la vita misteriosa di parmenide

                          by Alessandra & Alessia  
          ... non costringerai ad esistere ciò che non esiste ...
Parmenide ne “La scuola di Atene”, affresco di Raffaello Sanzio, 1509-11

BIO

Parmenide di Elea fu un filosofo greco considerato il padre della scuola eleatica; Il suo poema “Sulla Natura” costituisce un testo fondamentale dell’intera storia del pensiero occidentale. 
Nonostante sua figura sia avvolta nel mistero, sappiamo che:
Parmenide, figlio di Pirèto, nacque ad Elea, Italia meridionale, tra il 515 e il 510 a.C. 
Diogene Laerzio (storico greco) racconta che il filosofo ebbe come maestri:
Senofane, il Bardo nomade, il quale cantò di filosofia nelle dimore dei potenti fino in età avanzata; Anassimandro; il pitagorico Aminia, quasi sicuramente il suo amante. 
Riguardo Senofane e Aminia non ci sono dubbi sulla veridicità delle parole di Laerzio, al contrario, ciò che dice sul secondo maestro non può essere corretto, Diogene deve aver dimenticato i 100 anni di storia che separano Anassimandro e Parmenide, una svista del tutto comprensibile, magari non aveva un buon “senso del tempo”.
Parmenide nasce in una famiglia nobile e ricca, in età adulta, secondo Plutarco, divenne anche un ottimo legislatore e politico, a tal punto che tutti i suoi concittadini, una volta giunti alla maggiore età, erano tenuti a prestare giuramento di fedeltà alle leggi parmenidee.
Uno dei tanti dubbi legati alla sua vita è se egli sia mai stato in Egitto per insegnare logica e astronomia, sappiamo però che ebbe come scolari Zenone ed Empedocle, due studenti uno più particolare dell’altro, il primo che sostiene che una tartaruga possa battere Achille in una gara di corsa, e il secondo che sosterrà l’esistenza di quattro arché, l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria - devo dire per nulla discordante con il pensiero del suo maestro - ironico, non trovate?
Parmenide viaggiò insieme ai suoi allievi fino ad Atene nel 445 a.C. per una missione diplomatica promossa dagli eleati, per convincere Pericle (politico, oratore e militare ateniese) a firmare un patto di alleanza tra le due città; una missione dallo scopo relativamente facile, se non fosse che, i filosofi una volta giunti ad Atene incontrarono Socrate e stando al racconto di Platone (il dialogo Parmenide) si trattò di uno “scontro” al vertice tra filosofi, fatto da calci di sapienza e pugni di saggezza: Parmenide stesso avrebbe discusso con il giovane, al tempo venticinquenne, Socrate; dando vita alla più noiosa e complicata conversazione nella storia della filosofia.
Platone dà a Parmenide l’appellativo de “il Grande”, considerandolo un uomo di “profondità del tutto originaria”. 
Non sapremo mai se aveva realmente compreso il senso dello scioglilingua :
“L’essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere”!
Si pensa che la sua storia finisca nella sua città natale intorno al 436 a.C. Paradossalmente, sappiamo molte più cose riguardanti l’origine della sua città natale, piuttosto che della sua vita.
La storia della nascita di Elea inizia intorno al 545 a.C. (VI sec. a.C.) l’imperatore persiano Ciro II, detto il Grande, decise di occupare la costa ionica. Gli abitanti della città di Focea ebbero l’occasione di trattare con il generale dell’imperatore, essendo loro ottimi marinai, scelsero però di fuggire in mare con le loro navi. Una volta salpati puntarono le prue verso occidente, nonostante la loro fuga i persiano li raggiunsero e ci fu un grande scontro navale.
I superstiti si divisero, alcuni fondarono Massalia (Marsiglia) e altri si diressero a sud, verso Reggio Calabria. Una volta lì, risalirono la costa calabra fino alle foci del fiume Alento, dove fondarono la colonia chiamata Hyele, che poi divenne Elea, che in futuro sarà chiamata Velia dagli antichi romani.
Il rapporto  tra Aminia e Parmenide non fu esattamente quella del maestro con l'allievo: negli scritti di Sozione Alessandrino è possibile notare come, nei confronti di Senofane e di Anassimandro lo storico usi l’espressione «fu scolaro», nel caso di Aminia preferisce invece un più equivoco «ebbe rapporti» e, in un’altra traduzione, «ebbe consuetudine di vita»' oltre a «ebbe intimità». Un’ultima conferma è data da Platone riguardo l’omosessualità di Parmenide, quando, nel dialogo omonimo, ci presenta ufficialmente Zenone come l'amante del filosofo. 
L'omosessualità ai tempi era molto diffusa, come la frequentazione di belle etere.
Fonte: I presocratici, L. De Crescenzo, Mondadori. 

