arendt e il totalitarismo

... il senso della politica è la libertà ...

INTRODUZIONE

Il Novecento può essere considerato il secolo dei totalitarismi, ossia dell'instaurazione di regimi caratterizzati da una serie di elementi illiberali, quali la centralizzazione del potere nelle mani di singoli individui, l'uso sistematico della violenza come mezzo di repressione nei confronti degli oppositori politici, la soppressione della libertà di opinione e di espressione. 
Arendt sostiene che il totalitarismo si verifica quando le persone sono isolate l'una dall'altra. Un movimento politico allora emerge e offre una storia che pretende di spiegare alle persone le ragioni della loro infelicità. Questa storia diventa così potente da creare una narrazione travolgente con la quale le persone non possono essere in disaccordo. Il totalitarismo quindi si impadronisce delle menti delle persone e per estensione dell'intera società. Inoltre, con riferimento ad Aristotele, sostiene che esistono due parti di un essere umano: il suo essere biologico, o il corpo, e l'essere politico. I regimi totalitari hanno successo quando riducono le persone al loro corpo, spogliandole di ogni identità sociale e politica. La distruzione degli esseri umani in quanto attori politici consente l'assassinio di interi gruppi di persone senza provocare alcun clamore pubblico, proprio come accaduto in Europa durante la Seconda guerra mondiale.
Una comunità politica ben sviluppata è quella in cui si ascoltano in modo reciproco le idee politiche altrui e che coltiva una cultura del perdono per chi ha commesso errori. Sono necessari dialogo e scambio di idee. 

INGREDIENTI

CONTESTO
BIOGRAFIA
TOTALITARISMI
POLITICA
LOGICA
ARISTOTELE
ESISTENZIALISMO 

STRUMENTI

TESTI DI RIFERIMENTO: Le origini del totalitarismo, La banalità del male
MAPPE di sintesi
MANUALE: Il coraggio di pensare di Umberto Curi - Loescher
VIDEO: Operation Finale di Chris Weitz, Hannah Arendt di Margarethe von Trotta, The Eichmann Show di Paul Andrew Williams. 
Teoria della deindividuazione di Gustave Le Bon
Le regine della filosofia di Rebecca Buxton

SPIEGAZIONE

... noi siamo ancora vivi, questa è la nostra colpa ...
      Karl Jaspers

CONTAMINAZIONI

L'ESPERIMENTO DI MILGRAM: il potere dell'autorità
Nel 1961, proprio mentre in Israele veniva processato Eichmann, negli Stati Uniti, a Yale, lo psicologo Stanley Milgram ideava un esperimento per capire fino a che punto l'obbedienza all'autorità potesse indurre gli uomini a compiere azioni contrarie alle loro convinzioni etiche. Alcuni soggetti ponevano domande ad una "cavia" e quando questa dava una risposta sbagliata, somministravano scariche elettriche. I soggetti potevano sentire le urla di dolore quando azionavano la finta scossa e alcuni rifiutavano di continuare mentre altri andavano avanti a lungo. Lo studio analizzava la relazione fra la tendenza a obbedire agli ordini di un superiore, le convinzioni etiche e il senso di responsabilità per le proprie azioni. 
ESPERIMENTO DI STANFORD
Lo psicologo Philip Zimbardo riprese alcune idee dello studioso francese del comportamento sociale Gustave Le Bon; in particolare la teoria della deindividuazione, la quale sostiene che gli individui di un gruppo coeso tendono a perdere l'identità personale, la consapevolezza, il senso di responsabilità, alimentando la comparsa di impulsi antisociali. nel celebre esperimento del 1971, nel seminterrato dell'Istituto di psicologia dell'Università di Stanford, a Palo Alto, fu riprodotto in modo fedele l'ambiente di un carcere. Fu un esperimento psicologico volto a indagare il comportamento umano in una società in cui gli individui sono definiti soltanto dal gruppo di appartenenza. Esso prevedeva l'assegnazione, ai volontari che accettarono di parteciparvi, dei ruoli di guardie e prigionieri all'interno di un carcere simulato. I risultati ebbero dei risvolti così drammatici da indurre gli autori dello studio a sospendere la sperimentazione. 

IL TESTO

ISTRUZIONI

La memoria è il senso di responsabilità collettiva sono fondamentali per non ripetere le atrocità del passato.  Esiste una "colpa collettiva"? Può un intero popolo essere colpevole di un avvenimento storico, come il nazismo? Pensa ad atri esempi in cui potresti usare il concetto di colpa collettiva. Individua un evento del passato o del presente in cui sia possibile attribuire il concetto di responsabilità collettiva.

IL FILM

1961: il regista Leo Hurwitz, inserito nella lista nera del maccartismo, viene ingaggiato dal produttore Milton Fruchtman, per dirigere la trasmissione del processo al criminale nazista Adolf Eichmann. Dapprima osteggiata dalle autorità israeliane, poi accettata, la trasmissione del processo divenne un evento mondiale, che per alcuni giorni "gareggiò" con la trasmissione del giro spaziale di Yuri Gagarin e con la crisi della Baia dei Porci.
Tra produttore e regista non mancano le frizioni, soprattutto inerenti alle modalità di conduzione delle riprese: interessato alla figura di Eichmann, non capacitandosi di come possa rimanere imperturbabile di fronte alle terribile accuse e ai devastanti racconti dei sopravvissuti, Hurwitz indugia spesso sul primo piano del criminale nazista. Il processo cresce d'intensità e d'interesse mediatico (viene trasmesso quotidianamente in tutto il mondo, anche via radio) con il racconto dei testimoni, e infine con l'interrogatorio di Eichmann.
Negli anni sessanta, venne rintracciato e catturato Adolf Eichmann, criminale di guerra che sfuggì al processo di Norimberga e fece perdere le sue tracce in Argentina. Dopo la sua cattura venne processato e condannato a morte in Israele per genocidio e crimini contro l'umanità.