marx e il lavoro

                        … ben scavato, vecchia talpa! … 
Factories, 1926, Franz W. Seiwert

INTRODUZIONE

ll 14 marzo, alle due e quarantacinque pomeridiane, ha cessato di pensare la più grande mente dell’epoca nostra. L’avevamo lasciato solo da appena due minuti e al nostro ritorno l’abbiamo trovato tranquillamente addormentato nella sua poltrona, ma addormentato per sempre.
Così come Darwin ha scoperto la legge dello sviluppo della natura organica, Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della storia umana cioè il fatto elementare, sinora nascosto sotto l’orpello ideologico, che gli uomini devono innanzi tutto mangiare, bere, avere un tetto e vestirsi, prima di occuparsi di politica, di scienza, d’arte, di religione, ecc.; e che, per conseguenza, la produzione dei mezzi materiali immediati di esistenza e, con essa, il grado di sviluppo economico di un popolo e di un’epoca in ogni momento determinato costituiscono la base dalla quale si sviluppano le istituzioni statali, le concezioni giuridiche, l’arte e anche le idee religiose degli uomini, e partendo dalla quale esse devono venir spiegate, e non inversamente, come si era fatto finora.
Ma non è tutto. Marx ha anche scoperto la legge peculiare dello sviluppo del moderno modo di produzione capitalistico e della società borghese da esso generata. La scoperta del plusvalore ha subitamente gettato un fascio di luce nell’oscurità in cui brancolavano prima, in tutte le loro ricerche, tanto gli economisti classici che i critici socialisti. 
Perché Marx era prima di tutto un rivoluzionario. Contribuire in un modo o nell’altro all’abbattimento della società capitalistica e delle istituzioni statali che essa ha creato, contribuire all’emancipazione del proletariato moderno al quale egli, per primo, aveva dato la coscienza delle condizioni della propria situazione e dei propri bisogni, la coscienza delle condizioni della propria liberazione : questa era la sua reale vocazione. La lotta era il suo elemento. 
Questo è stato il Discorso sulla tomba di Marx pronunciato nel cimitero di Highgate a Londra dal suo amico e collaboratore Friedrich Engels. La rivoluzione, per Marx, lavora con metodo e costantemente, scavando come una talpa sotto terra, anche quando non produce catastrofici eventi politici. La logica della dinamica storica, l'evoluzione dei sistemi produttivi e dei rapporti di poteri, si svolge incessantemente producendo inevitabilmente una trasformazione sociale. Il progetto di Marx è un progetto oltre che filosofico, politico che tenta di superare una filosofia puramente teorica con una filosofia della prassi. Nel corso degli anni, interi Stati, entità nazionali e movimenti si sono costituiti richiamandosi esplicitamente alle sue teorie. 

BAGAGLIO

* Dialettica
* Idealismo di Hegel
* Liberismo di Adam Smith 

STRUMENTI

* Mappe di sintesi
* Dizionario filosofico
* ART.3 Cost. attribuisce alla Repubblica il compito di "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana".

DESCRIZIONE

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RELIGIONE

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4
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ATTIVITA’

PLUSVALORE E PROFITTO

Dividetevi in gruppi e immaginate di essere a capo di un'impresa. 
* Scegliete il settore il cui si svolge la vostra attività (alimentare, tessile...) e i prodotti che realizzate (marmellate, capi di abbigliamento, pezzi meccanici...). Quindi calcolate di quanti dipendenti avete bisogno e provate a fare una stima dei principali costi da affrontare, considerando in particolare le: materie prime, macchinari, stipendi.
* Calcolate il saggio di plusvalore e il saggio di profitto e scegliete le strategie che adottereste per aumentare il profitto aziendale.
* Infine esponete alla classe la situazione immaginata, le strategie individuate e le ragioni della vostra scelta.
* Prima di cominciare rifletti su un esempio con analisi marxista:
Durante il periodo precovid la produzione di mascherine era decisamente irrisoria come pure la domanda di tale marce. Con lo scoppio della pandemia è cresciuta la domanda e di conseguenza anche la produzione si è attivata. L'azienda produttrice ha un costo di produzione di 10 euro all'ora per produrre 100 mascherine. Decide di pagare l'operaio 4 euro all'ora per 100 mascherine, deve pagare 4 euro per altri costi di produzione, rivende il prodotto, quello che guadagna meno i costi è il suo profitto. L'operaio invece guadagna di meno rispetto al valore del lavoro prodotto. L'azienda guadagna di più se: aumenta la produzione in caso di domanda maggiore, aumenta il prezzo in caso di richiesta maggiore della produzione, diminuisce il salario. L'azienda guadagna di meno se: diminuisce i prezzi in caso di sovrapproduzione, aumenta la concorrenza di altri prodotti, diminuisce il potere d'acquisto della popolazione, diminuisce la domanda delle mascherine per fine emergenza covid. 

