galileo e la rivoluzione scientifica

       … sapere è potere … 
William Blake (1757-1827), Newton, Londra Tate Gallery

INTRO

Il corpo dello scienziato è possente e nudo, come quello degli eroi greci. Il suo gesto con il compasso richiama le figurazioni medievali di "Dio geometra". Newton appare ripiegato su se stesso totalmente concentrato sulle misurazioni geometriche, volta le spalle alla natura che non vede più nella sua realtà. D'altra parte sembra incastonato in una pietra che potrebbe rappresentare la natura a cui anche l'uomo appartiene.
Newton è il punto di arrivo di una rivoluzione che ha inizio con l'ipotesi eliocentrica di Copernico e il metodo sperimentale di Galileo. Ma il cammino di tale rivoluzione deve attraversare un'epoca di censura e di intolleranza. Gli spazi di libertà espressiva, già in parte limitati per la dipendenza degli intellettuali dalla volontà dei sovrani e dei papi, si restringono ulteriormente a causa del diffuso clima di intolleranza e di sospetto, esacerbato dagli odi religiosi e dai conflitti tra nazioni. In particolare si fa sentire la censura ecclesiastica: nel 1542 viene istituito il tribunale del Sant'Uffizio o Inquisizione che ha il compito di perseguire gli eretici e di controllare la cultura attraverso il continuo aggiornamento dell'Indice dei libri proibiti, una lista di titoli vietati ai cattolici. Nel 1616 la Chiesa condanna ufficialmente l'eliocentrismo. In questo periodo raggiunge il culmine anche la caccia alle streghe, che causa la morte sul rogo di migliaia di donne accusate di avere rapporti con il demonio. 
I processi a Giordano Bruno e Galileo Galilei sono emblematici del nuovo clima controriformistico, arroccato a difesa della dottrina cattolica ufficiale. In astronomia le tesi bruniane vanno ben oltre Copernico: per lui l'universo è infinito e senza centro, il Sole è solo una stella fra tante. Galileo viene condotto davanti al tribunale nel 1633 con l'accusa di aver sostenuto il copernicanesimo. Lo scienziato evita la pena capitale solo abiurando. Il processo ha grande eco anche nel mondo protestante, dove assurge a simbolo dell'intolleranza della Chiesa. 
Se oggi appare unanime la condanna di interventi censori da parte del potere religioso e politico contro la libertà della ricerca, proprio dallo sviluppo della scienza derivano nuovi interrogativi. Di fronte alla straordinaria capacità che la scienza e le sue applicazioni tecnologiche hanno di determinare la vita degli uomini, è ancora valida la rivendicazione di una assoluta autonomia della scienza da criteri esterni ad essa, per esempio di carattere etico? 
La ricerca scientifica deve svolgersi in completa autonomia da criteri etici o religiosi che la condizionino. La scienza, in quanto conoscenza teorica, ha infatti un carattere neutro. Non è la conoscenza scientifica in quanto tale, ma sono semmai gli usi e le applicazioni dei suoi ritrovati che - per le loro conseguenze pratiche - che devono essere regolate sulla base di criteri etici?
Oppure anche la ricerca scientifica, come ogni attività umana, deve sottostare al rispetto di criteri etici perché il carattere sperimentale e operativo della ricerca scientifica non permette di tener separati il momento teorico da quello applicativo? Nell'ambito della sua ricerca, lo scienziato compie atti eticamente significativi: per esempio quando fa soffrire degli animali per saggiare l'effetto su di loro di certe sostanze, potenzialmente utili all'uomo.
Un'altra questione, è strettamente legata alla precedente: ammesso che la ricerca scientifica debba sottoporsi a limiti e a criteri, a chi spetta stabilirli? 
Allo scienziato o la comunità degli scienziati che può legittimamente stabilire dei limiti alla propria attività di ricerca? Ogni intervento esterno assumerebbe carattere censorio e rappresenterebbe un ostacolo allo sviluppo della scienza. 
A coloro che impongono già i limiti più severi alla sua libertà di ricerca, dato che l'attività scientifica richiede di essere finanziata, e che i finanziamenti premiano gli ambiti di ricerca da cui ci si aspettano i maggiori vantaggi in termini di sfruttamento delle applicazioni tecnologiche? 
Poiché gli effetti della ricerca scientifica influenzano grandemente la vita delle comunità umane contemporanee, è indispensabile che le istituzioni politiche - che ne sono l'espressione democratica stabiliscano dei criteri e dei limiti alla ricerca: questa altrimenti potrebbe produrre effetti dannosi per le stesse comunità.

