la scuola di atene

di Raffaello Sanzio
Data di produzione: 1509-1511
Dimensioni: 500 x 770 cm
Dove si trova: Stanza della Segnatura, Musei Vaticani, Città del Vaticano

L’AFFRESCO

L'affresco dipinto da Raffaello per papa Giulio II nelle sue stanze private in Vaticano, è un documento prezioso per capire come i rinascimentali si avvicinavano alla tradizione filosofica. 
Il prestigio della filosofia, non più subordinata alla teologia come nel Medioevo, è sottolineato dalla grandiosità dell'ambiente. Un ambiente costruito razionalmente con la prospettiva e la simmetria che portano ad assumere un punto di vista centrale. 
La maggior parte dei filosofi e studiosi è alla sinistra, dove si dispongono i maestri del pensiero mistico e neoplatonico: Orfeo, Pitagora; e alla destra, dove vi sono i filosofi della natura: Tolomeo, Euclide, Zoroastro,  dei protagonisti centrali: Platone e Aristotele.
Platone (ha il volto di Leonardo) punta il dito verso l'alto, a indicare l'indirizzo trascendente della sua ricerca. Aristotele, invece, ha il palmo della mano rivolto verso terra, a significare l'impronta scientifica del suo pensiero. 
Tutti i personaggi discutono fra loro in piccoli gruppi, a parte Diogene l'anticonformista, in primo piano sulle scale di sinistra ed Eraclito, unico filosofo pensieroso (ha i tratti di Michelangelo) sulle scale al centro. 
Altro gruppo si trova sulle scalinate in primo piano a destra, il cui campo di studi si pensa che sia legato al mondo della geometria.
Sono ben cinquantotto studiosi e filosofi, i quali hanno però le fattezze di artisti ed intellettuali contemporanei di Raffaello, 
allo scopo di esaltare il legame tra la classicità e gli artisti dell'epoca (compreso egli stesso).

IDENTIFICAZIONE DEI FILOSOFI

 I° LIVELLO (dal centro dell’affresco verso l’estremità sinistra: 
gruppo dei “teorici”):
 – ERACLITO (550 ca-480 ca a.C.): in posizione centrale ed isolata.
 – PARMENIDE (sec. V° a.C.): si erge dietro Eraclito.
 – PITAGORA (570-490 ca a.C.): seduto, con un libro, un calamaio 
e un pennino, raffigurato nell’atto di annotare, probabilmente, le proprie impressioni riguardo alla figura rappresentata sulla lavagna nera che gli è accanto. Si tratta di un diagramma che mostra sia i rapporti musicali (diatessaron, diapente, diapason), sia la cosiddetta deka, cioè l’insieme dei numeri su cui doveva basarsi l’armonia dell’universo.
 – EPICURO (341-271/270 a.C.): incoronato dai pampini, in atto di annotare un libro, appoggiato ad un capitello (la figura potrebbe rappresentare, però, anche Bacco abbracciato da Orfeo, la figura dormiente dietro di lui).
 – ZENONE di Elea (sec. V° a.C.): rappresentato, all’estrema sinistra, da un vecchio e un bambino, che simboleggiano l’origine orale della filosofia, legata a racconti mitologici e ai misteri di Orfeo e Bacco (fratello di Apollo).
 I° LIVELLO (dal centro dell’affresco, verso l’estremità destra: gruppo degli “empirici”):
 – EUCLIDE (sec. IV° a.C.) (o ARCHIMEDE 287-212 a.C.): figura china a terra, nell’atto di proporre una dimostrazione con il compasso, mentre i quattro giovani che lo circondano dimostrano interesse e coinvolgimento.
 – TOLOMEO CLAUDIO (sec. II° d.C.): figura incoronata, vestita in giallo e verde, reggente il globo terrestre (la geografia).
 – ZOROASTRO (tra il 1000 e il 600 a.C.): figura barbuta, di fronte a Tolomeo, reggente la sfera celeste (l’astronomia); Orfeo (sul lato sinistro) e Zoroastro (sul lato destro),rappresentavano nel Rinascimento, l’“antica teologia”, le due basi della filosofia.
 II° LIVELLO (in posizione centrale):
 – DIOGENE di Sinope (410 ca-323 a.C.): (gruppo degli empirici) 
sdraiato con malagrazia sui gradini, guarda con sospetto dei fogli, presumibilmente i dialoghi platonici giovanili, in cui campeggia la figura di Socrate, di cui Diogene si faceva beffa. Al suo fianco, una ciotola, l’unica cosa che egli possedesse.
 II° LIVELLO 
(dal centro dell’affresco verso l’estremità sinistra):
 – PLATONE (428/427-348/347 a.C.): figura anziana barbuta, vestita di marrone e arancio, indica, con la mano destra, la strada che, secondo la sua filosofia, portava al Vero: il cielo, cioè il mondo intelligibile, non empirico. Con l’altra mano regge una delle sue opere, il Timeo, in cui aveva tentato una spiegazione dell’origine del mondo. Nell’affresco la sua testa e quella di Aristotele, sono fra le più piccole raffigurate, ma sono pure le uniche ad avere il cielo come sfondo.
 – SOCRATE (470/469-399 a.C.): collocato a sinistra di Platone, di cui fu il maestro, vestito da una mesta tunica e voltato di spalle rispetto alle figure centrali di Platone e Aristotele; 
lo si riconosce per le fattezze (per le quali Raffaello poté adoperare come modello una testa antica) e per i gesti: egli, infatti, è ritratto nell’atto del dialogare, processo caratteristico della sua filosofia. Fra i discepoli v’è Antistene, il poeta Agatone (per altri Senofonte) e un giovane soldato, probabilmente l’amico Alcibiade. Sembra che un altro discepolo faccia segno di allontanarsi a un bibliotecario che ha accolto uno schiavo muscoloso carico di testi, non funzionali al metodo socratico. Socrate appare ritratto, non casualmente, sotto la statua di Apollo, dio del Sole e dell’armonia, oltre che delle arti, di cui era seguace e da cui era stato proclamato, secondo la leggenda, il più saggio degli uomini.
- IPAZIA d'Alessandria : viene ricordata come la prima matematica della storia. Fu anche l’inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio. Nell'affresco è l’unica figura femminile rappresentata, ed è anche l’unica filosofa, oltre all’autoritratto dell’autore, che guarda verso l’osservatore.
 II° LIVELLO 
(dal centro dell’affresco verso l’estremità destra):
 – ARISTOTELE (384-322 a.C.): figura barbuta, vestita di azzurro,
che campeggia nella scena insieme a quella di Platone. Aristotele distende una mano verso il basso, per indicare che la Verità si trova nell’indagine del mondo empirico, naturale; con l’altra mano regge la sua Etica, che espone le esigenze morali dell’uomo, tendenzialmente rivolte ad un valore superiore a quello della natura. Tutt’intorno, a gruppi, si raccolgono scienziati e filosofi assorti nella conversazione o, comunque, in attività speculative.
 III° LIVELLO:
 – Statua di Apollo (sulla sinistra): dio delle arti, del Sole 
e dell’armonia.
 – Statua di Minerva (sulla destra): dea dell’intelligenza.