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accoglienza di studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento

Posted on Settembre 19, 2013 in IL LABORATORIO DIDATTICO

SCHEMA

E’ centrale nel lavoro dell’insegnante costruire e mantenere negli alunni una disposizione positiva nei confronti dell’apprendimento.
Come tutte le persone, anche i ragazzi e le ragazze dislessici producono bene in situazioni di benessere; è utile quindi operare in tal senso.
In primo luogo bisogna sviluppare un rapporto personale costruttivo, prendere sul serio, esprimere comprensione e solidarietà. Sono indispensabili serenità fiducia, in modo da non aggiungere frustrazione a quella già riconducibile alle difficoltà oggettive; nessun intervento può riuscire se condotto in forma sbrigativa oppure in un clima di incomprensione o di conflittualità.
Fra i fattori secondari di insuccesso di questi/e ragazzi/e sono senz’altro da annoverare le reazioni degli educatori (famiglia e scuola) che li penalizza, il giudizio degli insegnanti orientati negativamente nei loro confronti e quindi non disposti a concedere loro alcuna attenuante.
Porre un/a alunno/a in condizione di credere in sé costituisce base indispensabile per incoraggiarlo/a allo studio; il sostegno alla stima di sé ed alla motivazione all’impegno implica comprendere le difficoltà senza ingigantirle, e gratificare per gli sforzi.

Stelle sulla terra

CONOSCENZE DI BASE

Si condivide che i DSA sono disturbi di natura neurobiologica pertanto non possono essere risolti ma solamente ridotti (compensazione del disturbo). Fra questi distinguiamo:

– la dislessia evolutiva che è un disturbo settoriale della abilità di lettura.

– la disortografia che è la difficoltà a rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto;

– la disgrafia che è la difficoltà a produrre una grafia decifrabile;

– la discalculia che è il deficit del sistema di elaborazione dei numeri e/o del calcolo.

La compromissione più o meno grave di queste abilità, per il carattere di elevata trasversalità che esse ricoprono nei processi di apprendimento, ha una forte ricaduta su ogni area/disciplina scolastica.

Si ritiene opportuno ricordare che le difficoltà citate, in caso di tardivo riconoscimento o non adeguato intervento scolastico, possono avere pesanti conseguenze sulla sfera psicologica e relazionale per cui gli alunni con DSA tendono ad abbandonare precocemente gli studi costruendo un io con bassissimi livelli di autostima e autoefficacia.

Come può essere così difficile? – Documentario sulla dislessia

RIFERIMENTI NORMATIVI

In Italia, a differenza di altri numerosi paesi della Comunità Europea, non abbiamo una legge dedicata tuttavia il Ministero ha emanato, per regolamentare il fenomeno, alcune disposizioni sotto elencate:

– nota MIUR 4099/A. 4 del 5.10.04 “Iniziative relative alla dislessia”;

– nota MIUR 26/A. 4 del 5.01.05 “Iniziative relative alla dislessia, compresi momenti di valutazione”; 27

– nota MIUR1787/A. 4 del 1.03.05 “Esami di stato 2004/05; alunni con dislessia”;

– nota MIUR 4798 del 27.07.05 “Attività di programmazione scolastica degli alunni disabili da parte delle Istituzioni scolastiche – A .S. 2005/06”;

– O.M. n. 30 prot. 2724 del 10.03.08 “Esami di Stato scuola superiore A. S. 2007/08 (art. 12, comma 7)”;

– C.M. n. 32 del 14.03.08. “Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l’A.S. 2007/08 (Capitolo “Svolgimento dell’esame di Stato” punto 5a, “Alunni con disturbo specifico di apprendimento”)”;

– L.169 del 30.10.08 (L. Gelmini) art. 3, comma 5 “Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti”;

– Nuove Indicazioni per il curricolo (D. M. del 31 .07.07 e unita direttiva n. 68 del (3.08.07) nelle quali viene fatto espresso riferimento a queste problematiche.

In sintesi dai riferimenti normativi precitati, pur nei limiti premessi, emerge il dovere per la Scuola di predisporre le condizioni per una reale e soddisfacente partecipazione scolastica di questi alunni attraverso:

– un’organizzazione metodologico;

– didattica adeguata ai bisogni;

– una valutazione non condizionata da pregiudizi o viziata dall’uso di strumenti non adatti ai bisogni.

