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howard gardner: nove volte intelligenti

Posted on Dicembre 2, 2012 in scienze [email protected]

Non vi sono architetture cognitive generali, bensì architetture cognitive diversificate.

Professore presso la Harvard University nel Massachusetts, ha acquisito celebrità nella comunità scientifica grazie alla sua teoria sulle intelligenze multiple. La sua proposta consiste nel considerare priva di fondamento la vecchia concezione di intelligenza come un fattore unitario misurabile tramite il Quoziente d’intelligenza (Q.I.), e sostituirla con una definizione più dinamica, articolata in sottofattori differenziati. È attualmente considerato uno dei più importanti esponenti dei cosiddetti teorici dell’intelligenza fattorialista, o S, contrapposti ai globalisti, o G.

L’efficacia del test tradizionale di misurazione del QI è stata con il tempo fortemente ridimensionata.

Lo psicologo statunitense Howard Gardner distingue ben 9 tipi fondamentali di intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI).

Phenomenon (1996)

Ecco, qui di seguito, i 9 macro-gruppi intellettivi:

  1. Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Propria dei linguisti e degli scrittori.
  2. Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l’emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale vengono elaborati i concetti. È l’intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. Comune nei matematici, e in generale in chi si occupa della scienza o delle sue modalità applicative (ingegneriatecnologia etc.)
  3. Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali in base a schemi mentali piuttosto complessi. Questa forma dell’intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative.
  4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. In generale si può riferire a chi fa un uso creativo del corpo, come i ginnasti e i ballerini.
  5. Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l’uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce.
  6. Intelligenza Interpersonale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. Si può riscontrare specificamente nei politici e negli psicologi, più genericamente in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale.
  7. Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria. È considerata da Gardner una “fase” speculare dell’intelligenza interpersonale, laddove quest’ultima rappresenta la fase estrospettiva.
  8. Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Alcuni gruppi umani che vivono in uno stadio ancora “primitivo”, come le tribù aborigene di raccoglitori-cacciatori, mostrano una grande capacità nel sapersi orientare nell’ambiente naturale riconoscendone anche i minimi dettagli.
  9. Intelligenza Esistenziale o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell’universo e la coscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente. Questo tipo di intelligenza è maggiormente posseduta dai filosofi, e in una certa misura dai fisici.

Sebbene queste capacità siano più o meno innate negli individui, non sono statiche e possono essere sviluppate mediante l’esercizio. Inoltre, esse possono anche “decadere” con il tempo. Lo stesso Gardner ha poi menzionato il fatto che classificare tutte le manifestazioni dell’intelligenza umana sarebbe un compito troppo complesso, dal momento che ogni macro-gruppo contiene vari sottotipi.

 

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Gardner ha proposto un modello complesso di intelligenza: quest’ultima viene presentata come una struttura articolata in una pluralità di formae mentis, cioè di distinte forme di intelligenza, ciascuna delle quali caratterizzata da specifiche abilità per la soluzione di determinati problemi.

Elementi fondamentali nella definizione del modello gardneriano sono:

  1. La contestualizzazione, per cui, nello studio dell’intelligenza, non è possibile non tener conto del contesto in cui un soggetto vive.
  2. La distribuzione, in base alla quale bisogna tener conto delle relazioni che il soggetto intrattiene con le cose, gli oggetti e le persone con cui viene a contatto.

Charly based on Flowers For Algernon by Daniel Keyes

Kyle XY

Alcune persone credono che l’intelligenza sia un tratto fisso, un’entità che è dentro di noi e che non possiamo cambiare. (Teoria dell’intelligenza statica o dell’entità)

La teoria dell’entità per essere mantenuta ha bisogno di facili successi e teme le sfide in quanto sono minacce per l’autostima.

L’ansia di mostrarsi intelligenti scoraggia la mentalità del ‘tentare’ e lottare anche con fatica.

Altri credono che l’intelligenza non sia un tratto fisso, bensì un’entità dinamica che può essere incrementata attraverso l’impegno. (Teoria dell’intelligenza incrementale o dell’accrescimento)

Queste persone non essendo ossessionate dalla paura di apparire poco intelligenti in caso di insuccesso, accolgono le sfide come opportunità per imparare; non sono preoccupate dalla prestazione ma perseguono la padronanza; si impegnano con passione nello svolgimento di nuovi compiti: sono più disposte ad aiutare gli altri.

 

Limitless