la buona scuola

Posted on Novembre 12, 2014 in [email protected]

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  PIANO PER LA SCUOLA – SETTEMBRE 2014 di Domenico Nucci

Il documento è costituito da un indice a cui segue una sintesi dei sei capitoli in esso indicato.

Seguono in dettaglio i singoli capitoli

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CAPITOLO 1 : ASSUMERE TUTTI I DOCENTI DI CUI LA BUONA SCUOLA HA BISOGNO

  • 150.000 assunzioni a settembre 2015
  • Nuovo concorso  ( sempre   settembre 2015)  per  40.000 abilitati
  • Analisi dei compiti affidati   ai nuovi docenti
  • Sintesi, a  p. 37, del  I capitolo

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CAPITOLO 2 : LE NUOVE OPPORTUNITA’ PER TUTTI I DOCENTI. FORMAZIONE E CARRIERA NELLA BUONA SCUOLA

IL PROFILO PROFESSIONALE DEI DOCENTI E LA DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE

– nell’arco di tre mesi una commissione di esperti definisce il “Quadro italiano delle competenze dei docenti nei diversi stadi della carriera”

LA NUOVA FORMAZIONE DEI DOCENTI

-la formazione diventa obbligatoria e assicura crediti formativi (C. F.) legati alle possibilità di carriera e alle possibilità del conferimento di incarichi organizzativi (capitolo 3)

-la formazione non è calata dall’alto, ma definita a livello di Istituto.

– si prendono le distanze da approcci di tipo “teorico” ( le modalità tradizionali) e si opta per un approccio di “formazione esperenziale tra colleghi”, attraverso reti di formazione permanente.

-si indicano quattro criteri fondamentali della formazione: A) il ruolo centrale dei docenti B) la valorizzazione delle associazioni professionali dei docenti C) l’istituzione di reti di scuole e di poli regionali D) la centralità (“cruciale”), all’interno delle singole scuole degli “innovatori naturali”, premiati con una quota dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa e valutati annualmente sulla base dell’innovazione didattica e delle capacità di miglioramento.

-si stabilisce che le reti di scuole siano “inclusive” (ogni scuola è collocata all’’interno di una rete) e “trasversali” ( in ciascuna rete sono presenti scuole di ogni ciclo).

-si sottolinea la necessita della formazione dei docenti al digitale.

-si istituisce la figura di un “docente di riferimento” per ogni rete di scuole, identificato dalle stesse reti.

LA CARRIERA DEI DOCENTI

  • Al criterio attuale  dell’anzianità si sostituisce  il criterio del merito

IL NUOVO STATUS GIURIDICO DEI DOCENTI : SI ANALIZZANO LA FUNZIONE DOCENTE, IL TRATTAMENTO ECONOMICO, LA PROGRESSIONE DI CARRIERA, LA MOBILITA’

LA FUNZIONE DOCENTE

-La funzione docente è individuata da tre elementi: A) le attività individuali, B) le attività collegiali C) le attività di formazione

– in riferimento alle attività individuali si introduce il sistema delle “banche ore”: la “restituzione” delle ore di “sospensione didattica”   deliberate dal Consiglio di Istituto in base all’autonomia. Si calcola un ammontare di circa 8-10 ore per docente.

-si introduce il sistema dei crediti distinti in “crediti didattici” (legati all’insegnamento in classe, al miglioramento degli alunni); “crediti formativi” ( legati alla formazione in servizio, alla ricerca didattica e alla produzione scientifica); crediti professionali ( legati all’organizzazione e al miglioramento del funzionamento della scuola : le attività, ad esempio, dei coordinatori didattici)

-tali crediti devono essere “documentabili, valutabili, certificabili” ed hanno un “peso diverso”

-tali crediti sono valutati dal Nucleo di Valutazione della Scuola, a cui partecipa   (capitolo 3) anche un membro esterno