Il ruolo della famiglia è contestualmente quello di collaborare con la Scuola al fine medesimo, a tal fine sarà utile definire un Patto di Corresponsabilità ad hoc ed un PEP (Piano Educativo Personalizzato), L 53/2003. Ne consegue che la famiglia, in possesso di diagnosi di disturbo specifico di apprendimento prodotta dallo specialista, è tenuta a inoltrare alla scuola, nella persona del dirigente scolastico o suo delegato, tale diagnosi affinché i docenti, debitamente informati, possano programmare e attuare tutte le strategie e le scelte metodologiche necessarie per la tutela dell’alunno nel migliore dei modi.

– C.M. n. 51 del 20.05.09. “ Disposizioni in vista della conclusione dell‘anno scolastico 2008/2009 (Capitolo “Svolgimento dell’esame di Stato” Particolari Categorie di Candidati)

– nota MIUR 5744/R.U/U del 28.05.09 “ Anno scolastico 2008/2009 – Esami di stato per gli studenti affetti da disturbi specifici di apprendimento – DSA”. In data 19 maggio 2009 la Commissione Cultura del Senato ha approvato in sede deliberante il disegno di legge “Nuove norme in materia di difficoltà specifiche di apprendimento”. In data 19 agosto 2009 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DPR N° 122 del 22 giugno 2009 recante il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni. Art. 10 – Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA).

In data 8 giugno 2010 la VII Commissione della Camera ha approvato all’unanimità il disegno di legge sulle “Nuove norme in materia di disturbi specifici d’apprendimento in ambito scolastico“, in sede legislativa. La legge è formata da 9 articoli e 25 commi in tutto. Dopo un lungo percorso legislativo il giorno 8 ottobre 2010 è stata approvata dal Senato la legge n.170 recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Il giorno 12 luglio 2011 è stato emanato il Decreto Ministeriale N. 5669 e le Linee Guida per il DIRITTO allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.

DISLESSIA – UN’ALTRA INTELLIGENZA

SUGGERIMENTI OPERATIVI

In modo commisurato alle necessità individuali e al livello di complessità del disturbo, per gli alunni con DSA, è necessario garantire, sia a casa che in classe, l’utilizzo di strumenti compensativi e l’applicazione di misure dispensative. In questi ragazzi tutti quei processi, già menzionati nelle CONOSCENZE DI BASE, non diventando mai automatici, richiedono uno sforzo cognitivo volontario permanente anche quando l’alunno ha ben compensato il disturbo. L’utilizzo di tali misure non richiede la segnalazione 104/92, ma soltanto la diagnosi dello specialista. Solo nei casi più severi, a discrezione dello specialista della struttura sanitaria pubblica che lo ritenga indispensabile e lo indichi esplicitamente nella propria diagnosi, sarà utile la segnalazione ex l.104/92.

MISURE COMPENSATIVE

Sono considerate misure compensative il diritto, anche durante gli esami, ad accorgimenti particolari caso per caso, affinché l’alunno/a sia in grado di produrre le proprie competenze e di non subire demotivazione, nello specifico:

– tabella delle unità di misura;

– tabelle degli elementi morfologici e dei complementi;

– tabelle delle formule matematiche;

– calcolatrice;

– registratore, mp3, …;

– cartine geografiche e storiche, meglio se tematiche;

– computer con programmi di video scrittura e correttore ortografico nonché sintesi vocale;

– materiale didattico registrato (magari letture o spiegazioni se non si vuole registrare la lezione in diretta, troppo chiassosa);

– libri digitali;

– dizionari in formato multimediale;

– traduttori per le lingue straniere

– schemi di sviluppo per l’elaborazione del testo scritto;

– schemi per la comprensione del testo (es. schema 5W);

– mappe concettuali e/o schemi da utilizzare per l’anticipazione dei contenuti di una lezione, per l’esposizione orale o la elaborazione scritta di un certo argomento.

