Mese: Agosto 2012

maria montessori, una rivoluzione per l’infanzia

Posted on Agosto 31, 2012 in scienze, scienze [email protected]

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Montessori Madness

Io … Non riesco a far uscire questi ricordi dalla mia mente.
E una sorta di follia,
Ha iniziato ad evolversi.
Ed io … Ho provato così tanto a lasciarti andare.
Ma una sorta di follia,
Mi sta inghiottendo del tutto, yeh.
Ho finalmente visto la luce.
Ed ho .. finalmente capito.
Che intendi …
Ed ora, ho bisogno di sapere se si tratta di vero amore.
O è soltanto follia,
Che ci mantiene a galla.
E quando guardo indietro, a tutti i folli scontri che abbiamo avuto,
Come se una sorta di follia,
Avesse assunto il controllo, yeh.
Ed ora ho finalmente visto la luce,
Ed ho. .. finalmente capito.
Ciò che ti serve.
Ed ora ho finalmente visto la fine.
Ed io … mi aspetto che questo ti interessi,
E io. .. ho finalmente visto la luce,
E io. .. ho finalmente capito,
(Ho bisogno di amore)
Catturami,
Credi nel tuo sogno,
Vieni e salvami.
Sì, lo so, non riesco ad andare avanti,
Baby, sei troppo ostinata.
Il nostro amore è …
(Follia)

Suffragette a noi – Mary Poppins

Truffaut, Il Ragazzo selvaggio (1970)

Una vita per i bambini.

Anna dei miracoli (The Miracle Worker) è un film del 1962 diretto da Arthur Penn, ispirato alla storia vera della sordo-cieca Helen Keller. Scrittrice, attivista e insegnante statunitense.

Gabriele D’Annunzio, Giovanni Gentile, Luigi Pirandello, Filippo Tommaso Marinetti, Alessandro Blasetti, Pietro Mascagni, la scuola dei Balilla e delle Piccole Italiane, ma anche Aldo Fabrizi, i fratelli De Rege, le orchestre jazz di Gorni Kramer, Pippo Barzizza, le canzonette del Trio Lescano, i film di Hollywood, le commedie ungheresi.

Scrittori, artisti, docenti, scienziati, giornalisti. Tutti sono chiamati all’appello dal regime, ma la cultura del Ventennio offre un quadro tutt’altro che omogeneo. Il collante è il colossale sistema di auto rappresentazione che ha in Mussolini il suo centro e la sua ragion d’essere. Finché dura il mito.

Conclude la puntata un editoriale di Paolo Mieli.

La Guerra Civile Spagnola, fu un conflitto combattuto dal luglio 1936 all’aprile 1939 fra i nazionalisti anti-marxisti, noti come Nacionales, ed i Republicanos composti da truppe governative e sostenitori della Repubblica spagnola filo-marxisti. Guerra lacerante terminata con la sconfitta della causa repubblicana che diede il via alla dittatura del generale nazionalista Francisco Franco.

La guerra accese, per ragioni diverse, un forte interesse nelle comunità politiche e intellettuali internazionali e presso le cancellerie europee. Il generale Francisco Franco che manifestava idee filofasciste era appoggiato apertamente dal III Reich della Germania nazista e dall’Italia fascista di Mussolini. Dal regime italiano fu vista come una “crociata anti-bolscevica” per la civiltà europea e per la civiltà cristiana contro la “barbarie dei rossi”, rappresentati nelle forze repubblicane del Fronte Popolare di ispirazione marxista, la cui sconfitta rinforzò la posizione del “duce” italiano sia sul piano nazionale che internazionale.

Anche se le cause fondamentali furono gli ideali anti-marxisti e le pulsioni nazionaliste di una parte della società spagnola, gli interessi dei ceti conservatori e possidenti e l’acuirsi nel paese della lotta di classe, la guerra civile fu seguita in tutto il mondo come la prima importante contesa militare tra le forze di sinistra e quelle sempre più potenti e pesantemente armate della destra fascista, e sarà vissuto dalle democrazie occidentali come un allarmante segnale del riarmo bellico della Germania, anticamera e presagio della seconda guerra mondiale che seguirà poco dopo.

Il numero delle vittime è stato a lungo dibattuto, con stime che vanno dalle 500.000 ad un milione di persone uccise dalla guerra; ma al di là delle cifre, il paese uscì profondamente segnato dal protrarsi e inasprirsi del conflitto, con effetti sulla società spagnola che influiranno per decenni. Molti artisti ed intellettuali spagnoli furono uccisi come Federico Garcia Lorca, Ramiro de Maeztu e Ramiro Ledesma, compresa gran parte della Generazione spagnola del 1927 che fu costretta all’esilio. L’economia spagnola richiese decenni per recuperare i danni provocati dal conflitto.