-tali crediti costituiscono il “credito curricolare” dei docenti e il loro “portfolio”. Sono immessi in un registro pubblico a cui possono attingere i Dirigenti (capitolo 3: evidentemente per l’organico funzionale)

IL TRATTAMENTO ECONOMICO

-lo stipendio base sarà integrato in due modi:

  1. A) un primo modo “strutturale e stabile” con scatti (i cosiddetti “scatti di competenza”) ogni tre anni. Scatti legati all’impegno e alla qualità del lavoro.
  2. B) un secondo modo “accessorio e variabile”, in base alla retribuzione per attività aggiuntive: progetti legati alle funzione obiettivo o per competenze specifiche (BES =Bisogni Educativi Speciali; valutazione POF, orientamento, innovazione tecnologica). La retribuzione accessoria per le attività aggiuntive è a carico del MOF (fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (capitolo 6).

Scatti di competenza

-Gli scatti di competenza sono determinati in base ai crediti didattici, professionali, formativi: ogni 3 anni i 2/3 (66%) dei docenti di ogni scuola o di ogni rete di scuola avranno diritto a uno scatto di retribuzione.

-il valore dello scatto sarà lo stesso (ma si potrebbero individuare tre fasce di merito in funzione del punteggio ottenuto).

-Il valore dello scatto (senza modulazione di tre fasce) è stimato paria 60 euro.

-Attualmente dopo 9 anni tutti percepiscono 140 euro, con il nuovo sistema, dopo nove anni, i due terzi dei docenti percepirebbero 180 euro .

-il massimo degli scatti maturabili è di 12 scatti.

-a fine carriera un docente bravo potrebbe guadagnare 9000 euro in più.

-gli scatti vengono calcolati a partire da settembre 2015

-il primo scatto sarò retribuito alla fine del 2018

-chi entra in ruolo nel 2016 matura il primo scatto nel 2021

LA TRANSIZIONE AL NUOVO SISTEMA:

-per i docenti con 33 anni di servizio o con meno di tre anni al pensionamento si attua il sistema vigente

-per i docenti immessi in ruolo dopo l’entrata in vigore del piano, si riconoscono gli scatti stipendiali maturati fino al 1 settembre 2015, e si applica poi il nuovo sistema

-per i docenti che si trovano nelle diverse classi stipendiali si applica fino al 1 settembre 2015 il sistema previgente e dopo il nuovo sistema

LA FIGURA DEL DOCENTE   MENTOR

-Le sue funzioni: segue la valutazione, coordina la formazione dei docenti, attua la formazione dei colleghi, segue i tirocinanti, aiuta il dirigente nella valorizzazione delle risorse umane

-è scelto dal Nucleo di Valutazione Interno fra quei docenti che per tre trienni consecutivi hanno avuto uno scatto di competenza

-rimane in carica tre anni e può essere riconfermato

-è retribuito, come tutti i docenti, in base agli scatti di competenza e riceve in più una “indennità di posizione”

-in via transitoria, nei primi tre anni di attuazione del piano, è scelto dal Nucleo di valutazione in base ad una prima documentazione dei crediti e in base al portfolio, dopo sei anni è scelto fra i docenti che hanno raggiunto due scatti stipendiali.

LA MOBILITA’

Si individuano due tipi   di mobilità:

  • una mobilità “geografica”, ricondotta al fatto che il criterio di riferimento per il calcolo del 66% è la singola scuola (o la rete di scuole ): in base a tale criterio si spera, infatti, che i docenti più bravi, per ottenere più facilmente gli scatti di competenze, saranno indotti a trasferirsi   nelle scuole dove la media dei crediti maturati dai docenti è più bassa. In scuole cioè didatticamente più deboli che, nelle speranze dei riformatori, potranno così migliorare il loro livello.
  • una mobilità professionale legata al passaggio cattedra – organico funzionale. Senza però intendere le due posizioni come “compartimenti stagno”: tutti i docenti potranno cioè assumere le due diverse posizioni maturando, in questo modo, esperienza e professionalità

