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la scuola di atene

Posted on Settembre 27, 2019 in filosofia

di Raffaello Sanzio
Data di produzione: 1509-1511
Dimensioni: 500 x 770 cm
Dove si trova: Stanza della Segnatura, Musei Vaticani, Città del Vaticano
La maggior parte dei filosofi e studiosi è alla sinistra 
ed alla destra dei protagonisti centrali.
Un gruppo si trova in primo piano sulle scale di sinistra, 
e probabilmente sono gli studiosi e pensatori legati al 
mondo della natura e dei fenomeni relativi.
Altro gruppo si trova sulle scalinate in primo piano a destra, 
il cui campo di studi si pensa che sia legato al 
mondo della geometria.
Sono ben cinquantotto studiosi e filosofi, i quali hanno però 
le fattezze di artisti ed intellettuali contemporanei di Raffaello, 
esaltando un legame tra la classicità e 
i colleghi di Raffaello (compreso egli stesso).
IDENTIFICAZIONE E CARATTERIZZAZIONE DEI FILOSOFI:
 I° LIVELLO (dal centro dell’affresco verso l’estremità sinistra: 
gruppo dei “teorici”):
 – ERACLITO (550 ca-480 ca a.C.): in posizione centrale ed isolata.
 – PARMENIDE (sec. V° a.C.): si erge dietro Eraclito.
 – PITAGORA (570-490 ca a.C.): seduto, con un libro, un calamaio 
e un pennino, raffigurato nell’atto di annotare, probabilmente, 
le proprie impressioni riguardo alla figura rappresentata 
sulla lavagna nera che gli è accanto. 
Si tratta di un diagramma che mostra sia i rapporti musicali 
(diatessaron, diapente, diapason), sia la cosiddetta deka, 
cioè l’insieme dei numeri su cui doveva basarsi 
l’armonia dell’universo.
 – EPICURO (341-271/270 a.C.): incoronato dai pampini, 
in atto di annotare un libro, appoggiato ad un capitello 
(la figura potrebbe rappresentare, però,
 anche Bacco abbracciato da Orfeo, 
la figura dormiente dietro di lui).
 – ZENONE di Elea (sec. V° a.C.): rappresentato, 
all’estrema sinistra, da un vecchio e un bambino, 
che simboleggiano l’origine orale della filosofia, 
legata a racconti mitologici e ai misteri di 
Orfeo e Bacco (fratello di Apollo).
 I° LIVELLO (dal centro dell’affresco, 
verso l’estremità destra: gruppo degli “empirici”):
 – EUCLIDE (sec. IV° a.C.) (o ARCHIMEDE 287-212 a.C.): 
figura china a terra, nell’atto di proporre 
una dimostrazione con il compasso, mentre i quattro giovani 
che lo circondano dimostrano interesse e coinvolgimento.
 – TOLOMEO CLAUDIO (sec. II° d.C.): figura incoronata, 
vestita in giallo e verde, 
reggente il globo terrestre (la geografia).
 – ZOROASTRO (tra il 1000 e il 600 a.C.): figura barbuta, 
di fronte a Tolomeo, reggente la sfera celeste (l’astronomia); 
Orfeo (sul lato sinistro) e Zoroastro (sul lato destro),
rappresentavano, nel Rinascimento, l’“antica teologia”, 
le due basi della filosofia.
 II° LIVELLO (in posizione centrale):
 – DIOGENE di Sinope (410 ca-323 a.C.): (gruppo degli empirici) 
sdraiato con malagrazia sui gradini, 
guarda con sospetto dei fogli, 
presumibilmente i dialoghi platonici giovanili, 
in cui campeggia la figura di Socrate, 
di cui Diogene si faceva beffa. Al suo fianco, una ciotola, 
l’unica cosa che egli possedesse.
 II° LIVELLO 
(dal centro dell’affresco verso l’estremità sinistra):
 – PLATONE (428/427-348/347 a.C.): figura anziana barbuta, 
vestita di marrone e arancio, indica, con la mano destra, 
la strada che, secondo la sua filosofia, portava al Vero: 
il cielo, cioè il mondo intelligibile, non empirico. 
Con l’altra mano regge una delle sue opere, il Timeo, 
in cui aveva tentato una spiegazione dell’origine del mondo. 
Nell’affresco la sua testa e quella di Aristotele, 
sono fra le più piccole raffigurate, ma sono pure le uniche 
ad avere il cielo come sfondo.
 – SOCRATE (470/469-399 a.C.): 
collocato a sinistra di Platone, di cui fu il maestro, 
vestito da una mesta tunica e voltato di spalle 
rispetto alle figure centrali di Platone e Aristotele; 
lo si riconosce per le fattezze (per le quali Raffaello 
poté adoperare come modello una testa antica) e per i gesti: 
egli, infatti, è ritratto nell’atto del dialogare, 
processo caratteristico della sua filosofia. 
Fra i discepoli v’è Antistene, il poeta Agatone 
(per altri Senofonte) e un giovane soldato, 
probabilmente l’amico Alcibiade. 
Sembra che un altro discepolo faccia segno di allontanarsi 
a un bibliotecario che ha accolto uno schiavo muscoloso 
carico di testi, non funzionali al metodo socratico. 
Socrate appare ritratto, non casualmente, 
sotto la statua di Apollo, dio del Sole e dell’armonia, 
oltre che delle arti, di cui era seguace 
e da cui era stato proclamato, secondo la leggenda, 
il più saggio degli uomini.
 II° LIVELLO 
(dal centro dell’affresco verso l’estremità destra):
 – ARISTOTELE (384-322 a.C.): figura barbuta, vestita di azzurro,
che campeggia nella scena insieme a quella di Platone. 
Aristotele distende una mano verso il basso, per indicare 
che la Verità si trova nell’indagine del mondo empirico, naturale; 
con l’altra mano regge la sua Etica, che espone le esigenze morali
dell’uomo, tendenzialmente rivolte ad un valore superiore 
a quello della natura. Tutt’intorno, a gruppi, 
si raccolgono scienziati e filosofi assorti nella conversazione 
o, comunque, in attività speculative.
 III° LIVELLO:
 – Statua di Apollo (sulla sinistra): dio delle arti, del Sole 
e dell’armonia.
 – Statua di Minerva (sulla destra): dea dell’intelligenza. 
IPAZIA
Ipazia d’Alessandria viene ricordata
come la prima matematica della storia. Fu anche l’inventrice
dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio.
Nel celebre affresco di Raffaello, l’unica figura femminile
rappresentata è lei, che è anche l’unica filosofa,
oltre all’autoritratto dell’autore, 
che guarda verso l’osservatore.