l’epicureismo e il piacere

È il sesto cerchio dell’inferno di Dante,(Canto X) quello riservato agli eretici, coloro che non credettero nell’immortalità dell’anima. Gli epicurei, i materialisti ai quali come pena, oltre al fuoco purificatore, è concesso di vedere solo il lontano futuro e non il presente. Pena che diventerà più grande quando nel giorno del giudizio il tempo non esiterà più, e loro piomberanno cosi nella più totale cecità.
Illustrazione di Gustave Doré
 ... più che di complicate verità, 
      l'animo umano ha bisogno 
         di semplici certezze ...

INTRO

Il fine della vita sta nella ricerca del piacere, che è sempre una sensazione e non può essere quindi falso. La scelta dei piaceri deve essere operata con un calcolo razionale che tenga conto delle conseguenze anche a lunga scadenza. A volte è ragionevole accettare una rinuncia, se in futuro ne può derivare un vantaggio maggiore. Una importante rivalutazione dell'epicureismo avviene in epoca moderna con i filosofi utilitaristi dell'Ottocento riprendendo il tema del calcolo dei piaceri, scorgendovi un modo ragionevole per individuare i veri interessi dell'individuo e della società.

BAGAGLIO

* Atomismo di Democrito
* Dottrina degli effluvi di Empedocle
* Contesto storico: Ellenismo

STRUMENTI

* Dizionario filosofico
* Mappa di sintesi
* Esercizi spirituali e filosofia antica di Pierre Hadot
* La meravigliosa vita dei filosofi di Masato Tanaka

DESCRIZIONE

IL VIDEO

Le invasioni barbariche di Denys Arcan
E' possibile individuare in questo film alcuni temi tipici dell'etica epicurea, come l'importanza di avere degli amici nell'affrontare prove dolorose o l'utilità della consolatio memoriae, ossia del rievocare i giorni felici dell'esistenza passata.

ISTRUZIONI

FAI COME EPICURO: Pensa a qualcosa che ti fa paura e trova la tua medicina per superarla ed essere felice.

IL TESTO

DEVIAZIONI

Lucrezio vide nelle dottrine di Epicuro un'alternativa a un mondo fondato sulla violenza e sull'oppressione e la liberazione dalle paure ataviche come la morte e l'Aldilà, che portano l'uomo all'infelicità. Ha tradotto la filosofia in termini fantastici e visionari attraverso la poesia che ci guida a contemplare la vicenda misteriosa ed esaltante dell'esistenza cosmica e umana, del perpetuo divenire delle cose. 
V’è dunque nello stesso corpo un calore e un vento vitale,
che abbandona le nostre membra al momento della morte.
Pertanto, poiché la natura dell’animo e dell’anima è stata
svelata come una parte dell’uomo, lascia il nome di armonia,
che per i musicisti fu portato giù dall’alto Elicona;
forse questi stessi, a loro volta, lo trassero d’altrove
e lo trasportarono a quella cosa che allora non aveva un proprio nome.
Comunque ‹ciò› sia, se lo tengano: tu ascolta i restanti miei detti.
Ora io dico che l’animo e l’anima si tengono congiunti
tra loro e costituiscono di sé una sola natura;
ma ciò che è il capo, per così dire, e domina in tutto il corpo,
è il senno, che noi chiamiamo animo e mente.
Ed esso è posto e fissato nella regione centrale del petto.
Qui infatti si agitano l’ansia e la paura, intorno a queste parti
le gioie ci accarezzano; qui dunque è la mente e l’animo.
Tutto il resto dell’anima, disseminato per tutto il corpo,
obbedisce e si muove al cenno e al movimento della mente.
Questa ragiona da sé per sé sola, ‹questa› da sé gode,
quando nessuna cosa commuove l’anima, né il corpo.

NOTE A MARGINE

Confronta l'altra scuola dell'età ellenistica cliccando sul link: Lo Stoicismo.