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guida alla scelta dell’università

Posted on Novembre 23, 2012 in IL LABORATORIO DIDATTICO

PROGETTO MATURANDO

GUIDA UNIVERSITA’ 

Un decalogo  per la scelta giusta

Decidere l’università in maniera consapevole. Le cose da tenere a mente per non fare passi falsi… di Ilenia Carlesimo
Informarsi su più fronti, valutando tutti i percorsi formativi per scegliere meglio quello che fa al caso nostro

Dis-orientati. Con il diploma in tasca e tanti dubbi nella testa. La maggior parte degli studenti, dopo la maturità, si sente così. Felice per il traguardo raggiunto ma confuso sul futuro. Scegliere “cosa fare da grandi”, infatti, non è semplice; perché bisogna prendere in considerazione molti fattori e, come in un gioco di equilibrio, trovare il giusto compromesso tra inclinazioni personali e prospettive occupazionali; in parole povere, tra sogni e realtà. Per farlo nel migliore dei modi, sembra banale ma è così, bisogna usare bene testa e cuore e non farsi prendere dall’ansia. Certo, scegliere il percorso giusto aiuta a terminare gli studi in meno tempo (secondo i dati AlmaLaurea ci si laurea oggi a 24 anni compiuti, a 26 anni del 2004), ma si può cambiare strada in qualsiasi momento rivalutando le decisioni prese. Quindi, con lucidità e tranquillità, è bene informarsi e analizzare più di un’alternativa (sia quelle legate alla proprie passioni che quelle con maggiori sbocchi lavorativi) fino ad arrivare alla scelta step by step, dandosi delle regole. Ecco una sorta di guida-decalogo per arrivare più convinti al momento della decisione.

Non decidono gli altri 
Prima di qualsiasi ragionamento e confronto, è bene capire che la scelta è del tutto personale. Genitori e insegnanti della scuola superiore possono dare ottimi consigli – perché conoscono carattere, inclinazioni e capacità dei propri figli/studenti – ma nessuno può scegliere al loro posto. Tantomeno possono farlo il caso o le mode del momento: un errore a cui stare attenti, infatti, è quello di trasformare l’iscrizione all’università in una scommessa, dove alla fine ci si iscrive a una facoltà solo perché in molti hanno scelto proprio quella.

Non solo università: valutare tutte le alternative 
Quella universitaria non è l’unica formazione possibile. Prima ancora di iniziare a pensare alla facoltà giusta, infatti, bisogna essere certi che l’università sia la scelta migliore (e non solo quella più scontata o quella che i genitori vorrebbero). Tanto più che negli ultimi anni le alternative alla laurea sono aumentate sia per qualità che per quantità: si passa dai conservatori alle accademie militari e artistiche fino alle scuole private di vario genere; alcune con percorsi di studio poco tradizionali ma molto specifici, come i laboratori orafi e per riparatori di orologi o le università della birra, del caffè e addirittura del bonsai.

Analisi di capacità e ambizioni personali 
Cosa so fare? Quali sono le materie che durante la scuola superiore mi hanno messo più in difficoltà? E il settore per cui invece mi sento più portato? Nella scelta della facoltà giusta, farsi queste domande è un passo necessario. Valutare con oggettività le proprie capacità e i propri limiti, infatti, permette di escludere a priori molte opzioni. Per questo molte facoltà, ma anche siti web autonomi dedicati all’orientamento, propongono test attitudinali e di autovalutazione che possono aiutare nel percorso di scelta.

Informarsi sul mondo del lavoro 
Sul web, ma anche periodicamente sui quotidiani, ci sono tutti i dati necessari per farsi un quadro generale del mondo del lavoro e capire quali sono gli studi che offrono maggiori possibilità di impiego una volta conseguito il titolo. Ma non basta. Bisogna anche informarsi sulle varie professioni e, se si ha un lavoro ideale, cercare di capire in cosa consiste nella realtà: quanto e dove si lavora, il titolo di studio richiesto, eventuali caratteristiche fisiche necessarie ecc. In questo caso, i consigli migliori e le informazioni più precise arrivano da chi quella professione la svolge quotidianamente.