MISURE DISPENSATIVE

Le misure dispensative consistono nel non costringere gli alunni ad alcune prestazioni in maniera commisurata alle necessità individuali e all’entità del disturbo di apprendimento. In particolare è possibile garantire la dispensa da alcune prestazioni quali:

– la lettura ad alta voce;

– le scritture veloci sotto dettatura (i compiti di casa possono essere registrati con un mp3!);

– dispensa dallo studio delle lingue straniere in forma scritta;

– verifiche scritte e orali non strutturate (tipo domande aperte);

– utilizzare per le verifiche prove strutturate ovvero: scelte multiple, completamenti, corrispondenze;

– tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio;

– garantire la riduzione del numero degli esercizi da svolgere nelle verifiche scritte (è possibile selezionare gli esercizi in base al grado di difficoltà per permettere una valutazione corretta e completa della prova);

– ridurre la mole di compiti per casa ma non lasciare alla famiglia la discrezionalità di farlo;

– programmare le interrogazioni in modo che l’alunno non debba sostenerne più di una al giorno;

– evitare le verifiche scritte o orali a sorpresa;

– utilizzare, quando possibile, testi ridotti non per contenuto, ma per numerosità di pagine.

PRECISAZIONE La scelta delle misure compensative e dispensative deve essere fatta in base alle caratteristiche individuali del disturbo.

dsa

DATI RELATIVI ALL’ALUNNO: Alleg.49  Alleg.50   Alleg.51  Alleg.52 

INDICAZIONI PER LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE SCRITTE E ORALI PER L’ESAME DI STATO A CONCLUSIONE DEL SECONDO CICLO D’ISTRUZIONE: Alleg.53 

Software per mappe mentali e concettuali: un aiuto nello studio

L’individuazione di strumenti facilitanti  l’apprendimento e l’autonomia nello studio è obiettivo fondamentale di chi, associazioni, professionisti e famiglie, si occupa di ragazzi con dislessia e altri D.S.A. Tali strumenti, particolarmente nella scuola secondaria, ma non solo, sono infatti essenziali per il raggiungimento del successo formativo al pari dell’adeguamento della didattica allo stile di apprendimento che caratterizza la dislessia.

Esperienza comune è la difficoltà di disporre di  materiale didattico adeguato che consenta agli studenti dislessici di accedere alle informazioni in autonomia, by-passando o minimizzando il deficit strumentale che impedisce loro di fruire dei testi tradizionali e di godere di pari opportunità formative e culturali rispetto ai coetanei.

In epoca moderna una risposta in tal senso viene dall’informatica, utilizzabile in strumenti di diverso tipo fra cui occupano un posto assolutamente rilevante i software per mappe.

Questi, non solo consentono ai dislessici di accedere alle informazioni in modo facilitato e completo,  ma offrono anche il vantaggio di costituire una modalità di didattica e di studio trasversale utilizzabile dall’intera classe.

Le mappe mentali  e concettuali, infatti, sono strumenti che consentono di  organizzare e rappresentare la conoscenza e sono considerate dalla letteratura specifica un’ importante  strategia didattica in grado di  favorire  l’apprendimento per tutti gli studenti.

I termini mappe mentali e concettuali talora vengono erroneamente considerati sinonimi o addirittura confusi con un generico concetto di schema.

In realtà si tratta strumenti che rispondono a criteri precisi che fanno capo rispettivamente alle teorie di Tony Buzan e di Joseph Novak. elaborate intorno agli anni ’60 sulla base delle teorie cognitiviste e costruttiviste.

Sono strumenti validi nelle varie discipline di studio, utilizzabili per compiti ed obiettivi diversi in tutti i gradi scolastici.

Le mappe mentali si basano su un criterio di tipo gerarchico-associativo che ne determina visivamente un aspetto a raggiera; ideate da Buzan (mind maps) inizialmente per prendere appunti e per il brainstorming, risultano molto utili anche per sviluppare e rappresentare il pensiero creativo, quindi in particolare per la progettazione di testi, mentre sono meno efficaci per rappresentare argomenti di studio complessi.