L’ESSERE

From Walt Disney Pictures and visionary director Tim Burton comes an epic fantasy adventure ALICE IN WONDERLAND, a magical and imaginative twist on some of the most beloved stories of all time.
Tutto comincia con l’esaudirsi di un suo desiderio espresso al Gatto Oreste: “Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe come è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è, sarebbe: chiaro?”.
E' così che Alice si sveglia e ritorna al mondo di sempre dopo aver appreso che in questo mondo, quello che è, è bene che sia e quello che non è, è bene che non sia, secondo la Legge Parmenidea di Natura.
Gli Arcani (Beyonders), Marvel.
Vero nome: inapplicabile
Identità/Classe: entità cosmiche
Affiliazioni: creatori dei Cubi Cosmici, responsabili della creazione dell’Arcano e di Molecola, padroni dei Nuwali
Base di operazioni: una dimensione senza luce
Occupazione: osservatori
Storia: Gli Arcani vanno oltre la comprensione umana e non sono “esseri” veri e propri, nessuno conosce la vera estensione e quella del loro potere, anche perché nessuno li ha mai visti o è entrato in contatto diretto con loro. 
Caratteristiche: Gli Arcani non sperimentano una progressione cronologica: per loro passato, presente e futuro coesistono. 
Obiettivi: Gli Arcani si dedicano allo studio del desiderio di cambiamento, all’evoluzione degli esseri dell’intero universo.
Poteri: I poteri degli Arcani sono incomprensibili agli esseri umani, ciò che gli si avvicina maggiormente è la manipolazione della realtà, senza alcun limite. 
Creatore: Mark Gruenwald
È possibile paragonare queste entità a delle entità che svolgono lo stesso compito dei filosofi, poiché come loro indagano sul senso dell'essere e dell'esistenza. Ironico è il fatto che essi abbiano alcune delle caratteristiche dell’essere descritto da Parmenide:
Sono fuori dal tempo (eterni)
Ingenerati e indistruttibili
Unici
Immobili (sono fuori dallo spazio)
Harry Potter e l’Ordine della Fenice è un film del 2007, diretto da David Yates. Quinto capitolo cinematografico della saga di Harry Potter della scrittrice inglese J. K. Rowling. 
https://youtu.be/shmmVdhpCGk
𝑺𝒊𝒓𝒊𝒖𝒔: Il mondo non è diviso in persone buone e mangiamorte! 
Tutti abbiamo sia luce che oscurità dentro di noi. Ciò che conta è da che parte decidiamo di agire.
Come dice Sirius si può sempre scegliere da che parte schierarci, ognuno di noi ne ha le capacità. Anche Parmenide infatti ci dà la possibilità di decidere se seguire l’alétheia o la dòxa.  
La Caduta Di Atlante di Caparezza
Dike, una dea per molti, un'angoscia per gli empi
Una benda sugli occhi che annoda coi lembi
Dal pianeta le raccolsi una rosa dei venti
Immaginavo i nostri volti da coppia nei lenti
Lei era la giustizia che non si concede
Io quello che la corteggia, che sta li, non cede
Ero invaghito, miele, e capivo bene
Che non ci sarei uscito a bere dell'idromele
"Ciao, mi chiamo Atlas"
Petto gonfio, anfora
"Lascio ogni ragazza, con questo mio corpo, afona
E tu sarai mia, ti voglio addosso, canfora
Posso darti il mondo, il mondo, non la metafora.
La canzone si ispira al mito greco di Atlante (titano costretto a reggere il mondo sulle sue spalle per volere di Zeus) che innamoratosi di Dike, dea della giustizia, cerca di conquistarla offrendole potere e ricchezza, ma lei rifiuta e scappa via. Atlante, cercando disperatamente di raggiungerla cade, finendo schiacciato proprio dalla Terra che portava sulle spalle.
Parmenide racconta nella sua opera Sulla Natura il suo viaggio verso la Verità, effettuato su un cocchio trainato da due cavalle e guidato dalle figlie del Sole. Arrivato a destinazione incontra la dea Dike, la quale gli indica due vie: quella della verità (il lógos) e quella dell’opinione ingannevole (i sensi).