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Tagalarico

gli unni

È l’alba del 27 giugno anno 451 nel campus Catalaunicus… Inizia un giorno funesto per Attila. Quasi tutte le donne, i vecchi e i bambini del suo popolo sono stati massacrati dai Romani. Così come le bestie, i viveri e i cavalli. Il principe Ellak, figlio di Attila, ha capito che il solo modo di salvare i suoi è negoziare la pace con Roma. Perché fra le legioni di Ezio, i Visigoti e i Franchi il re degli Unni sembra davvero sconfitto… Lupa gli consiglia di abbandonare la Gallia per conquistare nuove terre in Italia. Ma Ellak è andato ad arrendersi a Ezio. È pronto a rinnegare Attila in cambio della protezione di Roma e della tranquillità per il suo popolo. Come controparte, Ezio chiede che gli sia consegnata… la pericolosa Lupa! Là dove le grandi paure della cristianità sono nate e ancora sopravvivono, là dove il vento e le orde delle steppe asiatiche si scontrano col marmo dei palazzi e delle certezze occidentali, da qualche parte sul Danubio, l’urlo straziante di una strana Lupa sale fra i grandi abeti neri. Piangendo la morte di Attila, piange l’agonia di Roma, perché lei appartiene a entrambi i mondi… come le due regine del vasto scacchiere che controllava. Ma Lupa non è in scacco matto. L’arrivo di una grande ombra, sorta dal suo passato, porta la donna-lupa al di là della morte, verso la sua leggenda. Ancora oggi in Transilvania si dice che in inverno, quando c’è la luna piena, il suo urlo si alza nella notte gelata…

Gli Unni erano un popolo guerriero nomade probabilmente di stirpe turco-mongola proveniente dall’Asia Centrale che giunse in Europa nel IV secolo. Secondo fonti locali della loro zona d’origine, gli Unni sarebbero stati padroni incontrastati di tutta l’Asia Centrale dal tardo I secolo alla metà del V secolo.Gli unni preferivano tagliare i capelli corti sulle tempie, lasciando cadere la parte posteriore della folta capigliatura disordinatamente sulle spalle, erano tozzi e bassi. Inoltre, erano soliti rasarsi le guance, che spesso erano tatuate come decorazione dei guerrieri.Guidati dai re Rua, Attila e Bleda, gli Unni si rafforzarono molto.

Attila (406-453) apparteneva alla famiglia reale. Nel 432 gli Unni avevano un tale potere che lo zio di Attila, il re Rua, riceveva un consistente tributo dall’impero. Ottennero la supremazia sui loro rivali, molti dei quali altamente civilizzati, grazie alla loro abilità militare, mobilità e ad armi come l’arco Unno.


Attila, che succedette allo zio, dapprima regnò con il fratello Bleda, ma nel 445 lo fece uccidere, unificò le tribù unne e, ponendosi alla loro guida, nel 447 avanzò nell’Illiria devastando gran parte dei territori tra il mar Nero e il mar Mediterraneo e costringendo gli abitanti a prestare servizio nel suo esercito. Nel 447 sconfisse l’imperatore bizantino Teodosio II, ma non riuscì a espugnare Costantinopoli poiché il suo esercito non era esperto nelle tecniche d’assedio. Tuttavia, Teodosio fu costretto a cedere parte del territorio a sud del Danubio e a pagare agli Unni un tributo annuale.Un contingente di Ostrogoti (goti orientali) fu costretto ad arruolarsi nell’esercito unno e nel 451 Attila invase la Gallia. Nella battaglia dei Campi Catalaunici (situati tra Châlons e le Argonne) subì una sconfitta da parte dell’esercito romano guidato dal generale Flavio Ezio che, alleato con i Visigoti (goti occidentali), a loro volta guidati da Teodorico I (419-451), costrinsero gli Unni a ritirarsi fino al Reno.Nel 452, Attila, ancora sotto gli effetti della pesante sconfitta, invase l’Italia saccheggiando e distruggendo Aquileia, Milano, Padova e altre città, il suo esercito era però decimato da fame e malattie. In Italia, infatti, stava infuriando un’epidemia di colera e di malaria e la Pianura Padana non era in grado di dar sostentamento all’orda barbarica. Attila, a sua volta debilitato e temendo l’arrivo di aiuti dall’Impero di Oriente, accettò la tregua propostagli da un’ambasceria di Valentiniano III, guidata dal Papa Leone I che gli andò incontro presso il Mincio.Attila morì nel 453 mentre stava preparando una nuova invasione dell’Italia. La causa del decesso pare esser attribuibile ad un’emorragia cerebraleIl suo corpo venne posto in tre sarcofagi: il più interno in legno, racchiuso da un secondo in argento puro e da un terzo in oro massiccio. Lo seguirono nella tomba tutte le sue ricchezze, il suo cavallo,le mogli, i servi ed anche gli schiavi che scavarono la fossa, per precauzione, dimodoché nessuno fosse in grado di rivelare il luogo esatto della sepoltura.