Le mappe concettuali (concept maps) costituiscono una tecnica logico-grafica usata per rappresentare la conoscenza attraverso una  struttura reticolare in cui i concetti sono connessi da relazioni esplicitate; la loro struttura si adatta al modello dell’apprendimento significativo sostenuto dalle teorie di Ausubel.

Esse sono idonee a rappresentare argomenti anche di notevole complessità utilizzando un aspetto visivo multidirezionale che si differenzia sostanzialmente dalla linearità del testo tradizionale e che è  meglio in grado di favorire la comprensione, l’organizzazione e la memorizzazione dei concetti.

Le mappe concettuali si configurano quindi come uno strumento prezioso per migliorare sia la qualità che la quantità dell’apprendimento nelle varie discipline.

I compiti principali che le mappe mentali e/o concettuali aiutano a svolgere sono i seguenti:

v  Brainstorming

v  Prendere appunti

v  Produrre  bozze di testi

v  Illustrare e apprendere concetti

v  Ripassare

v  Problem solving

v  Fare Presentazioni (software)  

Correlazione fra mappe e stile di apprendimento degli studenti dislessici

Gli Autori stranieri che si occupano delle tecniche di studio utili per ragazzi dislessici sostengono che le mappe presentano alcune peculiarità che le rendono particolarmente congeniali allo stile di apprendimento dei  ragazzi con dislessia di cui  valorizzano i punti di forza minimizzando quelli di debolezza perché:

v  Le informazioni vengono presentate in ambiente di lavoro visivo, non lineare, particolarmente adatto a studenti per i quali il pensiero visivo è prevalente su quello verbale.

v  I concetti sono rappresentati con immagini, colori, forme, parole chiave o frasi minime

v  La strutturazione di una mappa consente che  i concetti siano organizzati   indipendentemente da una rigorosa struttura grammaticale  della frase.

Le mappe favoriscono la cosiddetta didattica breve che consente l’apprendimento di una grande quantità di informazioni concentrate in modo completo e  conciso in uno spazio ridotto, realizzando una sorta di riduzione del testo a beneficio non solo della facilitazione del processo di apprendimento, ma anche della riduzione del tempo necessario per lo studio, rispetto a quello richiesto dai metodi di lettura tradizionali. Esse consentono  inoltre una rapida visione d’insieme dell’argomento trattato senza esclusione dei particolari.

L’impiego di frasi semplici, la mancanza di elementi ridondanti e di proposizioni sintatticamente complesse facilitano la comprensione del testo.

La memorizzazione è favorita dalla rappresentazione visiva basata su forme e immagini colorate che possono  assumere le caratteristiche preferite dal singolo studente in base al suo stile cognitivo, al suo senso estetico e alle sue personali associazioni mentali.

Il ruolo delle immagini, dei simboli e dei colori è fondamentale nella strutturazione di una mappa mentale, mentre nelle mappe concettuali l’iconografia riveste un ruolo secondario rispetto alla struttura reticolare della mappa e all’ immagine grafico-logica finalizzata alla categorizzazione dei concetti attraverso l’uso di  forme e colori.

I  dati di letteratura riportano che l’uso delle mappe migliora molti elementi ed abilità fondamentali per raggiungere il successo formativo, in particolare:

v  Comprensione del testo

v  Vocabolario ed esposizione orale

v  Produzione del  testo

v  Capacità di prendere appunti

v  Apprendimento e  memorizzazione delle informazioni

v  Problem solving

v  Comprensione e la memorizzazione di concetti e  termini scientifici

v  Apprendimento di una lingua straniera      

Mappe in cartaceo o software per mappe?

Le mappe sono nate in un’ epoca in cui la loro costruzione era possibile solo manualmente con carta e penna. Attualmente esistono vari tipi di software che apportano notevoli vantaggi, fra cui anche la possibilità di stabilire link a siti web e a documenti, con relativa espansione delle informazioni in modalità multimediale. Vengono di seguito sottolineati i principali  limiti e i vantaggi delle due modalità di esecuzione: essi sono rilevanti  per tutti gli studenti, ma in modo particolare per quelli dislessici:

Limiti delle mappe in cartaceo:

v  Difficoltà di lettura in caso di disgrafia, errori ortografici, disorganizzazione  spaziale

v  Impossibilità di riorganizzazione  o espansione dei concetti

v  Impossibilità di cambiare presentazione ( outline – power point)