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CAPITOLO 3: LA VERA AUTONOMIA: VALUTAZIONE, TRASPARENZA, APERTURA, BUROCRAZIA ZERO

Prima sintesi: p. 62-64

Autonomia e valutazione:

-necessità di responsabilità (da parte della scuola e dei docenti ) e conseguentemente necessità di na valutazione

Autonomia e organico funzionale:

-i curricola dei docenti saranno resi fruibili, per selezionare da parte della scuola (Dirigente?) i docenti dell’organico funzionale e per la mobilità di tutti i docenti

Autonomia e governance:

-i dirigenti saranno messi in condizione di determinare più efficacemente le dinamiche interne della scuola, inclusa la scelta educativa

-i dirigenti sceglieranno i docenti che coordinano le attività di innovazione didattica, la valutazione, l’orientamento e potranno premiarne, anche economicamente, l’impegno.

Autonomia e organi collegiali:

-gli organi collegiali saranno rivisitati all’insegna della “semplicità , razionalizzazione, semplificazione”, saranno resi “aperti, agili, efficaci”.

Autonomia e mondo esterno:

-tentativo di coinvolgere pubblico e privato per un accesso “più capillare e diffuso a internet”.

-tentativo di collegare scuola e territorio: la scuola come punto di incontro , oltre l’orario curricolare, per tutti i membri della comunità territoriale. La scuola come “centro di riscatto e protagonismo civile”.

Sviluppo   delle pagine 62-64

Autonomia e valutazione

-si precisa che per valutazione non si intende una competizione fra le scuole, ma un aiuto a crescere: l’intento non è quello di premiare le scuole migliori, ma quello di premiare le scuole che si impegnano di più a migliorarsi.

-si fa riferimento al SNV (Sistema Nazionale di Valutazione) previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 80 2013 e reso operativo il prossimo anno scolastico.

Strumenti per sostenere il miglioramento delle scuole:

-si parla di uno “strumento di autovalutazione” con indicatori su “contesto e risorse, esiti e processi delle scuole”:

a- ambienti di apprendimento b- aperture verso il territorio c- pratiche educative e didattiche d- livello e qualità degli apprendimenti e- elementi socio-economici di contesto f- informazioni per capire, per esempio, se l’apprendimento degli studenti incide sulle scelte di proseguire gli studi e sulle chance di trovare lavoro g- criteri di verifica per stabilire se i risultati dell’apprendimento sono equi fra le classi e dentro le classi (nessun alunno deve essere abbandonato a se stesso)

-la valutazione riguarderà anche le scuole paritarie e sarà pubblicata su Scuola in chiaro 2.0

-il ruolo degli ispettori: concorrono alla realizzazione delle finalità di istruzione e formazione e agli obiettivi del SNV, coordinano i nuclei di valutazione esterni alle scuole

-“Il rapporto e il piano di miglioramento” saranno pubblicati in formato elettronico

-l’obiettivo dello “strumento di autovalutazione” è quello di dare ad ogni scuola un “cruscotto” comune di riferimento per individuare punti di forza e debolezza, e così sviluppare un piano triennale di miglioramento ( con al centro i risultati degli studenti, il loro apprendimento e successo formativo).

-il piano triennale del miglioramento è legato, in parte, al finanziamento per l’offerta formativa (MOF) Vedi capitolo 6

-il livello di miglioramento incide sulla retribuzione dei dirigenti

TRASPARENZA

-Il pieno accesso ai dati sulle scuole come base dell’autonomia scolastica

-i dati saranno messi a disposizione di tutti attraverso la piattaforma “scuola in chiaro 2.0”, già in fase di sperimentazione

-a partire dal 2015 saranno pubblicati : A) flussi di dati sull’organizzazione delle scuole (organici, edilizia ecc.) B) i rapporti di autovalutazione di ogni scuola (costruiti su format e indicatori comuni) e i relativi piani di miglioramento C) i bilanci, D) i progetti E) i rapporti scuola e territorio