ELABORARE ED ESPORRE

Leggi i documenti condivisi.
Scrivi un testo di due pagine mostrando come in Hegel, in particolare nella dialettica del servo e del padrone, e in Marx il lavoro abbia sia una funzione opprimente o alienante, sia una funzione liberante.
Completa lo scritto spiegando quali siano la funzione e la dignità che vengono attribuite al lavoro nella Costituzione Italiana. 
Presenta sinteticamente il tuo testo in classe. 

IL RAPPORTO SERVO-PADRONE TRA FILOSOFIA E LETTERATURA

IL TESTO

IL FILM

Il giovane Karl Marx è un film del 2017 diretto da Raoul Peck.
 Il film, uscito in occasione del bicentenario della nascita di Karl Marx, coniugando la passione politica con le vicende della vita privata, ripercorre la sua amicizia con Friedrich Engels, dal loro secondo incontro nel 1844 fino al 1848, anno della pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista.
Tempi moderni, 1936, Charlie Chaplin
Il film unisce alla comicità la denuncia delle condizioni dei lavoratori. In una delle scene più famose, della catena di montaggio, il protagonista deve stringere meccanicamente i bulloni dei pezzi che gli passano davanti sul nastro trasportatore. La minima distrazione comporta problemi nel coordinamento delle operazioni e il protagonista deve freneticamente ogni volta recuperare. Alla fine finisce negli ingranaggi, in una sequenza surreale che è il simbolo della perdita di sé dell'operaio di fronte alle macchine. 
Nella scena del pasto meccanizzato si sperimenta una macchina per alimentare l'operaio senza che egli debba smettere di lavorare, in una parodia dell'ottimazione dei tempi e della frenesia del lavoro che porta il protagonista a cercare di avvitare tutte le cose dalla forma simile al bullone anche dopo che ha terminato il turno di lavoro. 
In La classe operaia va in paradiso, un film del 1971, diretto da Elio Petri, Lulù Massa è un operaio stakanovista, campione del lavoro a cottimo. Ma un incidente sul lavoro gli apre gli occhi sull'alienazione e la miseria della sua vita, trasformandolo in un ultracontestatore sostenitore delle lotte del sindacato.
Il tema della presa di coscienza dei poveri riguardo la loro posizione subordinata all’interno della società (ed il conseguente tentativo di rivoluzionare l’ordine costituito) è affrontato dal regista coreano Bong Joon-ho dipingendo un ritratto grottesco dell’alienazione delle classi sociali inferiori abbandonate a se stesse in un sistema sbilanciato visibilmente in direzione degli abbienti. In Parasite la dicotomia fra ricchi sempre più ricchi, adagiati nell’opulenza di ville meravigliose, e poveri sempre più poveri, che lottano quotidianamente per sbarcare il lunario, stretti in soffocanti appartamenti manchevoli dei comfort che riteniamo fondamentali, è evidente e disarmante in quanto immagine realistica delle condizioni di una realtà neanche così lontana dalla nostra. La domanda principale che pone questa pellicola riguarda l’identità del parassita, ribaltando ironicamente la percezione che abbiamo della ricchezza e della povertà. Sono i Kim i parassiti, infiltrandosi subdolamente nella vita perfetta e patinata dei loro ricchissimi alter ego spirituali? O sono i Park a sopravvivere parassitando le qualità positive e costruttive dei loro subordinati, conducendo una vita vuota, fatta di eventi mondani e risate false, guardando la pioggia attraverso le loro pareti di cristallo, mentre nei sobborghi i poveri annegano nei loro sudici appartamenti?

