didattica modulare, sportelli didattici e tutor: la flessibilità scolastica

Didattica modulare

Il concetto di modularità rimanda all’idea di ritmo, di armonia e quello di modulo al “segmento” significativo, indipendente, osservabile di un sistema o di una disciplina, dotato di funzione ben precisa, interfacce osservabili e misurabili, risorse associate (come il tempo di realizzazione) ben definite.

Nella didattica l’approccio modulare permette di organizzare il lavoro in modo ordinato e relativamente razionale e di comunicare con i soggetti coinvolti in modo chiaro e inequivocabile, e perciò permette di definire un contratto formativo preciso in base al quale effettuare una verifica che escluda “ricatti morali”.

La didattica modulare richiede un notevole sforzo iniziale, perché necessita di una riflessione approfondita sui nuclei fondanti della disciplina, sul tipo di utenza alla quale ci si rivolge, sugli obiettivi formativi realisticamente perseguibili, sulle risorse di cui si dispone – in primis il tempo –, sugli imprevisti possibili, sui metodi e i criteri di valutazione, sulla messa a punto delle prove da somministrare, sulla valutazione e validazione delle prove di verifica.

L’approccio modulare però permette di aumentare la flessibilità, l’intercambiabilità e la riusabilità e di standardizzare molti strumenti, come le prove di verifica, permette ancora di riutilizzare semilavorati e sussidi e quindi di recuperare il tempo investito inizialmente. A questo riguardo, ricordiamo che la nostra scuola sta lavorando per uniformare gli strumenti di lavoro, come i libri di testo. Sulla base dell’esperienza maturata quest’anno si è deciso di estendere l’approccio modulare e i criteri di verifica e valutazione a tutte le classi. Il modello prevede che al termine di ogni modulo gli studenti siano sottoposti a verifica: quelli che raggiungono la sufficienza fanno un periodo di potenziamento, quelli che non superano la verifica, dopo un breve periodo di recupero, devono sostenere una seconda prova equivalente alla prima. Alla fine del trimestre ogni studente, materia per materia, viene valutato effettuando la media dei migliori voti riportati nei diversi moduli svolti nel periodo di riferimento. Nei periodi successivi ogni studente può sanare situazioni debitorie pregresse. Alla fine dell’anno ogni studente dovrebbe avere raggiunto almeno la sufficienza in tutti i moduli programmati e il voto finale è dato dalla media dei migliori voti riportati nei diversi moduli.

Sportello didattico

Lo sportello didattico ribalta il tradizionale rapporto docente/discente. Esso prevede che il docente si metta veramente a disposizione e a servizio del singolo studente, tenendo conto delle sue esigenze, dei suoi stili e dei suoi ritmi di apprendimento.

Il docente che fa sportello non insegna, ma svolge innanzitutto le funzioni del tutor: ascoltare, chiarire, suscitare consapevolezza, orientare, motivare, sostenere, controllare, aiutare a ristrutturare conoscenze, accompagnare.

Tutor

Se molte cause dell’insuccesso scolastico e della dispersione sono da ricondurre alla lacerazione e alla frammentazione che caratterizzano la trama delle relazioni interpersonali nel nostro tempo, allora il tutor è il maggiore facilitatore delle relazioni che si instaurano all’interno della classe. Il tutor deve essere un docente con particolari qualità e passione.