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bioetica

Posted on Ottobre 17, 2019 in filosofia

Per ETICA si intende quel ramo della filosofia 
che analizza il comportamento ritenuto corretto, 
il modo di pensare e dei valori giusti che si 
dovrebbero seguire in qualsiasi circostanza. 
Il focus dell’etica è senza dubbio lo studio di norme 
che l’individuo dovrebbe utilizzare 
nella propria vita quotidiana.
 
Essa viene intesa anche come la ricerca di uno 
o più criteri che permettono alla persona di gestire 
in modo consono e adeguato la propria libertà, 
in quanto ha come oggetto i valori morali che 
determinano il comportamento dell’individuo. 
L’etica si sofferma sul senso dell’esistere dell’uomo, 
sul suo significato profondo etico-esistenziale, 
sulla vita di ogni singolo individuo e dell’universo 
che lo circonda. 

In sintesi l’etica, se viene associata alla comunità, 
definisce la morale comune che l’individuo dovrebbe 
in ogni caso seguire.
 
Il termine MORALE proviene dalla parola latina 
moràlia e sta ad indicare la condotta diretta da norme, 
la guida secondo la quale l’uomo dovrebbe agire. 
In sintesi la morale studia il rapporto tra il 
comportamento, i valori ed infine la comunità. 
La morale in questo caso è intesa come oggetto 
di studio dell’etica. 

Esistono poi due tipi di morale: quella religiosa, 
dove sicuramente l’efficacia della norma 
proviene in assoluto da Dio, 
e quella laica che sostiene come l’esistenza di norme 
morali possa esistere anche in assenza di Dio, 
dal momento che le norme si basano sulla natura dell’uomo. 
Agorà, Scolastiche Bruno Mondadori
 Nel corso della storia, nel rapporto con la natura, 
l’uomo ha assunto nei confronti della biosfera 
due atteggiamenti antitetici a seconda che predominasse 
in lui il rispetto per ciò che rendeva possibile la vita 
o, al contrario, il desiderio di esserne il padrone assoluto.
 Le tradizioni di pensiero dominanti nella nostra cultura 
hanno promosso due opposti fondamentalismi individuabili
nell’antropocentrismo e il biocentrismo.
 Il primo sostiene che compete all’uomo la preminenza 
all’interno del mondo naturale affermando, 
nelle sue correnti più radicali, 
il primato assoluto dell’uomo sulla natura; 
il secondo, all’inverso, rifiuta l’idea di una superiorità umana, 
per cui l’uomo è un semplice cittadino biotico i cui interessi si
intersecano con quelli della biosfera.

ETICA DELLA RESPONSABILITA'
 È possibile identificare una terza via? 
Come salvaguardare la natura senza penalizzare 
lo sviluppo dell’attività umana?
 Mantenendosi in un’ottica antropocentrica: 
non si può prescindere dall’avere come punto di riferimento 
e come protagonista l’uomo se si vuole creare un’etica 
dell’ambiente in grado di proporre soluzioni operative. 
L’uomo deve farsi custode e rendersi responsabile di tutto 
il mondo naturale disciplinando la propria condotta. 
La natura è un bene da conservare e difendere per rispetto 
dell’essere umano stesso e in funzione della qualità e 
della sopravvivenza delle generazioni future, 
la tentazione di onnipotenza derivante dal vasto apparato 
di conoscenze tecnico-scientifiche 
deve essere assolutamente superata.
 Riprendendo il pensiero del filosofo tedesco Hans Jonas: 
l’uomo deve considerare la natura come un bene da tutelare 
e da proteggere, e deve agire in modo che le conseguenze 
delle sue azioni siano compatibili con il mantenimento 
della vita umana sulla terra.
  
SACRALITA' O QUALITA' DELLA VITA?
                     Tematiche 
Aborto
 In Italia è in vigore la Legge n.194 del 22 maggio 1978, 
che al riguardo è molto specifica, fissando limiti e 
condizioni precise per la sua applicazione.  
Oggi si discute tuttavia della condizione ontologica 
dell'embrione e del feto, e si scontrano due concezioni: 
 concezione funzionalistica, secondo la quale la persona 
si caratterizza dalle funzioni che esplicita.
 concezione ontologica, identificando l'individuo umano 
con una realtà in sé sussistente.
 Il Comitato nazionale per la bioetica  
ha definito all'unanimità la questione 
"identità e statuto dell'embrione umano" in questi termini: 
«l'embrione è uno di noi», 
ovvero non è possibile prescindere dalla stretta affinità 
che lega il materiale biologico frutto della fecondazione, 
con l'essere umano che da esso prende forma. 
Sebbene tutti concordino sulla necessità di accordare 
la maggior tutela possibile nei confronti del concepito 
sin dalla fecondazione, rimane però il problema di fissare 
un limite a questa tutela, nei confronti di altri beni come 
la vita della donna o il benessere fisico 
e psichico della madre. 
 
Ingegneria genetica
 Tema estremamente delicato, che prende nuova vitalità 
dai recenti progressi nello studio del genoma umano. 
Tutte le implicazioni etiche che la manipolazione del DNA 
comporta sono oggetto di approfondimento e dibattito continuo. 
Una degenerazione, condannata sia dalla bioetica 
religiosa che da quella laica, 
con alcune importanti differenziazioni, 
è quella dell'eugenetica, che può portare all'aberrazione 
del tentativo di modificare artificialmente l'essere umano. 
Eutanasia
 L'eutanasia non è da confondere con il suicidio 
(che nessuna legislazione statale punisce 
con specifiche leggi). 
Pratiche anticoncezionali e di sterilizzazione
 “Ogni atto (e in particolare ogni atto medico) 
volto a provocare la sterilità in un soggetto 
capace di procreare”, Vanno sempre ritenute illecite, 
sul piano giuridico ed etico, le sterilizzazioni forzate, 
indipendentemente dal soggetto che ne deliberi 
l'effettuazione o dalle motivazioni. 
 
 Sperimentazione sulle cellule staminali embrionali
 Tali interventi possono riguardare molti aspetti 
della medicina, ed occorre un'analisi delle tipologie 
attualmente oggetto di discussione.
 Una tipologia di interventi riguarda l'impiego per la terapia 
o la prevenzione di gravi malattie delle cellule staminali 
embrionali che secondo alcuni devono essere sostituite 
con l'utilizzo di staminali dell'adulto.
 
Dichiarazione anticipata di trattamento o Testamento biologico
  Un cattolico non accetta il termine testamento, 
perché ritiene che la vita è data da Dio, 
e non è un bene disponibile.
 Un laico invece accetta tale termine poiché, 
intende la vita nella sua qualità, 
non nel semplice essere in vita.

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