Oppure spetta alle Chiese, in quanto depositarie di un'etica fondata sulla rivelazione, stabilire i criteri ai quali gli scienziati devono sottomettersi nella loro ricerca? 

Infine, spetta ai filosofi-sulla base di un'etica fondata sulla ragione di stabilire i limiti e i criteri rispettando i quali la ricerca può svolgersi in modo responsabile?

BAGAGLIO

* Umanesimo e Rinascimento
* Riforma e Controriforma
* Giordano Bruno
* ART.4 Cost. Ogni cittadino ha il diritto di svolgere un'attività che concorra al progresso materiale o spirituale    
  della società.
* ART.9 Cost. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
* ART.33 Cost. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. 

STRUMENTI

* ITIS Galileo di Marco Paolini
* Vita di Galileo, Bertolt Brecht
* Comitato nazionale per la bioetica CNB - 1990
* Commissione per l'Etica della Ricerca e la Bioetica
* Doc. Orizzonte Europa art.14 e art.15
* Mappe di sintesi
* Dizionario filosofico

DESCRIZIONE

LA CANZONE

Dai diamanti non nasce niente …
Quale universo è più perfetto? Quello che non muta o quello che genera la vita? La canzone di De André sembra riprendere la polemica ingaggiata da Galilei contro la perfezione dei cieli dell'universo aristotelico-tolemaico. Se i cieli fossero davvero immutabili non sarebbero perfetti, la nobiltà della Terra invece deriva proprio dal cambiamento e dal divenire delle cose.  

IL TESTO

ATTIVITA’

Nel domicilio coatto ad Arcetri, nonostante la stretta sorveglianza, Galilei riesce a scrivere la sua ultima opera, che un suo discepolo, Andrea, farà pubblicare in Olanda.
Come giudichi il comportamento di Galilei? Avrebbe fatto meglio a sfidare la morte sul rogo, pur di restare coerente con le proprie idee, oppure ha fatto la scelta giusta, abiurando per poter continuare le proprie ricerche? 
Ritieni che anche oggi la ricerca scientifica sia condizionata da considerazioni politiche, sociali o religiose? 
Ritieni che un controllo sulla scienza sia in alcuni casi doveroso e che alcune ricerche debbano essere proibite per legge?

IL FILM

Galileo Galilei, di Liliana Cavani (1968). Il film racconta la vita dello scienziato dall'incontro con Giordano Bruno a Venezia nel 1592, all'abiura nel 1633. Il film fu vietato ai minori di 18 anni probabilmente per la denuncia della violenza della Chiesa contro Galilei e la scienza. Nel 1992 Giovanni Paolo II ha riabilitato Galilei chiedendo ufficialmente scusa per le persecuzioni. La vita di Galilei è segnata dal contrasto tra la libertà di pensiero e la repressione violenta contro ogni innovazione della Controriforma.

DEVIAZIONI

L'attore Marco Paolini nello spettacolo teatrale intitolato ITIS Galileo, recitato per la prima volta il 25 aprile 2012 nel suggestivo scenario dei laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, situato sotto il Gran sasso, davanti a un pubblico di ricercatori e scienziati, ricostruisce la vicenda di Galilei, simbolo della scienza moderna, nella sua lotta per affermare una nuova visione del mondo. Ne emerge l'immagine di un uomo curioso e coraggioso, ma non privo, come tutti noi, di contraddizioni. L'opera si svolge come un lungo e intenso monologo con inserti in dialetto, momenti divertenti in cui viene coinvolto il pubblico, parti drammatiche e commoventi, letture di testi, brevi e argute digressioni sull'attualità. Non manca ovviamente la ricostruzione del contesto storico in cui sono vissuti tutti i personaggi citati.