i visigoti

Aric di Dacia è un visigoto. Un giorno, viene rapito da una razza di alieni ragno e portato sulla loro navicella. Aric resterà in animazione sospesa, fino a quando grazie al misterioso custode della mappa (un sosia di Elvis) riuscirà a fuggire dalla nave e a rubare un armatura di classe Manowar, l’arma più potente della galassia, in grado di rigenerarsi e di un enorme intelligenza artificiale. Aric arriverà nel presente confuso, e inizierà a cacciare gli alieni ragno che gli hanno rubato la vita. Una delle serie più amate ed originali della casa editrice.

I Visigoti, popolo di origine germanica, appartenente alla tribù dei Goti, furono tra quei popoli barbari, che, con le loro migrazioni, contribuirono alla crisi e alla caduta dell’Impero romano. Dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 (data canonica), i Visigoti giocarono un ruolo molto importante nello scacchiere europeo per altri due secoli e mezzo.I Visigoti, nel 395, proclamato re Alarico, invasero la Tracia, la Macedonia, e poi la Tessaglia, dove furono fermati dal generale Stilicone, reggente dell’Impero romano d’occidente, per conto dell’imperatore Onorio, ancora bambino. Ma l’imperatore d’oriente, Arcadio intimò a Stilicone di rientrare in Occidente, e all’esercito bizantino di rientrare a Costantinopoli, lasciando un contingente alle Termopili per difendere la Grecia.I Visigoti, forse per merito del tradimento, si impossessarono del famoso passo,occuparono Il Pireo, e costrinsero Atene alla resa, senza saccheggiarla. Poi si diressero a Eleusi, dove distrussero il tempio di Demetra, determinando la definitiva interruzione delle celebrazioni dei Misteri Eleusini. Nel corso del 396, tutto il Peloponneso fu occupato; Corinto, Argo, Sparta e molti altri siti subirono la violenza e le devastazioni dei Visigoti.Tra il 408 e il 410, i Visigoti entrarono in Italia e per ottenere una sovvenzione e una provincia in cui stabilirsi, tentarono a più riprese un accordo con l’imperatore Onorio, che era trincerato a Ravenna, finché, spazientiti, ritornarono a Roma (per la terza volta) e, il 24 agosto 410, dopo che la porta Salaria era stata aperta a tradimento, entrarono e la saccheggiarono (Sacco di Roma), per tre giorni.I Visigoti lasciarono Roma carichi di bottino e tentarono di passare in Africa, il granaio dell’impero, per poi impadronirsi dell’Italia. Ma una tempesta disperse e affondò le navi quando erano già in parte cariche e pronte a partire. Allora ripresero la via del nord; ma in Calabria, Alarico si ammalò improvvisamente e morì.

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