canetti, magris e krugman: ma chi sono questi qui?

di Raffaele Trito Zopox

pussia600Io commissario… è non è uno stato di polizia.
Diciannove giugno duemilatredici, così si scrive sui verbali, così avremo stampato nella mente per tutta la nostra vita questo giorno indimenticabile. Novità assolute, ministro in “carrozza” scuola senza rotelle. il plico non viene più in compagnia dei pennacchi con la divisa fatta di bottoni argentei e pantaloni strisciati. No. Adesso è tutto telematico. Mentre attendiamo l’arrivo nell’unica sala dove è permesso l’utilizzo di “apparecchiature elettroniche e compatibili con reti wireless” (dicitura della circolare ministeriale), ci si scambia quattro chiacchiere e il più classico del “tototitoli”.
Il nostro presidente ha deciso che per la trasparenza e per la partecipazione nel processo “maturante” ci saranno due ragazzi. Uno di origini albanesi, da quattro anni in Italia, l’altra una di quelle che noi riteniamo (a buon motivo) un’eccellenza. “Montale, il classico e perenne Montale” esordisce la collega di lettere; Armand, il ragazzo dell’oltrepuglia, manco sa di chi si tratta, ma stringe i denti in un sorriso più che finto: “Prusò andrà tutto bene, ho studiato” con la sua “r” tamburellante sotto al palato che a sentirlo ti viene voglia di viaggiare. Quasi tutti indicano una possibile traccia. Ci sono i supersicuri, quelli che già sanno perché hanno amici al ministero; quelli che sono convinti perché il 47 non esce da almeno 15 anni e quindi tocca venire al gioco… quelli che dicono sempre l’ultima stronzata che hanno sentito mezz’ora prima al telegiornale dandola per notizia d’attualità; i clerical-chierichetti che per opera e virtù sono certi si tratterà di una lettera al Papa (nuovo o vecchio non importa, purché sia vestito di bianco). Ma i peggiori sono quelli smaniosi: toccano e aggiornano la pagina del computer per evitare un ipotetico blocco globale degli hacker che sicuramente non hanno di meglio da fare che disturbare le operazioni di un esame di stato, quelli che smanettano pur non capendo una cippaleppa di computer, quelli che restano lì, come se leggere per primi desse maggior fasto alla propria incompetenza.
Ancora ipotesi, ancora chiacchiere ed ecco che l’icona che avvisa della ricezione dà segnali di fumo. Sì, di fumo, perché appena il presidente lancia la prima occhiata si gira ci guarda è ci avverte del parto andato a male: “E’ malato, ‘o criaturo nunn’è bbuono”. Non ascoltiamo nemmeno una parola. Armand sorride perché non ha capito niente. La ragazza si sta mangiando la foglia, e a guardar la sua faccia, deve essere una esperienza da dimenticare. Fa smorfie e comincia a mangiarsi le labbra.
“lo sapevo, l’avevo detto io, Montale non poteva mancare”… Poi la parte più strana: Zingales, Krugman, Canetti e Magris….. Ma chi sò? Una scuola che non riesce a finire i programmi di storia, che non arriva oltre la firma della Costituzione, come fa a chiedere di Moro? Armand, il solito, dice: moro?” Prusò, io moro se non vengo promoso…” lui le “s” le mangia. Lei, la ragazza invece, le labbra. Noi ci guardiamo attorno, morti di vergogna perché non abbiamo il coraggio di dire che non conosciamo quasi nessuno di questi personaggi.
In fondo siamo il popolo della rete. Sì, ci siamo dentro fino al collo nella rete. Siamo pesci. No, no: pesci a brodo. Siamo troppo maturi, marci, siamo ammuffiti. La scuola italiana puzza di chiuso e per fortuna che il ministro precedente si chiamava profumo, stavolta con il nuovo ministro siamo in carrozza. Mi piacciono i fiori e non voglio fare il fiorista!