Vantaggi dell’uso di un software

v  Non presenta limiti di spazio

v  Aspetto finale ordinato e accattivante

v  Possibilità di modificare e riorganizzare la mappa

v  Dotazione di strumenti accessori fondamentali quali: –  controllo ortografico, sintesi vocale multilingue, cataloghi di  immagini, ecc –  possibilità di autoverifica –  funzioni di importazione ed esportazione (word, power point, ecc)

Per quanto attiene l’ultimo punto è da sottolineare che lo studente che presenta difficoltà strumentali nella stesura di un testo, può avvantaggiarsi dell’uso di software  per comunicare più efficacemente con altri passando da mappa a testo. Peraltro docenti, tutor e supporter di studenti dislessici, possono agevolmente convertire testi in mappe onde lo studente possa avere a disposizione uno strumento adeguato al suo stile cognitivo.

Software disponibili

Esistono vari software disponibili sia commerciali che open source e free. Essi variano sia per i livelli di complessità che per  le loro prerogative, alcune delle quali sono necessarie per i ragazzi dislessici, prime fra tutte la voce sintetica in lingua italiana e altre lingue europee, principalmente inglese, francese, tedesco e spagnolo. E’ da notare che i ragazzi con forme di dislessia non grave preferiscono spesso leggere la mappa senza l’ausilio della sintesi vocale, dato che il testo è limitato a parole chiave o a frasi semplici. Trovano invece necessaria questa funzione per la lettura sia di lingue straniere che di termini tecnici o di documenti che eventualmente vengano associati ai concetti per espandere il contenuto della mappa. Fra i  programmi con  sintesi vocale, la maggior parte non è dotata della lingua italiana, fra questi Inspiration 7, programma versatile,  consigliato dalla BDA ed utilizzato ampiamente in Nord Europa e USA. Alcuni software, come Inspiration, sono nati per uso didattico, altri invece sono nati per la gestione aziendale , ma hanno caratteristiche utilizzabili anche per lo studio e la didattica, come Mind Manager.

Di seguito sono indicati alcuni dei programmi più noti. I primi 3 sono commerciali, per il terzo  è attiva anche una convenzione con il MIUR, gli altri sono free.

v  1-Inspiration  7

v  2- Mind Manager  (solo mappe mentali)

v  3- Knowledge Manager

v  4- Freemind (solo mappe mentali)

v  5- C-map

Per quanto riguarda la scelta sia del software che del tipo di mappa, è opportuno scegliere:

v  Il software che asseconda meglio lo stile cognitivo dell’utente

v  Il tipo di mappa che si adatta meglio al compito (mentale, concettuale, a schema  libero o  fisso)   In accordo con la D.i.t.t. (Dyslexia Intenational Tool and Technologies) si ritiene che un software possa  essere considerato un valido strumento per lo studio quotidiano quando lo studente/utente lo valuta:

v  Piacevole

v  Facile da usare

v  Utile per raggiungere l’obiettivo.

Le mappe che vengono presentate sono state utilizzate nello studio da studenti delle scuole superiori. Le mappe concettuali sono state costruite utilizzando il software Knowledge Manager perché dotato di una serie di requisiti particolarmente utili per supportare ed autonomizzare i ragazzi con dislessia, quali: istruzioni, interfaccia e voce sintetica in italiano sintesi vocale multilingue possibilità di tutoring on line costruzione di concetti in automatico, direttamente dal testo scannerizzato funzione di auto-valutazione collaborazione con la ditta per modifiche mirate. Per le mappe mentali è stato utilizzato Mind Manager. Le prerogative dei singoli software sono consultabili nei rispettivi siti indicati in calce da cui sono scaricabili anche i programmi di prova.

E’ da sottolineare che, una volta rispettate le specifiche regole alla base delle teorie delle mappe mentali e concettuali ed i limiti e i vantaggi che caratterizzano ogni software, esiste poi un ampio margine di utilizzo che dipende dall’ esperienza e dalla fantasia dei singoli utenti.