Le ripercussioni politiche ed emotive della guerra andarono ben oltre i confini della nazione. A seconda dei punti di vista è stata considerata una guerra tra tirannia e democrazia, fascismo e libertà, o comunismo e società civile.

La società teosofica

Un documentario che rivela il tratto di una delle più straordinarie ed affascinanti donne dei tempi moderni, la mistica russa del diciannovesimo secolo, Helena Petrovna Blavatsky.

Destinata ad un cammino solitario, lasciò il marito e la terra natale per viaggiare nel mondo alla ricerca della conoscenza occulta, una ricerca che la portò ad incontrare i grandi Mahatma e l’Antica saggezza dell’Oriente. La sua odissea doveva portarle illuminazione e nemici, fama e notorietà, devozione e denuncia…..ma risultò anche in alcuni dei più grandi classici dell’occultismo mai scritti e nella fondazione della Società Teosofica.

La storia non è stata gentile con la discussa Helena Petrovna e con la sua passione per la verità spirituale. Ma la storia forse è un periodo troppo breve per darci una reale prospettiva sugli Immortali.

Poiché certamente tale fu… ed è, il genio ostinato della BLAVATSKY.

Edizioni Teosofiche Italiane

festival della mente

Posted on Agosto 31, 2012 in scienze

Parlare di creatività e processi creativi in un anno così difficile, da tutti i punti di vista, è per noi che organizziamo il Festival della Mente da nove anni, un’occasione ancora più importante e impegnativa, attraverso la quale tenere attivo un presidio di confronto e condivisione. Che cosa più della cultura, della creatività, dell’impegno intellettuale può aiutarci a decodificare quanto sta succedendo, a cambiare – anche di poco – una realtà in cui non ci si riconosce più, a darci una nuova tensione positiva? Ecco dunque che, arrivato alla nona edizione, il Festival della Mente, il primo festival di approfondimento culturale europeo dedicato ai processi creativi, che ha visto circa 500 eventi realizzati nelle precedenti edizioni, rinnova il suo impegno con un programma che qui è presentato. La direttrice Giulia Cogoli ha lavorato con alcuni dei più significativi pensatori e intellettuali italiani e stranieri per realizzare incontri, lezioni, spettacoli, concerti, workshop rivolti a un pubblico desideroso di approfondire, come le oltre quarantamila presenze che ogni anno animano la tre giorni sarzanese. Sarà un festival per tutti, per i bambini e i ragazzi innanzi tutto – con quasi 50 eventi appositamente realizzati per loro – e per gli adulti di tutte le età che ogni edizione arrivano da tutta Italia. Si parlerà di scrittura, musica, scienze, storia, linguistica, psicoanalisi, filosofia, neuroscienze, arte, paesaggio, società, teatro, cibo, botanica e molto altro. Siamo curiosi e sempre a caccia di storie, esperienze, ricerche ed eccellenze, quelle rappresentate dai nostri relatori, che si offrono a presentare e raccontare il loro lavoro e il loro approccio e metodo creativo, sempre con un linguaggio accessibile a tutti. Sfogliando il programma troverete un filo conduttore, che si può riassumere nella conoscenza come valore assoluto e imprescindibile. Non c’è futuro, non c’è democrazia, non c’è possibilità di miglioramento senza la garanzia dell’accesso alla cultura e la diffusione della conoscenza. Questo è il senso del Festival della Mente e questo troverà chi verrà a condividere tre giorni davvero speciali, realizzati grazie alla fiducia e al supporto della Fondazione Carispe e del Comune di Sarzana.

Zygmunt Bauman

Sul concetto di comunità e rete, sui social network e facebook

Il termine “network” sta rapidamente rimpiazzando “società” sia nel discorso delle scienze sociali, sia nella lingua parlata, ma qual è la differenza fra una comunità e una rete? Fare parte di una comunità è una condizione più sicura e affidabile, anche se più limitante rispetto ad avere una rete di contatti. La comunità lascia poco spazio di azione, al contrario della rete, ma nei momenti di necessità sulla comunità si può contare. La scelta dunque è fra sicurezza e libertà: l’una non si può avere senza sacrificare l’altra. Sulla sicurezza la comunità batte la rete, sulla libertà è vero il contrario. Oggi però non siamo preoccupati dalla violazione della nostra privacy, ma dal suo opposto. Alla base del social networking vi è uno scambio di informazioni personali, è un errore credere che il bisogno di ostentazione del “sé interiore” sia manifestazione di un’urgenza/dipendenza puramente generazionale e legata all’età.

Programma  31/08 – 02/09/2012