Il registro nazionale dei docenti della scuola

-Dall’anno scolastico 2015-2016 sarà realizzato il Registro Nazionale dei Docenti della Scuola

-Offrirà informazioni sulla professionalità (portfolio ragionato) di amministrativi, docenti, dirigenti

-dal prossimo anno la sezione del registro relativa ai docenti servirà per reclutare docenti per l’organico funzionale con relativa mobilità da posti su cattedra a posti come organico dell’autonomia, anche tra scuole diverse

-al fine di migliorare la qualità dell’insegnamento i dirigenti, consultati gli organi collegiali, potranno chiamare insegnanti con curricola adeguati alla realizzazione dell’autonomia e della flessibilità nelle loro scuole p. 68.

La buona governance

-saranno meglio definiti i profili dei dirigenti rafforzando oltre alle competenze gestionali

-Le competenze professionali connesse alla promozione della didattica e della qualificazione dell’offerta formativa

-la selezione dei dirigenti avverrà attraverso il Corso-Concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

-la figura dell’ispettore

-la figura del docente mentor: seguirà anzitutto la formazione tra pari e la supervisione dei tirocinanti(capitolo 1); sarà uno dei membri dei nuclei di valutazione delle scuole

-il ruolo del Consiglio di Istituto (indirizzo generale)

-il ruolo del Collegio Docenti (la didattica)

-il ruolo del Dirigente (gestione generale e realizzazione del progetto di miglioramento definito sulla base della valutazione)

– i nuovo organi collegiali: il Consiglio dell’istituzione scolastica; il dirigente scolastico; il consiglio dei docenti; il nucleo di valutazione.

SBLOCCA SCUOLA

-la semplificazione: individuare le 100 misure più fastidiose e inutile, e abrogarle tutte insieme

-si prevede, entro un anno, un Nuovo Testo Unico sulla scuola semplificato rispetto all’ultimo del 1994

LO SVILUPPO DIGITALE

-limitare le tecnologie “pesanti” (LIM) , per una tecnologia leggera e flessibile, non “costrittiva”

-Edilizia scolastica

-garantire ad ogni scuola l’uso di una banda larga veloce WI-fI programmabile per classe

-favorire in ogni scuola l’uso di dispositivi mobili per la didattica secondo la modalità Bring Your own Devices (BYOD)

-collegare le scuole di piccoli centri

-ridurre i costi delle famiglie connessi all’editoria, perché le famiglie possano acquistare dispositivi mobili

APERTURA OLTRE L’ORARIO CURRICOLARE

-coinvolgere associazioni locali culturali

-sfruttare l’esperienza e il sostegno del Forum Nazionale Scuole Aperte, struttura creata da ANCI e Vita

-scuola inclusiva dei disabili

EFFICIENZA E DIGITALIZZAZIONE

-fare circolare datti e informazione

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CAPITOLO 4: RIPENSARE CIO’ CHE SI IMPARA A SCUOLA

Si prospetta l’introduzione di nuove   discipline:

mus

-la musica

-la storia dell’arte

-l’educazione motoria e lo sport

-le lingue straniere, fin dall’infanzia, con potenziamento del metodo CLIL (content and language integrated learning) e con il raggiungimento di apprendimenti di livello B2, almeno per l’inglese

dig

-le competenze digitali: l’introduzione del Coding ( la programmazione) nella scuola italiana. In proposito dall’autunno si prevede l’introduzione, dopo Stati Uniti e Inghilterra, si prevede l’iniziativa del Code. Org. L’obiettivo è l’applicazione da parte degli alunni della logica del paradigma informatico alla soluzione di problemi complessi ( dal prossimo anno sarà attuato un programma per Digital Makers).