DEVIAZIONI

Marx demistifica i valori sociali, riconducendoli a motivazioni concrete, legate agli interessi delle diverse classi.  
In Dell’interpretazione. Saggio su Freud (1965) il filosofo Paul Ricoeur (1913-2005) è diventato famoso per aver qualificato con l’espressione “maestri del sospetto” Marx, Nietzsche e Freud, in quanto hanno appunto “sospettato” che, dietro ai fenomeni culturali e alle norme e idee morali, si nascondessero meccanismi di altra natura, motivi diversi da quelli dichiarati, cioè interessi economici, desideri o pulsioni istintive.
Questi autori, afferma Ricoeur, hanno compromesso la fiducia nella coscienza che, da Cartesio in poi, era considerata il fondamento sicuro su cui costruire l’edificio del sapere, altrimenti in balia del dubbio. I maestri della scuola del sospetto hanno prospettato la possibilità che quanto appare chiaro ed evidente sia, invece, una “falsa coscienza”, coscienza che non è un assoluto. Essi invitano ad andare oltre ciò che appare, le convenzioni e il "pensiero dominante" dell'epoca, a "sospettare" che ciò che occorre trovare vada scandagliato in profondità e non sia dato "immediatamente", a mettere in dubbio e a problematizzare ciò che è noto, non assumendolo come dato in sé, trasformandolo in qualcosa che non è familiare (Unheimlich). Essi hanno quindi in comune l’attitudine a ricercare l’autentico significato in una struttura profonda, nascosta alla coscienza del soggetto, e a smascherare pertanto come falsa scienza quella di origine cartesiana, proprio quella che avrebbe dovuto invece fugare ogni dubbio. Se la filosofia cartesiana ammetteva che, di fronte al dubbio sulla realtà, ci fosse comunque la certezza del pensiero umano (cogito ergo sum), i tre filosofi portano invece il dubbio all’interno di questa stessa certezza, di fatto
annullandola.
Comune a questi tre pensatori è infatti l’idea che la coscienza che l’uomo ha di se stesso non è in grado di cogliere la verità, che non vi è coincidenza immediata tra apparenza e struttura profonda della realtà, e che dunque occorra una «decifrazione» di tale coscienza. Essi criticano l’idea di un soggetto assoluto, razionalmente orientato, e di una coscienza razionale trasparente a se stessa, propri della tradizione cartesiana. Naturalmente, afferma Ricoeur, «questi tre maestri del sospetto non sono altrettanti maestri di scetticismo»: ognuno, a modo suo, punta a una liberazione-estensione della coscienza. E a questo punto i tre pensatori, come vedremo, divergono nell’individuazione sia della struttura profonda della realtà che degli strumenti per accedervi.  
Marx ha messo in discussione la fiducia nel progresso e nel capitalismo, dimostrando quanto l’esplicarsi dell’attività umana sia in realtà animata esclusivamente dalle sue necessità materiali ed economiche.

NOTE A MARGINE

Se vuoi conoscere il pensiero degli altri due maestri del sospetto: 
Friedrich Nietzsche ha messo in discussione la metafisica e tutte le filosofie che presentavano il cosmo come ordinato e frutto della bontà divina, evidenziando, con il suo nichilismo, la fallacità delle convinzioni umane e la loro subordinazione alla volontà di potenza; Sigmund Freud ha messo in discussione l'idea dell'individuo come essere sempre cosciente perché ha "scoperto" l'inconscio e le pulsioni, mettendo a nudo la natura fragile e combattuta della coscienza umana. 
Puoi continuare la lettura seguendo i link evidenziati sugli autori.