Fare una lista di corsi ritenuti interessanti 
Una volta analizzate le proprie attitudini e il mondo del lavoro, è utile fare una lista delle facoltà (meglio se dei corsi di laurea) ritenuti interessanti e valutare di ciascuna alternativa sia i pro che i contro. In questa fase, inoltre, va analizzato anche il percorso formativo: durata, esami ed eventuali tirocini (in Italia e all’estero). A volte, infatti, si ha un lavoro ideale ma non si conoscono tutte le materie e le attività che fanno parte del corso di laurea (comprese quelle che potrebbero essere di ostacolo).

Con il numero chiuso, meglio giocare d’anticipo 
Scegliere frettolosamente non è la mossa giusta (se non si è sicuri si rischia di cambiare idea: uno studente su cinque interrompe gli studi o cambia nel corso o dopo il primo anno di università) ma neanche tentennare fino all’ultimo giorno disponibile va bene. L’ideale, infatti, è informarsi e decidere con largo anticipo. Sia perché ci sono atenei che pongono un limite al numero di nuovi studenti che si possono pre-iscrivere fino a esaurimento posti (e lo stesso discorso vale per gli istituti privati con un’offerta formativa alternativa alla laurea) sia perché sono aumentati i corsi che prevedono un test selettivo all’ingresso, a discrezione delle singole università, per garantire un più alto livello della didattica (per esempio, dal prossimo anno accademico, Ingegneria al Politecnico di Torino e tutti i corsi di studio del primo livello dell’università di Palermo). E poi ci sono i cinque corsi di laurea a numero chiuso determinato a livello nazionale: Architettura, Medicina, Odontoiatria, Medicina veterinaria e Professioni sanitarie (con i corsi per i futuri infermieri, fisioterapisti, ostetrici, logopedisti, ecc.). Per tutti gli studenti interessati a questi corsi, i consigli sono due: studiare il più possibile per il test e pensare a una seconda alternativa su cui ripiegare in caso di esito negativo della prova.

Facebook, Twitter, forum di studenti. 
Parola d’ordine: informarsi Non solo siti web istituzionali. Quando si raccolgono le informazioni su un corso o un ateneo, è utile percorrere anche vie meno ufficiali. Sui social network, da Facebook a Twitter, così come sui forum on-line fino ai siti delle associazioni studentesche, è possibile recuperare contributi e testimonianze importanti, soprattutto se si riesce a parlare con chi in passato ha già scelto un corso simile a quello che si vorrebbe seguire.

Guardare al futuro 
Dalla scelta dell’università dipende parte del futuro. Anche per questo, una variabile da tenere in considerazione è l’eventuale prosecuzione degli studi. A quali lauree magistrali dà accesso il corso a cui vorrei iscrivermi? Il titolo che conseguirò abilita già a una professione o è solo il primo passo di un lungo percorso? Ci sono master, dottorati e corsi di perfezionamento affini? Anche se sembrano questioni molto lontane nel tempo, sono domande che è bene porsi.

Fare due conti
Studiare costa. Certo, chi risponde ai requisiti richiesti può usufruire delle borse di studio, ma le spese sono comunque molte: dall’iscrizione ai libri di testo, dai trasporti all’eventuale soggiorno in una città diversa dalla propria. Per questo motivo uno step necessario è “fare due conti”: insieme alla famiglia, capire il budget a disposizione e poi fare un elenco delle eventuali spese, in modo da stabilire se trasferirsi in un’altra città o studiare in un’università privata sia possibile o meno.

Scegliere l’ateneo 
Nella scelta dell’ateneo, la prima variabile da considerare è il luogo. Se chi vive in grandi città come Roma, Milano e Bologna ha a disposizione molte alternative, non sempre lo stesso vale per chi vive i n provincia o in piccole città senza università. In più, non sempre l’ateneo del luogo ha il corso a cui ci si vorrebbe iscrivere. Trovati quelli che hanno l’offerta più simile alle proprie inclinazioni, va fatta un’attenta analisi, cercando informazioni sul sito ufficiale o prenotando un colloquio personale con il centro di orientamento. In generale, gli elementi da considerare sono: il contenuto del corso di laurea e il piano di studi (alcuni corsi sembrano simili ma in realtà hanno un contenuto molto diverso) e le strutture e i servizi a disposizione (mense, laboratori, sale studio molto utili ai pendolari, postazioni informatiche, possibilità di stage e tirocini, programmi di scambio internazionale e attività ricreative.

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Guida Università 2012-2013 –  La Repubblica (http://temi.repubblica.it/guide-universita-2012/)

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