-le discipline economiche : l’economia deve essere una disciplina accessibile a tutte le scuole si secondo grado

IL CURRICOLO DI ISTITUTO E L’AUTONOMIA SCOLASTICA

-La scuola deve modulare la propria offerta formativa facendo attenzione al territorio e attuando così i “curricoli di Istituto”, secondo i criteri già i vigore dell’autonomia. Una tale offerta formativa rimane inattuata nei fatti per carenze e rigidità dell’organico, e per mancanza di risorse.

-il nuovo Piano si propone di ovviare a tali carenza potenziando le attività integrative e facoltative, grazie ad un organico funzionale rafforzato (capitolo 1); ad una maggiore mobilità dei docenti (capitolo 2); ad una nuova organizzazione e gestione collegiale della scuola (capitolo 3); a risorse certa per l’offerta formativa (capitolo 6).

– in particolare la creazione di organici funzionali offrirà uno strumento di integrazione tra le scuole:

integrazione orizzontale (tra le reti di scuole che condividono i docenti dell’organico funzionale)

integrazione verticale (parte dei docenti dell’organico funzionale potrà essere utilizzata per le problematiche connesse agli snodi di passaggio: scuola dell’infanzia-scuola elementare; scuola media –scuola superiore)

SCUOLA, DISOCCUPAZIONE E LAVORO

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CAPITOLO 5: FONDATA SUL LAVORO

  • Si sottolinea  la necessità di raccordare scuola e lavoro,  puntando  sulle  richieste di professionalità  che vengono  dal mondo del lavoro, come  soluzione al problema della disoccupazione giovanile.
  • Si sottolinea  la necessità di unire il sapere  al saper fare (i laboratori)
  • Si punta ad una alternanza scuola-lavoro per  una via italiana  al sistema  duale, secondo 4  criteri:
  1. L’alternanza obbligatoria scuola-lavoro (ASL)
  2. L’impresa  didattica: la possibilità, per  gli Istituti di Istruzione Superiore e gli Istituti di Formazione Professionale, di commercializzare beni e servizi da  essi prodotti, investendo il ricavato nella attività didattica
  3. Bottega scuola: l’inserimento degli alunni in contesti imprenditoriali legati all’artigianato: i “mestieri d’arte”
  4. L’apprendistato sperimentale: la diffusione del programma sperimentale  di apprendistato lanciato nel 2014 in attuazione dell’articolo 8bis del d. l. 104/2013
  • Per rendere possibili tali criteri occorre:
  1. Dare maggiori risorse  agli Istituti Tecnici e Professionali
  2. Coinvolgere le aziende per una formazione congiunta scuola-lavoro
  3. Sviluppare una rete di accordi bilaterali con associazioni professionali, pubbliche amministrazioni, terzo settore
  4. Puntare allo strumento Erasmus+ per  l’alternanza scuola-lavoro
  5. potenziare i laboratori di tutte  le scuole secondarie superiori

FARE RETE PER IL LAVORO

-fare rete per il lavoro significa aggregare ai progetti di formazione congiunta tutti gli attori rilevanti del territorio attraverso i seguenti strumenti:

  • Poli tecnico-professionali
  • Istituti Tecnici Superiori (ITS)
  • Formazione professionale
  • Mappatura della domanda di competenze del nostro sistema Paese

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CAPITOLO 6: LE RISORSE PER LA BUONA SCUOLA, PUBBLICHE E PRIVATE.

  1. a) vincolare gli investimenti al miglioramento degli istituti
  2. b) impedire che le risorse pubbliche destinate all’offerta formativa vengano dirottate su altri capitoli di spesa
  3. c) attrarre risorse private

LE RISORSE PUBBLICHE

  • Necessità di risorse più ingenti  e più certe
  • Potenziamento del MOF (Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Vedi  sua descrizione p. 120)
  • Utilizzo per la distribuzione delle risorse del Fondo di criteri non quantitativi (numero studenti e organico), ma quantitativi (produzione di materiali)
  • Due metodi innovativi per utilizzare una pecentuale  delle risorse  del Fondo:
  1. Primo metodo: una percentuale del Fondo (10%) sarà nella piena  disponibilità dei dirigenti per  remunerare i docenti per  attività gestionali e didattiche
  2. Secondo metodo: una  seconda  percentuale (inizialmente il 5%) sarà destinata al bilancio partecipato (con la partecipazione di  studenti e rappresentanti dei genitori)