L’utilizzo  di un software si affina col tempo. Personalmente, nei limiti della esperienza fatta nella Sezione AID di Modena e Reggio E., confermo quanto sostenuto dalle associazioni straniere che si occupano dell’argomento, che cioè  i ragazzi imparano a studiare e a gestire l’apprendimento per mappe in modo facile e progressivamente sempre più fruttuoso nel tempo. Per questo motivo e per le facilitazioni che essere presentano rispetto al testo scritto, la B.D.A. ne  consiglia l’utilizzo già dai primi anni di studio.

In accordo con i dati di letteratura, le mappe concettuali e mentali sono risultate utili per finalità diverse.

Certamente le mappe concettuali si sono rivelate più idonee delle mentali ad una rappresentazione della conoscenza anche di argomenti complessi quali quelli oggetto di studio nelle scuole secondarie, possono divenire uno strumento sostitutivo del libro di testo particolarmente se corredate di documenti associati di tipo multimediale; facilitano inoltre l’apprendimento di argomenti in lingua straniera, data la presenza di sintesi vocale multilingue.

Un accessorio gradito ai ragazzi è la presenza di un registratore della voce naturale attivabile con un click, utile per corredare i concetti di ulteriori informazioni. Il giudizio dato su Knowledge Manager è stato positivo e corrispondente ai canoni suggeriti dalla D.i.t.t. In particolare sono state rilevate le seguenti caratteristiche: 

v  Gradevole v  Facile da usare v  Utile per lo studio v  Favorisce l’autonomia

L’ultimo punto è particolarmente importante per i ragazzi dislessici le cui difficoltà li rendono abitualmente dipendenti da una persona che li supporti.

Le mappe mentali sono state costruite con il software Mind Manager.

Esse sono state utilizzate in particolare per la produzione di testi e riassunti  per cui sono più adatte delle mappe concettuali; per tale compito risulta particolarmente utile la possibilità   di importare ed esportare testi da word, funzione attivabile con molta semplicità. Molti software per mappe concettuali possono servire anche per la costruzione di mappe mentali, ma lo strumento grafico di Mind Manager, costruito specificamente secondo le teorie di Buzan, è dotato di funzioni  sicuramente più mirate allo scopo.

Per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue straniere, le mappe mentali sono risultate utili  nella rappresentazione visiva sia delle famiglie di parole che dei testi,

data la notevole possibilità di corredare la mappa di immagini, simboli e colori che favoriscono la memoria  visiva e aiutano il ragazzo nell’esposizione orale.

Alla mancanza della sintesi vocale, limite notevole di Mind Manager, ha sopperito la fantasia dei ragazzi che sono riusciti a combinare il software con Carlo Loquendo e quindi ad avvalersi sia della componente visivo-iconografica che di quella uditiva, fondamentale allo scopo.

 Elementi di criticità

Tenuto conto che un punto forte della costruzione delle mappe e della loro valenza come strumento di apprendimento consiste nell’analisi e nella rielaborazione del testo, viene spontaneo chiedersi come introdurre lo strumento “mappe” nello studio di un ragazzo dislessico.

La lettura lenta e scorretta e la conseguente frequente difficoltà nella comprensione del testo costituiscono infatti un ostacolo, in parte superabile con l’introduzione di un lettore con sintesi vocale.

Knowledge Manager facilita la costruzione della mappa essendo dotato di una funzione che consente la creazione di concetti direttamente dal testo scannerizzato e letto dalla sintesi vocale. Il procedimento richiede tuttavia un notevole dispendio di tempo, fattore che insieme alla facile affaticabilità, costituisce per i ragazzi dislessici un notevole limite, in modo particolare quando la mole di  pagine da leggere diventa rilevante come alle scuole secondarie di 2°.

L’argomento merita un approfondimento in altra sede, tenuto conto innanzi tutto del fatto che le mappe rappresentano uno strumento didattico di tipo trasversale, quindi adatto all’intera classe e che difficilmente lo studio di un ragazzo dislessico alle scuole superiori può essere organizzato senza l’ausilio di una figura che, opportunamente, la B.D.A. definisce “supporter”.

Giovanna Lami

Sezione AID di Modena e Reggio Emilia

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