sa riassumere informazioni provenienti da diverse fonti sia parlate che scritte, ristrutturando gli argomenti in una presentazione coerente. Sa esprimersi spontaneamente, in modo molto scorrevole e preciso, individuando le più sottili sfumature di sign

La struttura ad albero del QCER:

A Livello elementare
B Livello intermedio
C Livello avanzato

Quali potrebbero essere i fattori di un testo che più o meno ci farebbero inquadrare il LIVELLO DI COMPETENZA degli apprendenti a cui somministreremmo il testo stesso?

– Nell’inquadrare il livello di difficoltà di un testo ci basiamo principalmente sulla frequenza di certe strutture grammaticali.
– Anche la presenza, più o meno fitta, di un lessico di un certo tipo o di certe espressioni può l’influenzare la valutazione finale.
– Varietà linguistiche, impliciti, connettivi, elementi di ironia e umorismo, subordinate, frasi scisse, dislocazioni, lunghezza delle frasi e, in generale, del testo, organizzazione del ragionamento, paratesto (foto, immagini, didascalie, grafici, che potrebbero in qualche modo facilitare la comprensione dei contenuti).