-tutte le altre risorse disponibili ( a partire dai Fondi Strutturali destinati all’Istruzione) saranno destinate alle finalità indicate nei capitoli 4 e 5

-fra le risorse viene indicato il PON Istruzione : il programma nazionale di utilizzo delle risorse europee (il programma ha in dotazione 3 miliardi per sette anni. Di questi 800 saranno utilizzati per attività di didattiche aggiuntive dal 2014 al 2020

LE RISORSE PRIVATE

-La scuola è intesa   come un investimento collettivo a cui partecipano anche i privati

– l’investimento privato sarà attirato attraverso i seguenti strumenti:

  1. a) School Bonus : si tratta di un bonus fiscale
  2. b) School Guarantee: premia l’investimento nella scuola che crea occupazione giovanile
  3. c) Crowfunding: micro-finanziamenti che coinvolgono tutti i cittadini. Ad esso è associato il matching fund (il governo per ogni euro di finanziamento dei cittadini ne aggiunge uno o due)

La buona scuola di Renzi

CONSULTAZIONE E DIBATTITO.

-il dibattito durerà fino a novembre

-una parte del dibattito e della mobilitazione avverrà dal vivo

-ogni settimana sarà proposta una discussione su una o più proposte chiave del rapporto

-sarà distribuito il   kit “La buona scuola”, per strutturare il dibattito dentro le scuole

-saranno coinvolti i rappresentanti delle Consulte Nazionali

-si chiederà a tutti gli organi collegiali di discutere il Rapporto

-saranno coinvolti i mondi vicini alla scuola

– saranno distribuiti formati condivisi per pubblicare eventuali dibattiti

-una parte della consultazione si svolgerà sul sito www. Labuonascuola.gov.it

-si propone un Co-design: condivisione e partecipazione di tutti (ad esempio con la stesura in comune del “Manuale della scuola aperta”

buona-scuola

 Per partecipare al grande dibattito diffuso >> http://labuonascuola.gov.it/

ius soli

Posted on Maggio 14, 2014 in [email protected]

MeglIUS SOLI

Vignetta di GAVA

“18 IUS Soli è nato due anni fa quando ho scoperto, sfortunatamente, che i figli nati da migranti in Italia non sono riconosciuti come cittadini. Mi son detto: com’è possibile? Tutti i bambini che conosco che hanno un colore della pelle diverso, di genitori africani, sudamericani e asiatici… pensavo fossero tutti cittadini italiani.
I bambini nati da migranti in Italia sono tanti, circa 900.000 e non sono cittadini italiani. Devono aspettare il 18° anno di età per chiedere la cittadinanza italiana, e qualche volta non viene concessa. Questo li lascia con l’opzione di andare in giro col permesso di soggiorno come se fossero arrivati in Italia un mese fa.” Fred Kuwornu

18 IUS SOLI (Il diritto di essere Italiani) Italia 2012 di Fred Kuwornu from StruggleFilmworks on Vimeo.

Lo ius soli (in latino “diritto del suolo”) è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza come conseguenza del fatto giuridico di essere nati nel territorio dello Stato, qualunque sia la cittadinanza posseduta dai genitori.

Si contrappone allo ius sanguinis (“diritto del sangue”), che indica invece l’acquisizione di una cittadinanza come conseguenza della nascita da un genitore in possesso di quella cittadinanza.


18 IUS SOLI TRAILER“18 IUS SOLI” (54’) è il primo documentario grass-roots italiano ad affrontare il tema del diritto di cittadinanza per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati. Vincitore del Premio Mutti, diretto dal regista bolognese Fred Kuwornu in collaborazione con : l’Associazione Amici di Giana, la Cineteca di Bologna, Officina Cinema Sud-Est, Provincia di Roma, Anolf Giovani di Seconda Generazione, Regione Emilia-Romagna, ed altre Associazioni , racconta con il linguaggio della docu-fiction la storia di alcuni “nuovi Italiani” , ma al tempo stesso promuove il dibattito legislativo e culturale sul diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia sebbene da genitori immigrati.
Al film documentario è affiancata una imminente campagna di comunicazione sociale ed un social network di cui fanno parte le maggiori associazioni, enti, fondazioni, think tank che si stanno impegnando a portare anche in Italia il concetto ormai presente in alcuni Paesi del mondo di Ius Soli temperato, per cui si diventa cittadini italiani, dopo un ciclo scolastico sostenuto nel nostro Paese.
“18 Ius Soli” è basato su 18 interviste, condotte in tutt’Italia, e racconta storie reali di ragazze e ragazzi tra i 18 e 22 anni di Seconda Generazione che hanno come minimo comune denominatore il problema del non aver ancora ottenuto la cittadinanza italiana per i più svariati motivi.

Per ulteriori info visita i siti web www.18-ius-soli.com e www.ius-soli.org o guarda il trailer su YouTube .

Un milione di minorenni figli di genitori stranieri sono residenti in Italia, circa 650 mila sono nati nel nostro Paese ma la legge 91 del 1992 non riconosce loro lo la cittadinanza per lo ius soli. Loro devono richiedere il riconoscimento della cittadinanza compiuti i diciotto anni attraverso un complicato e costoso iter burocratico, fino ad allora devono rinnovare il permesso di soggiorno assieme ai genitori. Se dovesse esserci un qualsiasi intoppo, rischierebbero di essere espatriati in un paese sconosciuto, nonostante parlino italiano e vivano esattamente come i propri coetanei con genitori italiani. Ecco le seconde generazioni di migranti.


Ius soli: storie di italiani in tutto e per tutto. Tranne che per la legge. Fanpage

Con seconda generazione, per lo più in forma plurale (seconde generazioni), si è soliti intendere nell’ambito delle scienze e delle politiche sociali la generazione costituita dai figli di immigrati. Unfocus sulle cosiddette Seconde Generazioni, ragazzi nati in Italia, figli di immigrati: studiano nel nostro Paese, parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d’origine dei loro genitori né – spesso – ne parlano la lingua. Eppure non sono riconosciuti cittadini italiani come tutti gli altri. Per ottenere la Cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi – al compimento del 18° anno di età – ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente, con conseguenti e inevitabili gravi problemi di inserimento sociale e di identità.
L’iniziativa si propone di amplificare l’informazione su una contraddizione politica e sociale e insistere sulla necessità di una riforma della legge sulla Cittadinanza n. 91/1992 per eliminare una ingiusta disuguaglianza tra cittadini italiani. Sono ad oggi, infatti, circa 530.000 gli immigrati di seconda generazione che vivono tale disagio, un fenomeno destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni, dato che le nuove nascite si attestano su circa 50.000 l’anno. E’ una questione di civiltà; come nel resto di gran parte d’Europa, è ormai il caso di adottare anche in Italia il concetto giuridico dello “ius soli”, in sostituzione di quello superato dello “ius sanguinis”.

Reconstructing for the first time an important piece of African American history and placing it within the context of Civil Rights history, INSIDE BUFFALO, an award winning feature film, Best Documentary at Black International Cinema Berlin ,tells the story of the 92nd Buffalo Division, the all African American segregated combat unit that fought with outstanding heroism in Italy during the Second World War.
They were called “Buffalo Soldiers,” these men fought two wars at the same time, one against the Nazis, the other against racial discrimination. and those who survived found that their contributions went unnoticed upon their return to United Stated of America.


“INSIDE BUFFALO”